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  <title>Melting Lullaby</title>
  <subtitle>Tabata</subtitle>
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    <name>Tabata</name>
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  <updated>2009-12-29T20:01:13Z</updated>
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    <title>Stages of Grief - Bird!Version</title>
    <published>2009-12-29T20:01:13Z</published>
    <updated>2009-12-29T20:01:13Z</updated>
    <category term="follia"/>
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    <content type="html">&lt;p&gt;... o di come lo slash provochi la deteriorazione delle cellule neuronali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;Quello che dovete sapere:&lt;/u&gt; Stages of Grief &amp;egrave; una mini-serie Bler che sto scrivendo, su idea e sviluppo di Fedy. Stasera mi apprestavo ad ascoltare Bill, per vedere che cos'aveva da dirmi in proposito e, parlando con Fedy, ne &amp;egrave; venuto fuori questo: la rivisitazione di tutta la trama in chiave ornitologica.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Tabata:&lt;/strong&gt; No, infatti... ora provo a vedere se Bill e Fler mi parlano dal loro nido d'amore.. altrimenti traduco&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Fedy:&lt;/strong&gt; Fler e Bill NON hanno un nido d'amore! Quel nido l'ha costruito il Bu!&amp;nbsp; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Tabata:&lt;/strong&gt; Eh ma &amp;egrave; migrato&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Fedy&lt;/strong&gt;: ... mi sto immaginando scenette cominche della fic recitata da Uccelli!pg X'D&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Tabata:&lt;/strong&gt; Tipo?&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Fedy:&lt;/strong&gt; Non lo so, ho solo questa immagine stile cartone animato di un uccello azzurro con la faccia di Bill (tra l'altro simile a quello che ha disegnato lui), uno nero con la faccia del Bu e uno bianco/grigio con la faccia di Fler. Un ramo, un nido, Bill dentro e gli altri due in piedi sul ramo X'D mah&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Tabata:&lt;/strong&gt; CovoLeUova!Bill &amp;lt;3&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Fedy:&lt;/strong&gt; Qualcosa del genere, forse&amp;nbsp; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Tabata:&lt;/strong&gt; oh amore ma che bellino! Ce lo vedo che si siede piano sull'ovetto suo e.... di uno dei due uomini&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Fedy:&lt;/strong&gt; ...il cartone animato sta diventando beautiful &amp;gt;.&amp;gt; E poi? il Bu vola via e arriva Fler con un insetto nel becco? XD&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Tabata:&lt;/strong&gt; Si&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Fedy:&lt;/strong&gt; E poi arriva Cornacchia!Sido che cerca di mangiarsi l'uovo.&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Tabata:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; D: Povero Bill! Lo difender&amp;agrave; con tutte le sue forze!&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Fedy:&lt;/strong&gt; Macch&amp;egrave;! Lui sta l&amp;igrave; a pigolare come un cretino senza sapere cosa fare. Agita le alucce e apre il becco. Devono arrivare il Bu e Fler a cacciare via la bestiaccia a beccate&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Tabata:&lt;/strong&gt; Ma che piccino! Ma amore! &lt;/p&gt;</content>
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    <title>[Par Par] Handmade Memories [PG]</title>
    <published>2009-12-27T20:15:06Z</published>
    <updated>2009-12-27T20:20:32Z</updated>
    <category term="fanfiction"/>
    <category term="par par"/>
    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Handmade Memories&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; -&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvisi:&lt;/strong&gt; -&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prompt:&lt;/strong&gt; #28 (&amp;quot;Star was glowing in a silvery night, far away on the other side.&amp;quot; - Moonlight Shadow, Mike Oldfield) della &lt;a target="_blank" href="http://www.criticoni.net/criticombola/bando"&gt;&lt;strong&gt;Criticombola&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note:&lt;/strong&gt; Spin off di &lt;a href="http://parpar.alterivista.org"&gt;&lt;strong&gt;Paranormal Parisienne&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &amp;quot;&lt;em&gt;&amp;ldquo;La vedi quella?&amp;rdquo; Disse, indicando un puntino luminoso, nello spicchio di cielo inquadrato dalla finestra. &amp;ldquo;Quella &amp;egrave; la stella dei miei genitori.&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;center&gt;HANDMADE MEMORIES&lt;/center&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;Star was glowing in a silvery night,&lt;br /&gt;far away on the other side.&amp;quot;&lt;br /&gt;(Moonlight Shadow, Mike Oldfield)&lt;/p&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era novembre e No&amp;euml;l osservava il paesaggio ormai bianco delle strade di Parigi.&lt;br /&gt;Dalla finestra della casa di sua sorella, Notredame appariva e spariva tra i fiocchi di neve e, se si concentrava abbastanza, riusciva quasi ad immaginare il rosone ricamato dai sottili disegni del ghiaccio. &lt;br /&gt;Oltre la Senna, il cielo era nero, senza luna.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Sapevo di trovarti qui,&amp;rdquo; disse una voce alle sue spalle.&lt;br /&gt;Non si volt&amp;ograve; e attese che Miranda fosse seduta accanto a lui prima di sorridere. &amp;ldquo;Non &amp;egrave; che casa tua sia molto grande, Mira,&amp;rdquo; comment&amp;ograve;. Due stanze e quell'abbaino, niente di pi&amp;ugrave;. A lei piaceva perch&amp;eacute; si vedeva la chiesa e a lui piaceva per lo stesso motivo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Avresti potuto non esserci affatto,&amp;rdquo; disse lei. &amp;ldquo;Ora che vivi con il tuo uomo, non ti vedo pi&amp;ugrave; tanto spesso.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Il suo uomo lo aveva salvato, non era stata proprio una decisione romantica quella di conviverci. Miranda aveva trovato No&amp;euml;l in un ospedale, in preda a mal di testa che lo costringevano piegato in due sul pavimento. Quando riuscivi a leggere nella testa delle persone, e lui aveva iniziato a farlo all'improvviso, da un giorno ad un altro, non vuoi poter sentire i pensieri dell'intera popolazione di Parigi contemporaneamente. Miranda non solo gli aveva creduto quando lui le aveva detto che leggeva il cervello della gente, ma lo aveva anche portato da un suo amico che, a detta sua, di queste cose se ne intendeva. E David in effetti aveva aiutato. Non tanto per le proprie conoscenze, quanto perch&amp;eacute; No&amp;euml;l non poteva entrare nella sua testa. Il perch&amp;eacute; non l'avevano ancora capito, ma nel frattempo David lo aveva aiutato a tenere sotto controllo l'abilit&amp;agrave;, cos&amp;igrave; che non dovesse passare il resto della sua vita sul cucuzzolo di una montagna Himalayana, evitando qualsiasi contatto con il resto del genere umano. Poi lui e David si erano innamorati e quindi No&amp;euml;l non aveva avuto motivo di lasciare casa sua. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non ho mai vissuto a casa vostra,&amp;rdquo; le fece notare.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;S&amp;igrave;, invece,&amp;rdquo; insistette lei, orgogliosa. &amp;ldquo;Quasi due settimane.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;No&amp;euml;l sorrise. Ed erano state due settimane alquanto strane, in compagnia dei suoi nuovi genitori adottivi hippie e della prima e unica sorella della sua vita, che si presentava come una strega. Di fronte a questo, la sua vita all'orfanotrofio era sembrata alquanto normale.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;S&amp;igrave;, hai ragione,&amp;rdquo; sorrise ancora.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Stavi guardando il cielo?&amp;rdquo; Chiese Miranda, dopo un po'. &amp;ldquo;Lo hai sempre fatto, fin da piccolo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Da piccolo, adesso,&amp;rdquo; la prese in giro. &amp;ldquo;Quando i tuoi mi hanno adottato avevo gi&amp;agrave; quattordici anni!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Beh sono passati quasi quattro anni, da allora,&amp;rdquo; replic&amp;ograve; lei. &amp;ldquo;E' abbastanza per dire che eri piccolo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Come vuoi.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non ho mai capito cosa guardassi.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Lui le fece cenno di avvicinarsi e strinse la sorella maggiore in un abbraccio. Quei quattro anni gli avevano dato la possibilit&amp;agrave; di farlo comodamente, dal momento che lei era piccolina. &amp;ldquo;La vedi quella?&amp;rdquo; Disse, indicando un puntino luminoso, nello spicchio di cielo inquadrato dalla finestra. &amp;ldquo;Quella &amp;egrave; la stella dei miei genitori.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No&amp;euml;l non aveva mai conosciuto i suoi veri genitori.&lt;br /&gt;Tutto ci&amp;ograve; che ricordava della sua infanzia era l'orfanotrofio in cui era cresciuto. Stando a quello che gli avevano detto le suore, qualcuno lo aveva abbandonato di fronte alla porta della chiesa del quartiere in un cestino di vimini, come nei romanzi d'appendice. E lui per un certo periodo della sua vita si era anche sentito il piccolo eroe di uno di quei libri,  uno di quelli che &amp;egrave; costretto a passare ogni genere di avversit&amp;agrave; ma che poi, alla fine, trionfa su tutti quelli che gli hanno voluto male in un modo o nell'altro.&lt;br /&gt;A dire il vero, la sua permanenza all'orfanotrofio non era stata oggettivamente un dramma. Non essendo il suo un cestino di vimini della Londra industriale ottocentesca, No&amp;euml;l non aveva dormito in stanzette buie e luride ma aveva trovato nelle camerate dell'orfanotrofio un discreto numero di comfort, tra cui spiccavano oltre a quelli assolutamente necessari &amp;ndash; come cibo, coperte e vestiti &amp;ndash; anche giocattoli, libri e un televisore nella sala comune. A differenza delle sue controparti romanzesche, poi, non era stato costretto a subire angherie da parte di una severa quanto sadica istitutrice o da parte di compagni pi&amp;ugrave; grossi e pi&amp;ugrave; cattivi di lui. Era stato un bambino felice.&lt;br /&gt;Ma anche i bambini felici, per quanto felici siano, finiscono a guardare dalla finestra gli altri bambini che se ne vanno con i genitori adottivi chiedendosi perch&amp;eacute; non &amp;egrave; toccato a loro. &lt;br /&gt;Quando capitava, No&amp;euml;l scendeva al piano di sotto, nella stanza sul retro, dov'era sicuro di trovare Suor Marie che ricamava uno dei suoi arazzi infiniti a punto croce, e le chiedeva di raccontargli di nuovo com'&amp;egrave; che l'avevano trovato.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non sei stanco di sentire questa storia?&amp;rdquo; Chiedeva la donna, posando il ricamo.&lt;br /&gt;E lui scuoteva la testa di capelli neri e si sedeva sul letto, pronto a sentirsi dire com'era che una notte di met&amp;agrave; novembre Suor Marie stesse per chiudere il portone della chiesa quando aveva trovato il cestino sugli scalini e di come dentro il cestino ci fosse lui che piangeva come un disperato.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Quella notte il cielo era completamente buio&amp;rdquo;, gli diceva la suora, tirandoselo sulle ginocchia e indicando fuori dalla finestra. &amp;ldquo;Tranne che per una piccola stella luminosa, che brillava aldil&amp;agrave; della Senna.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Di quella storia, a No&amp;euml;l, piacevano soprattutto i dettagli come quello. E sapere, ad esempio, che faceva un gran freddo e che da l&amp;igrave; a qualche minuto avrebbe iniziato a nevicare forte come a Parigi non si vedeva da anni, che nel cestino c'era un biglietto di ringraziamento per la carit&amp;agrave; delle suore e che lui indossava una tutina azzurra e un paio di scarpette bianche.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E cos'altro, suor Marie?&amp;rdquo; Chiedeva sempre, anche se lo sapeva benissimo. Gli piaceva chiederlo, per&amp;ograve;, perch&amp;eacute;  la risposta a quella domanda era importantissima.&lt;br /&gt;E allora Suor Marie sospirava e gli diceva che dopo averlo portato al caldo avevano scoperto che aveva un braccialetto minuscolo intorno al polso e che su quel braccialetto era inciso il nome No&amp;euml;l, cos&amp;igrave; avevano deciso di chiamarlo in quel modo, giacch&amp;eacute; era presumibile pensare che fosse davvero il suo nome.  Quel braccialetto No&amp;euml;l lo conservava ancora, insieme a tutto il resto delle sue cose, ma non poteva pi&amp;ugrave; metterlo perch&amp;eacute; era davvero molto piccolo &amp;ndash; fatto per il polso di un neonato &amp;ndash; cos&amp;igrave; lo teneva in una scatola nel suo armadio e ogni tanto lo tirava fuori e ci passava sopra le dita, convinto che sua madre e suo padre dovessero averlo toccato almeno una volta.&lt;br /&gt;Nella sua immaginazione, toccare quello che avevano toccato loro era un po' come annullare le distanze, la stessa sensazione che provava &amp;ndash; a volte &amp;ndash; nel poggiare la mano sulle mura di Notredame e pensare che, in un certo momento della storia, anche Victor Hugo doveva averlo fatto e condividere con lui quel momento preciso, come se non si spostasse nel tempo ma fosse unico ed eterno. &lt;br /&gt;Nel corso degli anni aveva inventato i suoi genitori, modificandoli a seconda delle esigenze e creando per loro una storia che fosse fatta delle cose che sentiva e di quelle che vedeva, pensando che ci&amp;ograve; che poteva percepire con i propri sensi, potesse esserlo anche con i loro.&lt;br /&gt;Cos&amp;igrave; finch&amp;eacute; non era diventato grande e la sua telepatia non lo aveva costretto a lasciare l'orfanotrofio, sua madre aveva profumato di sandalo, perch&amp;eacute; era questo il profumo che si sentiva in giardino e a suo padre piaceva il jazz, perch&amp;eacute; dallo stereo del vicino non arrivava nient'altro. Entrambi, ovunque fossero, guardavano ogni notte quell'unica stella oltre la Senna e guardando la stella era come se vedessero lui perch&amp;eacute; in quel momento anche i suoi occhi erano rivolti in alto.&lt;br /&gt;Di quale fosse la verit&amp;agrave; dietro al cestino, al bracciale e alla stella, alla fine non gli era mai interessato davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miranda gli lasci&amp;ograve; un bacio sulla testa.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E' una cosa molto dolce,&amp;rdquo; disse. &amp;ldquo;Hai mai pensato di cercarli?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Lui scosse la testa. &amp;ldquo;No,&amp;rdquo;  rispose. &amp;ldquo;Sono certo che non reggerebbero il confronto con quelli che mi sono immaginato.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Miranda annu&amp;igrave;, in silenzio.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Finch&amp;eacute; vedr&amp;ograve; quella stella, sar&amp;agrave; come se fossero qui.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Gli sembr&amp;ograve; che a quelle parole la stella brillasse pi&amp;ugrave; intensa.&lt;br /&gt;Sorrise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Questa &amp;egrave; la prima cosa che scrivo di No&amp;euml;l da un sacco di tempo. Il capitolo nuovo &amp;egrave; in dirittura d'arrivo, anche se sono lentissima, intanto beccatevi questo stralcio del passato del giovane e fastidioso telepate, cos&amp;igrave; gioiosamente ispirato da un prompt della tombola.&lt;br /&gt;﻿&lt;/p&gt;</content>
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    <title>[German rap] Unintended [NC-17]</title>
    <published>2009-12-13T12:34:17Z</published>
    <updated>2009-12-13T12:34:17Z</updated>
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    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Unintended&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC-17&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Bill/Chakuza, Fler/Chakuza, (vago) Fler/Bushido&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvisi:&lt;/strong&gt; Sesso&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prompt:&lt;/strong&gt; #63 (&amp;quot;No. Qualunque cosa tu possa dire o fare, la risposta &amp;egrave; no.&amp;quot;) della &lt;a href="http://www.criticoni.net/criticombola/bando" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Criticombola&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note:&lt;/strong&gt; no&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &amp;quot;&lt;em&gt;In ogni caso il punto &amp;egrave; che quando ho messo piede in quella casa, seguendo i malefici piani del tunisino, io non lo sapevo che avremmo istantaneamente smesso tutti quanti di cantare per entrare in un vergognoso ginepraio di storie d'amore.&lt;/em&gt;&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;UNINTENDED&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mia vita ho sempre avuto pochi punti fermi. Quando vieni al mondo senza un padre e tu e tua madre avete cos&amp;igrave; pochi soldi che non sapete mai se il giorno dopo arriveranno con le ruspe a portarvi via la casa, lo capisci subito che niente rimane mai del tutto certo e che da un momento all'altro potrebbe ribaltartisi il terreno sotto i piedi. Per questo impari a non fidarti di nessuno perch&amp;eacute; tanto sai che bene o male, cos&amp;igrave; i fatti della tua vita, anche le persone prima o poi ti gireranno il culo e se ne andranno per la loro strada.&lt;br /&gt;Io ho imparato a fidarmi solo di me stesso a cinque anni, il giorno che mia madre mi lasci&amp;ograve; come un cretino davanti al portone della scuola quando invece avrebbe dovuto venirmi a prendere. Io esco e vedo tutti i miei compagni di classe che si gettano tra le braccia delle loro madri e della mia neanche l'ombra. Cos&amp;igrave; mi siedo, aspetto, ma lei non viene. Aspetto fino a quando la bidella non si rende conto che io sono l&amp;igrave; da chiss&amp;agrave; quanto e allora cerca di rintracciare mia madre. Quando sono cresciuto ho capito che quel giorno lei era solo troppo presa dai suoi debiti e si era dimenticata per quello, mica perch&amp;eacute; non mi volesse bene &amp;ndash; io non ce l'ho con mia madre &amp;ndash; ma certe cose ti segnano e in qualche modo non te le levi di dosso pi&amp;ugrave;. &lt;br /&gt;Io per&amp;ograve; non sono un pessimista. Io non penso che le cose andranno sempre male, metto solo in conto che potrebbero farlo, cos&amp;igrave; mi preparo psicologicamente alla colata di merda che poi viene gi&amp;ugrave;. Una parte di me, per&amp;ograve;, ci spera che tutto vada bene. E' per questo che alla fine, nel corso dei miei ventisette anni, un po' di costanti le ho messe da parte. La costante pi&amp;ugrave; grossa, quella che proprio non posso ignorare &amp;egrave; Anis. E non tanto lui in quanto lui, che voglio dire s&amp;igrave; potrebbe anche costituire una variabile costante della mia vita di per s&amp;eacute;, ma in particolar modo quello che intorno ad Anis si crea, si distrugge e gravita.&lt;br /&gt;Anis non &amp;egrave; una persona normale. Voglio dire, un ragazzo che a diciassette anni &amp;egrave; gi&amp;agrave; uno degli spacciatori pi&amp;ugrave; noti del quartiere &amp;egrave; uno che si avvia a passare pi&amp;ugrave; tempo in galera che a casa, o a diventare un rapper di fama mondiale, o magari a crepare giovane. Una delle tre cose, ma di certo non &amp;egrave; normale. Questo tipo di persone generalmente sono dotate o di armi estremamente pericolose o di molto fascino. Anis aveva solo una Heckler risalente con ogni probabilit&amp;agrave; all'anno di fondazione della fabbrica e un coltellino a serramanico che, s&amp;igrave;, poteva farti l'appendicite ma per stenderti dovevi proprio mirare alla giugulare e non &amp;egrave; che Templehof fosse una giungla dove la gente combatteva corpo a corpo. Pi&amp;ugrave; che altro si sparava, quindi il coltello serviva a tagliare la roba e a dimostrarsi molto cazzuti. In quanto alla pistola, Anis l'ho visto sparare due volte e vorrebbe dimenticarle entrambe anche lui perch&amp;eacute; ci ha perso pi&amp;ugrave; di quanto ci ha guadagnato. Insomma, questo per dire che il signor Ferchichi aveva molto carisma. &lt;br /&gt;Il problema delle persone come Anis, che spargono fascino intorno a s&amp;eacute; come fosse colonia e chiunque lo annusi anche solo di striscio finisce poi per corrergli dietro come un cagnolino, &amp;egrave; che generano caos. Voglio dire, Anis non &amp;egrave; una persona cattiva. Ha rubato, spacciato, ha anche ammazzato, okay, ma di base non &amp;egrave; uno cattivo. Quello che ha fatto, lo ha fatto perch&amp;eacute; era l'unico modo che conoscesse di sopravvivere nell'ambiente in cui il buon Dio aveva deciso di farlo crescere. Non &amp;egrave; che lui un giorno si &amp;egrave; svegliato e ha deciso che avrebbe fatto il delinquente. Lui, se lo conosco bene &amp;ndash; e s&amp;igrave;, lo conosco bene &amp;ndash; si &amp;egrave; svegliato una mattina e ha deciso che avrebbe governato la Germania, perch&amp;eacute; &amp;egrave; egocentrico e megalomane, ma visto che di studiare, fare carriera e magari candidarsi in politica non aveva possibilit&amp;agrave;, ha percorso l'unica altra strada possibile e si &amp;egrave; messo a spacciare per diventare un boss di quartiere. C'&amp;egrave; da dire che ha avuto il culo di diventare famoso cantando, cos&amp;igrave; adesso non ha bisogno di contrattare per l'eroina e ha i soldi e la faccia sufficienti per candidarsi. Vedete? Obbiettivo raggiunto.  Ma in tutta questa strada, lui non ha mai pensato di rovinare la vita delle persone o di generare meccanismi di distruzione. Lui ha fatto solo quello che voleva, sono gli altri &amp;ndash; siamo noi, tutti &amp;ndash; che gravitandogli intorno come satelliti abbiamo finito per cozzare e farci del male. Non incolpi il sole perch&amp;eacute; attira i pianeti, in fondo con la sua forza li tiene anche insieme, no?&lt;br /&gt;E io non incolpo Bushido se &amp;egrave; successo quello che &amp;egrave; successo &amp;ndash; perch&amp;eacute; davvero non ne ha colpa, non era nemmeno presente il pi&amp;ugrave; delle volte &amp;ndash; per&amp;ograve; so che &amp;egrave; lui il motore scatenate di questa tragedia. E' stato lui a mettere per primo il dito sulla tessera del domino che poi si &amp;egrave; portata dietro tutte le altre. Quindi &amp;egrave; da lui che devo iniziare a raccontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Otto settimane fa, l'Aggro Berlino ha iniziato a chiudere.&lt;br /&gt;Un'etichetta &amp;egrave; un'attivit&amp;agrave; come qualsiasi altra, per cui per chiuderla non impieghi n&amp;eacute; pi&amp;ugrave; n&amp;eacute; meno del tempo che impiegheresti a chiudere la bottega di un salumiere. Innanzi tutto bisogna decidere di chiudere e poi inizia la lunga trafila burocratica che &amp;egrave; sostanzialmente composta da troppi fogli in doppia copia con altrettante firme. Ora, generalmente chi lavora per una certa etichetta, sa che questa chiude dopo che l'ultima firma &amp;egrave; gi&amp;agrave; stata messa, a meno che non ci sia la volont&amp;agrave; di aprire un'altra etichetta e di trasbordare un po' degli artisti in questa nuova attivit&amp;agrave;. Sido non voleva niente del genere. Sido voleva semplicemente chiudere bottega, sedersi sul suo divano e contare il mazzetto di soldi che gli avrebbero dato come conseguenza, dopodich&amp;eacute; alzarsi, cambiare look, genere e atteggiamento e rivendersi da solo sul mercato come l'uomo che si &amp;egrave; ravveduto, ha fatto pace con la sua ex e ora porta il bambino a spasso, un po' infastidito dall'attenzione mediatica, anche. Una cosa ben pi&amp;ugrave; disgustosa di ci&amp;ograve; che ha fatto Anis, che per lo meno &amp;egrave; sempre stato una testa di cazzo con manie di grandezza, non &amp;egrave; che passando alla Universal ha agito fuori dal suo personaggio. Ha tradito &lt;i&gt;me&lt;/i&gt;, ma non &amp;egrave; questo il punto.&lt;br /&gt;Sido ha l'accortezza di invitarmi fuori a pranzo per dirmi che ha intenzione di chiudere l'etichetta, questo otto settimane prima che ci&amp;ograve; avvenga. Lo fa, mi dice, perch&amp;eacute; &amp;egrave; anche grazie a me che l'etichetta &amp;egrave; andata avanti dopo la defezione &lt;i&gt;del tunisino&lt;/i&gt; &amp;ndash; come lo chiama lui &amp;ndash; e che cos&amp;igrave; posso guardarmi un po' in giro e vedere se ci sono altre direzioni da prendere. Grazie, penso, meno male che me lo hai detto, stronzo. Ci mancava solo che arrivassi un giorno, mentre io qui sto gi&amp;agrave; preparando roba per il prossimo album, e con il tuo bel sorriso tirato da ragioniere mi avvertissi che la baracca chiudeva, cos&amp;igrave; di punto in bianco. Ovviamente io non posso avvisare nessuno, quindi passo tutto il tempo che mi resta in tensione e mi sento anche un traditore perch&amp;eacute; io gi&amp;agrave; mi sto muovendo per pararmi il culo ma nessuno qui ha idea di cosa li aspetta. &lt;br /&gt;Anis a quel punto deve subodorare qualcosa. Non so se &amp;egrave; lui che annusa l'occasione come un cane da tartufo o io che mi muovo un po' troppo goffamente tra i nuovi produttori, fatto sta che a tre giorni esatti dalla chiusura lui mi telefona e m'invita a cena a casa sua. &lt;br /&gt;Casa di Anis &amp;egrave; un vergognoso spreco di spazio. Lui ci vive da solo e anche volendo credere alle voci che lo dipingono mentre si intrattiene con un numero elevato di procaci signorine tutte quante assieme, il numero dev'essere per forza minore delle stanze che possiede o gli verr&amp;agrave; un infarto prima dei quarant'anni. Questo &amp;egrave; quello che penso quando ci metto piede per la prima volta e una volta in salotto mi sembra di stare in mezzo ad una reggia. Diciamo che &amp;egrave; stato abbastanza stronzo da incontrarmi dopo quasi sei anni in un terreno famigliare soltanto a lui e, soprattutto, uno che mi facesse sentire estremamente inadeguato. Ma casca male, perch&amp;eacute; &amp;egrave; stato lui ad insegnarmi che anche se vieni dalla merda questo non vuol dire che non vali niente, quindi io lo saluto con una scrollata di capo e dei suoi pavimenti in marmo me ne infischio totalmente.&lt;br /&gt;E questo &amp;egrave; tutto ci&amp;ograve; che succede, facciamo pace cos&amp;igrave;. Due settimane dopo decide che &amp;egrave; arrivato il momento per un altro Carlo Coxx Nutten e &lt;i&gt;quello&lt;/i&gt; &amp;egrave; il vero inizio della fine.&lt;br /&gt;Imparo fin da subito che Sonny Black non ha abbandonato l'idea di un regno diventando Bushido e quindi la prima cosa che mi tocca fare, dopo aver conosciuto il re, &amp;egrave; conoscere la sua corte. Io non so perch&amp;eacute; mi tocchi quest'onere. Suppongo sia perch&amp;eacute; questa corte non &amp;egrave; composta da un gruppo di persone che lavorano per lui, ma da un gruppo di persone che &amp;egrave; legato a lui per le motivazioni pi&amp;ugrave; svariate e lui non solo vuole farmele conoscere perch&amp;eacute; &amp;egrave; orgoglioso e tronfio di avere una corte ma perch&amp;eacute; da qui in avanti ne far&amp;ograve; parte anch'io &amp;ndash; come ogni altra persona che intorno a lui gravita &amp;ndash; e non posso non conoscere i miei compagni di sventura. Alla trappola di Anis non c'&amp;egrave; mai veramente scampo &amp;ndash; gli vendi l'anima, &amp;egrave; come stare appresso al demonio &amp;ndash; ma se avessi voluto scappare, allora forse non avrei risposto alla sua telefonata.&lt;br /&gt;L'impatto iniziale non &amp;egrave; negativo. Voglio dire, quando faccio la mia comparsa sulla porta dell'Ersguterjunge ne seguono due minuti di insulti ma, in generale, poi tutti si placano e la scelta del sovrano &amp;egrave; unanimemente accettata senza un fiato. La cosa, devo dire, un po' m'inquieta perch&amp;eacute; &amp;egrave; come osservare un gruppo di ipnotizzati pronti a saltare come conigli al primo schiocco di dita. Mi vengono in mente le riunioni all'Aggro Berlin dove qualunque decisione doveva essere presa al vaglio urlando e poi finiva che Sido decideva per tutti, mandandoci ripetutamente a zappare l'orto in maniera molto meno fine. E la cosa, per quanto poco professionale, mi sembrava molto pi&amp;ugrave; sana. La riverenza che si respira in questo posto mi ricorda la riverenza che avevo io per lui a quattordici anni, mentre sul muretto di fronte alla stazione mi raccontava com'&amp;egrave; che bisognava contrattare con i nigeriani.&lt;br /&gt;Ricordo all'improvviso che il mio rapporto con Bushido non &amp;egrave; mai stato neanche lontanamente vicino all'amicizia. Era qualcosa che l'amicizia la superava e poi se ne allontanava cos&amp;igrave; tanto che a guardarci da fuori non lo so esattamente cosa si vedesse. Lui mi ha fatto da padre quando ne avevo bisogno, ma quando poi ho imparato a farne a meno lui si &amp;egrave; trasformato in qualcos'altro. E allora abbiamo smesso di dare un nome a quello che rappresentava. Mi chiedo come ci abbia visto questa gente che lo ha conosciuto dopo che abbiamo litigato, cosa sappiano di me. Niente, immagino, perch&amp;eacute; Anis non poteva dirgli quello che siamo, visto che quello che siamo non ce lo siamo mai detti neanche tra di noi.&lt;br /&gt;Quel primo incontro tra me e &lt;i&gt;loro&lt;/i&gt;, come dicevo, non va poi cos&amp;igrave; male ma nel gruppo di persone presenti quel giorno mancano le due pi&amp;ugrave; importanti e le conoscer&amp;ograve; qualche tempo dopo, per caso &amp;ndash; o forse perch&amp;eacute; Bushido ha deciso che il caso facesse come voleva lui &amp;ndash; a casa di Anis.&lt;br /&gt;Tutti sanno che Bushido un giorno ha deciso che si sarebbe seduto sul divanetto di uno studio televisivo, avrebbe guardato in camera e avrebbe chiesto a Bill Kaulitz del sesso orale. Questo per due ragioni fondamentali: la prima, &amp;egrave; che questo avrebbe aumentato l'immagine da stronzo strafottente che si era creato con tanta cura. La seconda &amp;egrave; che Bill &amp;egrave; famoso, molto famoso, e chiedere un pompino ad una principessa come Bill in diretta televisiva avrebbe fruttato un sacco di soldi, ascolti, e fan aldil&amp;agrave; di una frontiera che mai e poi mai si decider&amp;agrave; a valicare. Quello che tutti non sanno &amp;egrave; che questi due sono amici. Ma amici veramente, intendo. Anis ha preso questo ragazzino travolto da un successo pi&amp;ugrave; grande di lui e lo ha praticamente preso sotto la sua ala &amp;ndash; lo ha strapazzato un po' nel processo, d'accordo, ma questo &amp;egrave; un atteggiamento molto da lui. La sua &amp;egrave; una tenerezza molto ruvida. &lt;br /&gt;Quando incontro Bill, inizialmente mi chiedo cosa ci stia a fare lui in casa di Bushido e perch&amp;eacute;, fra tutte le cose possibili, sia seduto in pigiama sul suo divano a mangiare waffle freschi appena sfornati. Lo guardo e lui mi sorride. &amp;ldquo;E' da tanto che volevo conoscerti,&amp;rdquo; mi fa, dopo essersi presentato educatamente, senza dare per scontato che io conosca il suo musino truccato solo perch&amp;eacute; &amp;egrave; stampato su qualsiasi superficie disponibile. &amp;ldquo;Ma Bu non voleva... fino ad oggi.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Bu? So che in questo momento mi passa per il cervello ogni genere di possibilit&amp;agrave;, ma poi mi dico che qualunque sia il motivo che spinge Anis ad accettare questo nomignolo deve aver a che fare con qualcosa che davvero non voglio sapere. Voglio dire, io entro in questa casa e Bill Kaulitz &amp;ndash; non propriamente un modello di mascolinit&amp;agrave; &amp;ndash; ha tutta l'aria di averci passato la notte e di  averlo fatto spesso, anche! E poi il nomignolo. &lt;br /&gt;Io sapevo che Bushido era molto etero, ma so anche che &amp;egrave; molto fisico. E molto disposto a superare certe barriere se in quel momento lo ritiene necessario. E poi questo ragazzino sembra una ragazza, non lo so. Quindi due pi&amp;ugrave; due...&lt;br /&gt;E invece no. No nella maniera pi&amp;ugrave; assoluta. Questo lo scopro ovviamente una sera a caso nei mesi successivi, quando alla fine non ce la faccio pi&amp;ugrave; e l'ennesima volta che trovo il ragazzino che dorme nel suo letto gli faccio notare che poteva anche dirmelo che aveva passato la sponda. La butto l&amp;igrave; cos&amp;igrave;, un po' sul ridere, ma in realt&amp;agrave; sono nervoso come non mai perch&amp;eacute; non chiedi mai veramente una cosa del genere ad un altro uomo con leggerezza. Non quando ha effettivamente un ragazzo nel letto. Ricordo che Anis ha riso e ha detto: &amp;ldquo;Bill non &amp;egrave; una principessa che spetta a me.&amp;rdquo; Ora lo so cosa voleva dire e mi piacerebbe poter tornare indietro nel tempo, dare due sberle a Bushido per la leggerezza con la quale ha affrontato la questione, poi prendere Bill in braccio e portarlo via. Ma in quel momento io non so proprio niente, quindi sollevo solo un sopracciglio e dico: &amp;ldquo;Quindi tu e lui, non...&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;No, Patrick,&amp;rdquo; quindi si alza e mi passa una birra, cambiando discorso.&lt;br /&gt;Da quel momento, parlare con lui di Bill in questi termini &amp;egrave; assolutamente fuori questione. Non &amp;egrave; che si arrabbi, ma fa sempre in modo di cambiare argomento. E allora lo osservo trattare questo ragazzino assurdo come se fosse uno dei suoi, ma un po' pi&amp;ugrave; speciale degli altri. E vedo gli altri che si adeguano ai voleri del re e gli fanno spazio perch&amp;eacute; sia adeguatamente protetto, da chi  e da cosa non importa. La protezione di Bushido non implica necessariamente che ci sia qualcuno che ti voglia male adesso. E' come un rifugio. Proteggerti &amp;egrave; il suo modo di esserti amico e siccome non &amp;egrave; in grado di relazionarsi con le persone senza possederle in un modo o nell'altro, Bill &amp;egrave; diventato una cosa sua. Una cosa che lui sta curando.&lt;br /&gt;Il giorno che lo trovo a mangiare i waffle sul divano di Anis, &amp;egrave; anche il giorno che scopro Chakuza, anche se &lt;i&gt;scoprire&lt;/i&gt; forse non &amp;egrave; la parola pi&amp;ugrave; giusta. Non &amp;egrave; che io non conoscessi Peter Pangerl, voglio dire, non vivevo sotto una roccia e poi Sido lo aveva inserito nel suo grande elenco di gente a cui tirare della merda, per cui lo sapevo chi era. Non mi aspettavo di trovarlo nella cucina di Anis, per&amp;ograve;. Ricordo perfettamente che ad un certo punto mi sono anche chiesto cos'altro nascondesse quella villa, dal momento che non era poi cos&amp;igrave; vuota. Comunque sia, il nodo centrale della mia scoperta &amp;egrave; che Chakuza &amp;egrave; colui che prepara i waffle. Immaginatevi la scena: Bill mi saluta e poi trotterella scalzo verso la cucina. Io lo seguo con lo sguardo e trovo quest'uomo alto un barattolo che prepara dolci in una cucina non sua. Grazie a Dio, penso, almeno non &amp;egrave; in pigiama.&lt;br /&gt;Il ruolo di Chakuza in questa faccenda mi &amp;egrave; inizialmente molto chiaro, nel senso che l'austriaco &amp;egrave; comproprietario della Beatlefield e la Beatlefield &amp;egrave; finanziata dall'EGJ, di conseguenza quest'uomo lavora per Bushido. Non solo, ma a giudicare dal ciarpame che quest'etichetta produce, lui &amp;egrave; anche uno che ci sa fare e Anis ci tiene molto. Pare che Chakuza lo abbia proprio inseguito, Anis, per farsi ascoltare e la sua testardaggine lo ha premiato perch&amp;eacute; adesso Anis non fa un passo senza di lui. Ma non &amp;egrave; questo che mi sconvolge in quel momento e non &amp;egrave; neanche il fatto che stia cucinando e fischiettando mentre lo fa. Quello che mi sconvolge &amp;egrave; che quando sente entrare Bill si gira e incrocia il mio sguardo. Per un istante lunghissimo, tipo, non lo so, mille ore, io rimango l&amp;igrave; cos&amp;igrave; a guardarlo e non so nemmeno perch&amp;eacute; visto che lui &amp;egrave; oggettivamente bruttino, e lui fissa me e dallo sguardo che ha penso invece che io non sia tanto bruttino per lui. Se ci penso, immagino che avrei dovuto chiedermi di lui come mi ero chiesto di Anis, ma per qualche motivo non mi &amp;egrave; venuto di farlo. Forse perch&amp;eacute; lui ce l'aveva scritto in faccia che mi si sarebbe saltato addosso anche subito, che ne so?&lt;br /&gt;Comunque, dicevo, che inizialmente il suo ruolo in questa casa &amp;ndash; che poi &amp;egrave; il centro dell'Universo di Bushido, perch&amp;eacute; c'&amp;egrave; sempre gente che entra, che esce, che resta a dormire, cucina, fa i piatti e gioca ai videogiochi. Tutto qui, come se fosse una specie di casa comune &amp;ndash; mi era apparso quasi cristallino, ma in effetti sarebbe stato troppo semplice che questo austriaco fosse qui a cantare in rima e a fare dolcetti. Cio&amp;egrave;, forse non cristallino ma sensato o forse nemmeno quello. In ogni caso il punto &amp;egrave; che quando ho messo piede in quella casa, seguendo i malefici piani del tunisino, io non lo sapevo che avremmo istantaneamente smesso tutti quanti di cantare per entrare in un vergognoso ginepraio di storie d'amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Nel corso delle settimane successive mi rendo conto di due cose: Bill &amp;egrave; perdutamente innamorato di Chakuza e Chakuza vuole disperatamente entrarmi nelle mutande. Ovviamente le due cose creano un incidente diplomatico che non ha bisogno di nessuna spiegazione. Io qui dovrei aprire bocca, magari parlare con Bill, o con Anis, ma non lo faccio. L'unica cosa che mi permetto e continuare a rifiutare con insistenza gli insistenti tentativi di schienarmi di Chakuza.&lt;br /&gt;Volendo analizzare entrambe le situazioni non credo di essere in grado di trovarne le cause o le motivazioni. Voglio dire, Bill &amp;egrave; una creatura estremamente delicata e non &amp;egrave; sfuggito a nessuno, nel mondo, che &amp;egrave; molto carino e che ha un certo senso estetico. Come questo senso estetico gli abbia permesso di trovare Chakuza appetibile, io non lo so. E non voglio nemmeno saperlo, perch&amp;eacute; se ripenso al modo in cui Chakuza mi ha guardato la prima volta che l'ho visto, forse una motivazione la trovo e non credo che sia sano per me farlo.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, accorgersi che Bill &amp;egrave; innamorato non &amp;egrave; difficile. Il ragazzino &amp;egrave; piccolo, nella testa, ma soprattutto nel cuore, quindi la sua attrazione per quell'uomo lo coinvolge a tutti i livelli e fa s&amp;igrave; che in sostanza non veda praticamente nient'altro, nemmeno il fatto che Chakuza non &amp;egrave; dello stesso avviso. Quando siamo da Bushido o alla sede dell'Ersguterjunge, Bill non fa che trotterellargli intorno e cercare il suo sguardo in continuazione. E' di una tenerezza disarmante, perch&amp;eacute; lo vedi che evidentemente &amp;egrave; la prima sbandata che si prende e fa i salti mortali per anche solo sederglisi accanto. Tutto questo suo gran frullare di ciglia, per&amp;ograve;, non serve a molto perch&amp;eacute; Chakuza non sembra affatto interessato. Gli dedica poca attenzione, anche quando Bill praticamente gli muore davanti, addosso e lo ascolta come se dalle sue labbra uscisse la verit&amp;agrave; del mondo. Inizialmente penso che lo faccia perch&amp;eacute; non vuole incoraggiarlo, poi mi trovo schienato nel gabinetto dell'Ersguterjunge e, improvvisamente, la questione mi appare pi&amp;ugrave; chiara.&lt;br /&gt;Ora, io sono piuttosto alto, sfioro quasi i due metri, e sono grosso di costituzione. Perfino da piccolo ero alto e largo il doppio di tutti i miei compagni. Ero uno di quei ragazzini, per intenderci, che quando li vedi accanto ai loro coetanei pensi che siano di due o anche tre anni pi&amp;ugrave; grandi. E adesso che sono passati anni e che con la palestra ho perso un po' di goffaggine e ho guadagnato dei pettorali, sono un discreto armadio, so di esserlo e quindi non sono abituato ad essere sbattuto contro una superficie. Non da un uomo che all'et&amp;agrave; di nove anni deve aver smesso di crescere. Chakuza mi arriva allo sterno, capite? Eppure riesce a prendermi e spostarmi &lt;i&gt;di peso&lt;/i&gt; contro la porta di un gabinetto. Non voglio nemmeno giustificarmi dicendo che mi ha colto di sorpresa, perch&amp;eacute; non lo ha fatto. Io stavo camminando lungo il corridoio e lui mi veniva incontro dalla parte opposta. L'ho visto arrivare! Eppure non &amp;egrave; servito. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Che cosa vuoi?&amp;rdquo; Chiedo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non pensavo di doverlo spiegare,&amp;rdquo; fa lui, tenendomi schiacciato contro la porta con il bacino. Credo che sia il suo modo di consegnarti il biglietto da visita, o una cosa del genere. Mi permetto di notare che ha della motivazione con s&amp;eacute; e poi mi permetto anche di dimenticarmi istantaneamente di averlo pensato anche solo per un secondo. Non so cosa mi prende, ma &amp;egrave; sicuramente colpa di Bushido.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Chiedere non si usa pi&amp;ugrave;?&amp;rdquo; Vorrei che la domanda suonasse molto pi&amp;ugrave;, tipo, non so, minacciosa ma &amp;egrave; la domanda stessa a non permettermi un certo atteggiamento. E ad ogni modo ho una mano del nano nei pantaloni. &amp;ldquo;Okay, senti, molto lusingato, ma no.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non ho ancora fatto niente.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ed &amp;egrave; gi&amp;agrave; no,&amp;rdquo; insisto. &amp;ldquo;Immagina cosa sarebbe se facessi qualcosa.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Un attimo dopo, lui ci riprova e quello subito successivo sono io che lo stampo contro i lavandini del gabinetto ed esco. Mi aspetto che ci&amp;ograve; non avvenga mai pi&amp;ugrave;, ma capita nemmeno ventiquattro ore dopo. Quell'uomo &amp;egrave; sfiancante ed insistente. In tutta la concentrazione del suo scarso metro e quaranta non demorde nemmeno quando gli dico chiaro e tondo che non scoper&amp;ograve; con lui n&amp;eacute; ora n&amp;eacute; mai. Sinceramente io potrei dire a Bushido che uno dei suoi collaboratori &amp;egrave; un ninfomane e che, dal momento che lavoro qui, si potrebbe ben parlare di molestie sessuali ma nonostante tutto ho ancora dell'amor proprio e in ogni caso credo che Anis mi guarderebbe con un'espressione perfettamente scettica e mi farebbe notare che, nel caso, sono fisicamente in grado di difendermi. E non potrei che dargli ragione. Cos&amp;igrave; proseguo la mia vita, nella costante oscillazione tra il lavoro e il tentativo di fermare questa trottola impazzita delle Alpi. Il tutto mentre mi chiedo cosa ne penserebbe il ragazzino se sapesse come stanno le cose.&lt;br /&gt;Bill parla di Chakuza come se fosse la cosa pi&amp;ugrave; bella del mondo e io davvero non lo so da dove gli venga tutto questo amore. Chakuza non ci tenta neanche ad essere carino con lui. Voglio dire, non &amp;egrave; un essere umano &lt;i&gt;carino&lt;/i&gt; in generale: &amp;egrave; disarmonico, ha una voce totalmente sbagliata per il corpo che ha e quando ride &amp;egrave; sguaiato, ma non fa neanche niente &amp;ndash; ma proprio niente &amp;ndash; per far vedere a quel ragazzino che almeno lo ha notato. Eppure Bill lo adora.&lt;br /&gt;Quando mi viene da fare questo ragionamento, penso che a quattordici anni io ero convinto che uno che iniziava met&amp;agrave; delle frasi che mi rivolgeva con &amp;ldquo;Fler, coglione, vieni qua!&amp;rdquo; fosse un grand'uomo, quindi forse dovrei stare zitto. E' che ci sono delle persone che quando ti stanno intorno, senti lo stomaco che si ribalta. E' una specie di potere che hanno su di te e tu non puoi farci niente. Quelli se ne stanno l&amp;igrave;, occupano tutto lo spazio anche senza muovere un dito e tu senti quest'ondata in fondo allo stomaco che si porta via tutto. Io stavo cos&amp;igrave; con Anis. Era una roba tremenda. Quando sapevo che dovevamo uscire mi si chiudeva la gola e mi prendeva l'ansia perch&amp;eacute; volevo essere perfetto &amp;ndash; mica poteva pensare fossi un cretino! - e controllavo ogni parola che stavo per dire e il modo in cui muovevo le mani, perch&amp;eacute; lui non faceva mai un movimento fuori posto e invece io non sapevo bene come gestire braccia e gambe. Stargli vicino era un lavoro, perch&amp;eacute; vivevo nella speranza di diventare come lui o almeno guadagnarmi il suo rispetto. E non ce l'avrei mai fatta se continuavo a parlare a vanvera o a buttare gi&amp;ugrave; cose quando agitavo le mani. Cos&amp;igrave; penso che Bill si senta allo stesso modo, che il suo cervello escluda i difetti evidenti di quest'uomo e ne veda solo le caratteristiche che scatenano quell'onda calda che gli chiude la gola.&lt;br /&gt;Generalmente quando arrivo a questo punto del ragionamento evito di pensare oltre: a Bill, a Chakuza e soprattutto ad Anis che ogni tanto mi chiede le cose e io mi fermo cinque minuti a decidere come rispondere. S&amp;igrave;, ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certe situazioni, quando si protraggono sempre uguali a loro stesse per troppo tempo, hanno due modi di concludersi: o si modificano lentamente, fino ad estinguersi, oppure all'improvviso esplodono, degenerando, come se qualcuno, da qualche parte, avesse premuto un grilletto. Naturalmente a noi capita la seconda. Il nostro grilletto lo preme Chakuza, il giorno che per l'ennesima volta ci prova, infila le mani e il sottoscritto lo ferma un attimo prima che il suo cervello smetta di lottare. Il processo degenerativo di questo quadrilatero di disperazione &amp;egrave; molto lento, comunque, nel senso che non c'&amp;egrave; una vera propria esplosione sul posto, &amp;egrave; pi&amp;ugrave; un rotolare nell'insolvibile.&lt;br /&gt;Tutto inizia che siamo tutti e quattro a casa di Anis, tanto per cambiare. Tra me e lui stiamo cercando di dare un senso a quattro pagine di vaneggiamenti che ho scritto mentre ero ubriaco. Sappiamo che c'&amp;egrave; del salvabile, ma dobbiamo trovarlo tra il marasma generato da quattro bottiglie di birra e cos&amp;igrave; ci mettiamo sul tappeto a rileggere tutto. Bill &amp;egrave; qui da ieri sera, anzi, &amp;egrave; qui da una settimana perch&amp;eacute; suo fratello si &amp;egrave; regalato una vacanza con il loro amico Andreas e insieme, i due deficienti, hanno intenzione di devastarsi in vari locali della nazione. Bill non aveva alcuna intenzione di seguirli e siccome da solo si deprime come una pianta al buio, Anis lo ha invitato a stare da lui. Quando sono entrato era in pigiama ma ha fatto in tempo a mettersi in tiro per l'arrivo di Chakuza, che &amp;egrave; qui in veste di non so cosa ma che probabilmente &amp;egrave; stato mandato da Dio. Non ho ancora capito se per punire me della mia vita di delinquente, o per punire Bill &amp;ndash; con la sua indifferenza &amp;ndash; per la sua vita immorale agli occhi del Signore.&lt;br /&gt;Ad ogni modo lo vedo che si siede sul divano e vedo Bill che lo raggiunge e cerca di fare conversazione, una qualsiasi. Mentre sono l&amp;igrave; che mi canto la canzone a mezza voce per trovare un senso ad una rima che non ce l'ha, sento lo sguardo dell'austriaco che mi perfora il retro della testa, lo sento tutto il tempo e devo ammettere che ho quasi paura, ad un certo punto, ad alzarmi ed andare in bagno.&lt;br /&gt;La villa di Bushido non &amp;egrave; veramente una casa, come dicevo, &amp;egrave; un labirinto. E prima di trovare un gabinetto, ho tutto il tempo di ricordarmi la storia dei Minotauro e di come gli sacrificassero delle giovani vergini di tanto in tanto. Io non sono vergine, ma il Minotauro spunta lo stesso da dietro un angolo. E ha la faccia di Chakuza.&lt;br /&gt;Per un attimo mi chiedo se sto vedendo davvero quello che mi sembra di vedere, perch&amp;eacute; non &amp;egrave; davvero possibile che quest'uomo sia appoggiato con una spalla al muro, le gambe incrociate all'altezza delle caviglie e mi guardi come uno che sa gi&amp;agrave; con assoluta certezza che stasera batter&amp;agrave; cassa con il sottoscritto. No, perch&amp;eacute; &amp;egrave; questo che Peter Pangerl &amp;ndash; in arte Chakuza &amp;ndash; sta facendo e io non riesco a crederci. Forse il racconto di questi ultimi tempi &amp;egrave; stato un po' troppo veloce e quindi, forse, la situazione &amp;egrave; un po' confusa. Io e lui non abbiamo mai nemmeno cenato insieme, che non &amp;egrave; un modo carino per dire che io non lo do via cos&amp;igrave; dal nulla &amp;ndash; cio&amp;egrave;, anche s&amp;igrave;, ma non &amp;egrave; questo il punto. Il punto &amp;egrave; che io e quest'uomo non abbiamo fatto niente di pi&amp;ugrave; che stazionare nella stessa stanza mentre facevamo cose completamente diverse. Abbiamo chiacchierato, anche, s&amp;igrave;, ma non tra noi due. Voglio dire, io ero ospite di Bushido. Lui era ospite di Bushido. E qui finisce il nostro tentativo di relazionarci, se si escludono le sue occasionali escursioni non permesse nei miei pantaloni. Non c'&amp;egrave; stato, in nessun modo e per nessuna ragione, un ragionevole svolgersi di eventi che possa ventilare l'ipotesi che io voglia andare a letto con lui. Quindi non so che cosa gli dia la certezza matematica che anche se per cento volte che me lo ha chiesto, io cento volte gli ho detto no, comunque mi si far&amp;agrave;. Forse &amp;egrave; questo che rende Chakuza cos&amp;igrave; &lt;i&gt;affascinante&lt;/i&gt;: &amp;egrave; una creatura che non dovrebbe esistere in natura e invece, per uno sbaglio genetico o forse l'intervento di un ragno radioattivo, egli &amp;egrave; qui di fronte a me.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Patrick, ascolta...&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;No,&amp;rdquo; lo blocco subito. E poi non dovrebbe chiamarmi col mio nome di battesimo, non &amp;egrave; corretto. Non si fa cos&amp;igrave; tra rapper che non si conosco. Non &amp;egrave; buona educazione.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non sai nemmeno che cosa voglio chiederti.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ti pare di aver portato alla mia attenzione molti argomenti diversi nelle ultime... trecento mila volte che mi hai inchiodato in un angolo?&amp;rdquo; Gli faccio notare con un'alzata di sopracciglia.&lt;br /&gt;Lui ride. &amp;ldquo;Magari questa volta &amp;egrave; diverso.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Non mi abbasso nemmeno a rispondergli.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Insomma,&amp;rdquo; fa, avvicinandosi pericolosamente e, per altro, iniziando a spiegarmi una cosa che non voglio che mi spieghi perch&amp;eacute; sono sicuro che non ha assolutamente logica. &amp;ldquo;Le mie intenzioni le sai, okay? Ed &amp;egrave; chiaro che lo vuoi anche tu...&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Qui mi chiedo se da queste parti dire molte volte no e lanciarti dall'altra parte della stanza con una spinta ben assestata sia un segno inequivocabile di disponibilit&amp;agrave; sessuale, come tra i gorilla o roba simile. &amp;ldquo;Quando, per l'amor di Dio, ti &amp;egrave; sembrato che io fossi d'accordo?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Lui non si prende la briga di rispondermi perch&amp;eacute; evidentemente questo, tra i gorilla, non &amp;egrave; necessario, quindi mi ritrovo schienato contro il muro e lui &amp;egrave; ovunque, che non so come faccia essendo quello che &amp;egrave;, ma ci riesce. Mi coglie di sorpresa, quindi gli regalo qualche minuto di onnipotenza, ma poi mi riprendo e gli tiro un pugno in faccia. &amp;ldquo;Non parlavano tedesco gli austriaci?&amp;rdquo; Sbraito.&lt;br /&gt;E sbraito principalmente perch&amp;eacute; lui non &amp;egrave; che sia piegato in due dolorante. Sta anche quasi ridendo mentre si tiene la mascella. &amp;ldquo;Certo che ci vai gi&amp;ugrave; pesante tu,&amp;rdquo; mi dice.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E non hai ancora visto niente.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Cambierebbe qualcosa se io fossi Bushido?&amp;rdquo; Mi chiede, con un sorriso che potrebbe anche venirmi voglia di devastarlo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Vaffanculo,&amp;rdquo; sibilo.&lt;br /&gt;Lui ride. &amp;ldquo;Non resisterai per sempre,&amp;rdquo; mi dice, convinto della propria supremazia. Sui puffi, immagino. &amp;ldquo;E alla fine cambierai idea.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;No. Qualunque cosa tu possa dire o fare, la risposta &amp;egrave; no,&amp;rdquo; replico. &amp;ldquo;E lo sar&amp;agrave; sempre.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Vedremo,&amp;rdquo; insiste, allontanandosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlavo di grilletti e di conseguenze deprecabili. &lt;br /&gt;Io e Bushido riusciamo a rimettere insieme la canzone che stavo scrivendo e dal momento che dobbiamo lavorarci sopra anche a livello musicale, io mi perdo un po' dietro a questo progetto e non faccio caso a quello che mi succede intorno. Non faccio caso nemmeno al fatto che Chakuza non mi tormenta pi&amp;ugrave;. Si sar&amp;agrave; stancato, penso. &lt;br /&gt;Questo perch&amp;eacute; non so che la prima regola di Chakuza &amp;egrave; che su queste cose non si stanca mai.&lt;br /&gt;Ha solo diretto altrove i suoi sforzi e visto che li ha diretti su Bill, non ci ha messo molto ad ottenere quello che voleva. Ora, io questo lo vengo a sapere quando una mattina allo studio dell'etichetta arrivano insieme e Bill sta indossando quello che gli ho visto addosso ieri sera, una cosa che non capiterebbe mai, neanche se qualcuno gli desse fuoco all'armadio. A meno che non abbia dormito fuori casa.  Certo potrei anche sbagliarmi, non &amp;egrave; che ce l'ha scritto in faccia ma diciamo che il trovarlo poi disteso su un divano al piano di sopra con Chakuza addosso mi fa pensare che forse ho ragione. E non &amp;egrave; che mi piaccia tanto averla.&lt;br /&gt;Bill voleva questo fin dall'inizio ma lo voleva in maniera diversa, come succede sempre quando non chiarisci fin da subito il tipo di rapporto che vuoi avere con una persona. Lui &amp;egrave; innamorato di Chakuza. Chakuza si sta solo sfogando. E non ho bisogno di conoscerlo da vent'anni per sapere che lo sta facendo, perch&amp;eacute; io non credo nell'amore eterno all'improvviso e ci credo ancora meno quando so che quest'uomo, non solo non ha mai dato a Bill pi&amp;ugrave; di un briciolo di attenzione in tutto il tempo che sono stato qui, ma come dicevo prima, ci provava con me. Quindi non credo proprio che sia sincero. Diciamo che il solo fatto che sembra particolarmente tenero con Bill solo quando gli allunga le mani addosso, ecco, non aiuta la sua presunta innocenza.&lt;br /&gt;Io per&amp;ograve; sto zitto, perch&amp;eacute; non sono affari miei. E perch&amp;eacute;, dopotutto, potrei anche sbagliarmi &amp;ndash; non credo, ma potrei &amp;ndash; e tutto ci&amp;ograve; che faccio &amp;egrave; sperare che Bushido veda e intervenga, come il grande signore che vuole farci credere di essere, ma questo non succede. &lt;br /&gt;Bushido non sembra nemmeno vederli, questi due. Voglio dire, sembra quasi che a chiederlo a lui non sia cambiato niente. Questi ogni tanto spariscono e lui non dice una parola. E dire che &amp;egrave; casa sua, cio&amp;egrave;, va bene l'ospitalit&amp;agrave; e tutto ma io non ce lo vorrei un austriaco che scopa al piano superiore. Il punto centrale della questione, non &amp;egrave; che questi due si divertano, comunque. Voglio dire &lt;i&gt;se&lt;/i&gt; fosse cos&amp;igrave;, il problema non si porrebbe e io sarei un uomo felice, libero dall'ansia di dover fuggire alle grinfie di un altro uomo, una cosa che non mi &amp;egrave; mai capitata nemmeno quando spacciavo droga. Il punto &amp;egrave; che non &amp;egrave; cos&amp;igrave;. E giorno dopo giorno questa cosa &amp;egrave; piuttosto evidente anche al primo che passa per strada, figuriamoci se non dovrebbe esserlo a Bushido.&lt;br /&gt;Una sera, dopo che Chakuza si &amp;egrave; alzato da tavola e ha annunciato al mondo che lui e Bill se ne andavano perch&amp;eacute; avevano da fare &amp;ndash; con grande sorpresa di Bill, che non lo sapeva affatto e si &amp;egrave; visto trascinare via praticamente di peso &amp;ndash; decido che forse potrei anche parlare al tunisino e informarmi, cos&amp;igrave; tanto per... E' che mi sento in colpa, come se quest'ondata vendicativa del nano malefico l'avessi scatenata io, negandomi com'era mio diritto fare. Solo che Bushido mi precede.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Cosa c'&amp;egrave; che non va?&amp;rdquo; Mi dice.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;A parte l'inquinamento e la fame nel mondo?&amp;rdquo; Chiedo, sollevando un sopracciglio. &amp;ldquo;Che vuoi dire?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Lui prende uno stecchino dal tavolo e se lo infila in bocca, come faceva quand'era pi&amp;ugrave; giovane. Mi colpisce di nuovo la nitidezza del movimento. Solo il braccio si &amp;egrave; mosso, tutto il resto di lui &amp;egrave; rimasto immobile, come sempre si limita ai movimenti essenziali e nulla di pi&amp;ugrave;. Io questa cosa non ce l'ho mai avuta, mi agito un casino. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;C'&amp;egrave; qualcosa che non ti torna,&amp;rdquo; commenta. &amp;ldquo;Sei nervoso.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non sono nervoso,&amp;rdquo; protesto.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Patrick.&amp;rdquo; Netto, proprio. Mi dice sempre cos&amp;igrave; quando vuole che la pianti con le stronzate e mi muova a rispondergli o fare ci&amp;ograve; che mi ha chiesto di fare. Ci vuole una certa abilit&amp;agrave; a racchiudere una richiesta del genere in sette lettere.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Okay, senti, lo so che non sono affari miei,&amp;rdquo; butto l&amp;igrave;. &amp;ldquo;Ma secondo me questa cosa tra Bill e Chakuza non va bene.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Lui mi osserva ma non fa nient'altro. &amp;ldquo;Perch&amp;eacute;?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Perch&amp;eacute; Chakuza non &amp;egrave; affatto interessato a Bill.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Dopo qualche secondo di silenzio mi accorgo che annuisce, anche se piano. &amp;ldquo;Lo so.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E non fai niente?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non posso fare niente,&amp;rdquo; mi corregge lui. &amp;ldquo;E poi non spet-&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Le palle!&amp;rdquo; Esclamo. E non so nemmeno perch&amp;eacute; me la prendo tanto, davvero. Cio&amp;egrave;, anche se fosse senso di colpa, voglio dire, non sono mica il fratello di quel ragazzino, Dio Santo. &amp;ldquo;Prima te lo tieni qui in casa nemmeno fosse un orfanello e non un cantante che vale miliardi. Te lo coccoli e tutto e fingi di proteggerlo da solo tu sai cosa, e quando arriva il momento di proteggerlo davvero, non spetta a te?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Lui ascolta lo sproloquio e poi dice: &amp;ldquo;Vedo che non hai perso il vizio di interrompere sparando idiozie che ti saresti benissimo risparmiato stando a sentire.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Arrossisco e fine del mio amor proprio. &amp;ldquo;Spiega,&amp;rdquo; sibilo, guardando altrove.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Bill si &amp;egrave; innamorato di Peter dal primo momento che l'ha visto, Dio solo sa perch&amp;eacute;,&amp;rdquo; inizia, alzando gli occhi al cielo. E io vorrei dirgli che non lo so neanch'io com'&amp;egrave; stato possibile ma che, se non se n'&amp;egrave; accorto, quell'uomo c'ha qualcosa negli occhi, quando ti guarda. Sar&amp;agrave; libido, sar&amp;agrave; strabismo o sar&amp;agrave; che magari ipnotizza la gente, che ne so? Per&amp;ograve; lui farebbe bene a fare una ricerca su questo Pangerl per essere sicuro che non sia uno svalvolato qualunque in grado di friggerti il cervello con la sola imposizione delle pupille. Comunque non gli dico niente di tutto questo e lui prosegue. &amp;ldquo;Ho cercato di fargli capire che non era la persona adatta a lui ma non ha voluto ascoltarmi, perch&amp;eacute; &amp;egrave; una testa dura, tale e quale a sua fratello. D'altronde sono uguali...&amp;rdquo; Non mi soffermo a chiedermi che cosa c'entri Tom Kaulitz in tutto questo. Se tre &amp;egrave; una folla, quattro &amp;egrave; un'invasione. Non mi sembra il caso di aggiungere un quinto elemento a questa gi&amp;agrave; complicata equazione. &amp;ldquo;D'altra parte,&amp;rdquo; prosegue, &amp;ldquo;Chakuza pu&amp;ograve; essere ingestibile quando s'impegna, ma non &amp;egrave; cattivo. Quindi forse, chiss&amp;agrave;, magari Bill riesce a fare il miracolo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Tu non credi a queste cose.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Bushido mi passa una birra e poi ne apre una per s&amp;eacute;. &amp;ldquo;No, infatti,&amp;rdquo; beve e guarda un punto indefinito sul pavimento. &amp;ldquo;Immagino sia arrivato il momento che Bill impari le cose come le abbiamo imparate tutti.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Battendoci la testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io per&amp;ograve; continuo a sentirmi in colpa, soprattutto perch&amp;eacute; non sto facendo niente anche se sono l'unico che, in definitiva, conosce tutti i dettagli della faccenda. Bushido, per dire, non ha idea che l'uomo tra le cui possenti braccia ha deciso di affidare il ragazzino, ci ha ripetutamente provato con me. Mi sento in dovere morale di agire in qualche modo, anche solo in funzione del fatto che sono stati i miei no a lasciare Chakuza libero di spezzare il cuore di Bill.&lt;br /&gt;E dal momento che Bill non mi ascolterebbe mai, visto che non ascolta nemmeno Bushido, io decido di andare direttamente alla fonte di ogni male. Per estirparla, se possibile.&lt;br /&gt;Chakuza passa alla Beatlefield un tempo variabile fra le due e le sei ore ogni giorno, dimostrando che c'&amp;egrave; qualcos'altro nella vita che gli interessa oltre a saltare addosso alla gente. Ed &amp;egrave; l&amp;igrave; che lo trovo oggi pomeriggio, quando decido che &amp;egrave; l'ora che qualcuno gli dica qualcosa.&lt;br /&gt;Quando entro nella stanza non mi sente arrivare perch&amp;eacute; &amp;egrave; girato di schiena e ha su due cuffie enormi che rendono la sua testa esageratamente buffa. Ho l'occasione di strangolarlo, se voglio, ma non ne ricaverei niente di buono: Bill che piange come una vedova inconsolabile, i titoli sui giornali e tutti i suoi amici e colleghi riuniti in una trasmissione che parlano bene di lui anche quando non lo pensano affatto. Cos&amp;igrave; decido che posso iniziare schiarendomi la voce e quando si gira e mi vede, ha anche il coraggio di sorridermi come se l'ultima volta che abbiamo scambiato due parole noi due da soli non lo avessi mandato a quel paese.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Fammi indovinare, hai cambiato idea?&amp;rdquo; Mi chiede, mentre il film che ha girato da solo riparte nella sua testa.&lt;br /&gt;Quest'uomo &amp;egrave; oltre la mia comprensione. &amp;ldquo;No, non ho cambiato idea,&amp;rdquo; commento, lanciando un'occhiata a quest'ufficio che sembra fatto a misura sua. E' uno sgabuzzino minuscolo con un gran casino dentro. Esattamente come lui. &amp;ldquo;Anzi, direi che sono ancora pi&amp;ugrave; convinto di prima.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Lui solleva un sopracciglio.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Quello che stai facendo a Bill &amp;egrave; da stronzi,&amp;rdquo; commento.&lt;br /&gt;Lui mi guarda con l'occhio rotondo che vorrebbe essere ignaro di ci&amp;ograve; che sto dicendo, ma ovviamente non riesce perch&amp;eacute; non lo &amp;egrave; affatto. &amp;ldquo;Non ti capisco,&amp;rdquo; dice.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E' davvero innamorato di te, Chakuza,&amp;rdquo; insisto. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Quindi?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Quindi dovresti smetterla di illuderlo,&amp;rdquo; sospiro. &amp;ldquo;Se &amp;egrave; un giocattolo che ti serve, vai a cercare da un'altra parte.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ad esempio?&amp;rdquo; Mi guarda e sorride. &amp;ldquo;Bill non &amp;egrave; un bambino. Non ho fatto niente che lui non volesse.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;A te non interessa di lui.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Chakuza si stringe nelle spalle. &amp;ldquo;L'interesse &amp;egrave; una cosa soggettiva, non credi?&amp;rdquo; Mi fa. &amp;ldquo;Scopare m'interessa. Quindi in sostanza, mi interesso di lui.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;E io l&amp;igrave; potrei mettergli le mani addosso, anzi voglio proprio farlo. Tirargli un pugno come si deve sul naso e vederlo rotolare sul pavimento finch&amp;eacute; la sua testa tonda non prosegue per inerzia. E non tanto per Bill, cio&amp;egrave; anche per lui ma fino ad un certo punto, &amp;egrave; proprio una questione di principio. Tu non puoi guardarmi con quella faccia, con quegli occhi, con quel sorriso cos&amp;igrave; sicuro anche dal tuo scarso metro e venti d'altezza e dirmi una cosa simile. Tu dovresti &lt;i&gt;pagarla&lt;/i&gt;, cazzo, la gente per scopare. E' surreale che tu, proprio tu, possa dirmi una cosa tanto meschina nello stato in cui sei. No, davvero. Non ci si crede! Bill &amp;egrave; tipo... cio&amp;egrave;, &amp;egrave; carino. Si merita di meglio, Dio Santo. Vorrei che fosse qui a cavarti gli occhi con quelle unghie!&lt;br /&gt;E Bill c'&amp;egrave;. Immobile sulla porta. Come poteva non esserci dopo quest'immensa piazzata in cui io vengo qui, nell'ufficio di quest'uomo, a sbraitare cose che non mi competono in difesa di un ragazzino che non &amp;egrave; nemmeno cosa mia? E' una cosa di Anis, naturalmente. E altrettanto naturalmente Anis ha deciso che non deve metterci bocca, lasciare che il disastro si compia e poi non so, a quel punto fare la parte dell'angelo salvatore nella vita di Bill. Non so, forse. E' che se me la racconto cos&amp;igrave; mi sembra anche plausibile e mi sento pure scemo ad essere qui.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ero... passato a trovarti,&amp;rdquo; dice Bill, anche abbastanza inutilmente. Il suo sguardo non si sposta mai da Chakuza.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Sono occupato, al momento,&amp;rdquo; fa lui.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Quello che hai detto &amp;egrave; vero?&amp;rdquo; Chiede.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Bill, ho da fare.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;E io mi chiedo: cosa ci stai a fare, qui, Fler? Qualunque sia il problema, non &amp;egrave; un tuo problema. Quello che ti sentivi in dovere di fare lo hai fatto, ora puoi anche uscire.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E' vero quello che hai detto?&amp;rdquo; Insiste Bill, serio. &amp;ldquo;Non... non te ne frega niente?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Bill-&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Rispondi!&amp;rdquo; Sbraita.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;No,&amp;rdquo; &amp;egrave; l'urlo esasperato di Chakuza. &amp;ldquo;Che cosa ti aspettavi? Sei tu che ti sei fissato che stessimo insieme, io non ti ho mai lasciato credere niente del genere!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Bill apre bocca, ma non dice niente. Quello che succede dopo &amp;egrave; che si avventa su Chakuza per colpirlo e lo fa. Chakuza per&amp;ograve; risponde e lo spedisce in terra con un ceffone che avrebbe steso anche me, forse. Lo vedo sbattere malamente contro la libreria e finire sul pavimento. Quando alza la testa ha gli occhi sgranati e un po' di sangue che gli esce dal labbro.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Dico, ma ti ha dato di volta il cervello?&amp;rdquo; Lo aggredisco, raggiungendo Bill che non si sta alzando. Lo guarda e basta come a chiedersi perch&amp;eacute; si trova l&amp;igrave; quando un attimo prima era in piedi. Gli tendo la mano e lui ci si aggrappa, barcollando. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Smettetela di trattarlo come una ragazzina,&amp;rdquo; fa Chakuza. Nei suoi occhi c'&amp;egrave; qualcosa oltre alla strafottenza, per&amp;ograve;. Evidentemente non si &amp;egrave; reso conto della forza che c'ha messo. Immagino che questo almeno lo abbia scosso. &amp;ldquo;Non lo &amp;egrave;.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Sto bene...&amp;rdquo; pigola Bill, scuotendo la testa. Si pulisce il sangue dalla bocca e lo vedo che guarda un po' ovunque, non so se per evitare di incrociare lo sguardo di Chakuza o se per rendersi effettivamente conto di quello che &amp;egrave; successo. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non ti muovere da qui,&amp;rdquo; sibilo a Chakuza, mentre accompagno Bill fuori dall'ufficio.&lt;br /&gt;Lui protesta, ma &amp;egrave; un sacco confuso. Non dal ceffone, immagino, ma dal fatto che quello in cui credeva si &amp;egrave; appena sgretolato come polvere. E' cos&amp;igrave; che succede. Tu sei sicuro di una cosa, o almeno vuoi esserne sicuro, e quella come niente svanisce. Quando ci credi tantissimo e poi non funziona, devi fare i conti con il pugno di sabbia che ti rimane in mano. Non sai se aprire le dita e lasciare che quello che era scompaia del tutto, o stringerle e farti male, ma almeno sentirlo ancora un po'. Mentre lo faccio salire in macchina, alzo lo sguardo e vedo l'ombra di Chakuza alla finestra.&lt;br /&gt;Io e te dobbiamo parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Sto bene,&amp;rdquo; mi ripete Bill, quando lo riporto nel suo appartamento.&lt;br /&gt;So dove si trova perch&amp;eacute; Bushido ha il vizio di mandarlo a prendere e farlo riportare, quando lui &amp;egrave; impegnato con qualcos'altro. La prima volta che mi ha chiesto di farlo pensavo che scherzasse. E invece lui era serissimo, com'&amp;egrave; sempre serio lui quando gli vengono queste idee assurde. Anzi, pi&amp;ugrave; sono assurde e pi&amp;ugrave; lui &amp;egrave; serio. Non dovrebbe stupirmi pi&amp;ugrave; di tanto, comunque. Per uno che pensa di essere il re dei re, suppongo sia normale dare ordini di questo tipo. &lt;br /&gt;Lo faccio sedere sul divano e medito sul da farsi. Alla fine gli dico di aspettare e m'infilo in cucina, col telefono premuto contro l'orecchio.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Che succede?&amp;rdquo; La voce di Bushido &amp;egrave; tesa. So che registrava qualcosa oggi, quindi devo averlo disturbato. E questa telefonata mi &amp;egrave; cos&amp;igrave; familiare che quasi mi commuovo. Ricordo quando eravamo nel quartiere e succedeva casino con una consegna, che mi toccava chiamarlo perch&amp;eacute; non riuscivo a sbrigarmela da solo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Il ragazzino... &amp;ldquo; inizio. &amp;ldquo;Senti, &amp;egrave; un casino, magari &amp;egrave; meglio se vieni.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Io non lo so come faccia, ma capisce subito al volo. Ce l'ha sempre avuta questa cosa di capire le situazioni anche quando aveva solo la met&amp;agrave; delle informazioni che gli servivano. Cos&amp;igrave; mi dice: &amp;ldquo;Sto venendo l&amp;igrave;, aspettami.&amp;rdquo; Che mi chiedo come facesse a sapere che volevo andarmene.&lt;br /&gt;Arriva dopo venti minuti, Bill li ha passati sul divano ad abbracciarsi le ginocchia. Non ha ancora pianto ma non ha detto neanche niente e io, sinceramente, non so da che parte prenderlo. Cos&amp;igrave; me ne sto qui sulla poltrona e lo guardo. Dopo un po' gli chiedo:  &amp;ldquo;C'&amp;egrave; qualcosa che posso fare?&amp;rdquo; e lui risponde: &amp;ldquo;No,&amp;rdquo; e poi &amp;ldquo;Anis viene?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Gli dico che sta arrivando e questo sembra rassicurarlo. Annuisce e poi torna ad accoccolarsi su se stesso, guardando il pavimento. &lt;br /&gt;Mi aspetto di sentire il campanello ma, a quanto sembra, Anis ha le chiavi di casa, qui. Quando sente aprire la porta, Bill si getta letteralmente nel corridoio e sento lo sbuffo ovattato del suo corpo che si scontra con quello di Bushido. Quando li raggiungo, Bill sta piangendo e Anis lo stringe a s&amp;eacute; in silenzio, come se non ci fosse bisogno di nessuna spiegazione.&lt;br /&gt;Mi ipnotizza la sua mano che gli accarezza la nuca, con il movimento lento e rodato di chi &amp;egrave; abituato a farlo spesso. Mi chiedo quante serate ha passato a cercare di tranquillizzarlo e per quali e quanti motivi. Mentre li osservo non posso fare a meno di notare come le sue dita conoscano il corpo di Bill e chiedermi distrattamente se questo non dovrebbe significare qualcosa. &lt;br /&gt;Guardarli mi mette a disagio, cos&amp;igrave; tossisco e Anis solleva la testa. Mi guarda. &amp;ldquo;Devo andare,&amp;rdquo; dico un po' confuso. &amp;ldquo;Qui, ci pensi tu?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Lui mi osserva e mi sembra quasi che sappia perfettamente cosa sto per fare, la cosa non dovrebbe inquietarmi come invece fa. &amp;ldquo;S&amp;igrave;, non preoccuparti.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Chakuza ci arrivo nella met&amp;agrave; del tempo che occorre ad una persona normale che rispetta le regole della strada e non curva su due ruote.  Non so esattamente cosa gli dir&amp;ograve; prima di sbatterlo contro un muro e tirargli tante di quelle botte che nemmeno sua madre sapr&amp;agrave; riconoscerlo. Non so nemmeno se gli dir&amp;ograve; qualcosa prima di farlo o se invece prima lo ridurr&amp;ograve; uno schifo e poi, forse, gli dir&amp;ograve; qualcosa. Devo ancora decidere.&lt;br /&gt;Parcheggio di traverso sotto lo stabile della Beatlefield che &amp;egrave; una sorta di casermone fatiscente in cui tendenzialmente uno non penserebbe di poter registrare nemmeno una canzone alla radio, figuriamoci interi cd. Alzo lo sguardo verso la finestra, ma l'ombra del nano non c'&amp;egrave; gi&amp;agrave; pi&amp;ugrave;. Immagino sia tornato a fare quello che stava facendo prima di tirare un ceffone a Bill, il che, suppongo, fosse nulla, visto che nel poco tempo che sono stato l&amp;igrave; non ha fatto altro che spostare fogli stampati da una parte all'altra della scrivania.&lt;br /&gt;Agli studi della Beatlefield non c'&amp;egrave; nessuno che controlli la porta, un usciere, tipo; forse perch&amp;eacute; il proprietario della Beatlefield &amp;egrave; l'usciere dell'Ersguterjunge &amp;ndash; chiunque, nel giro, ha visto il video su internet in cui Chakuza apre la porta &amp;ndash; e quindi suppongo che un usciere non possa davvero avere un usciere anche lui. Sto delirando.&lt;br /&gt;Salgo le scale a due a due e gli spalanco la porta dell'ufficio,  senza chiedere il permesso. Lui allontana gli occhi dallo schermo del pc per guardarmi. Visto che non ha le cuffie stavolta mi ha sentito. Ci guardiamo per un tempo infinitamente lungo, durante il quale gli lascio la possibilit&amp;agrave; di alzarsi in piedi. Non che faccia molta differenza, dal momento che anche in piedi sembra seduto, ma credo che se devo pestarlo, &amp;egrave; pi&amp;ugrave; giusto che stia sulle sue gambe, prima che gliele spezzi.&lt;br /&gt;Sto per aprire bocca e dirgli non so cosa, perch&amp;eacute; sono cosciente che il mio cervello non ha ancora processato un discorso coerente in mezzo a tutta questa rabbia ingiustificata che provo nei confronti di quest'uomo che conosco appena, ma lui mi anticipa. &amp;ldquo;Se pensi che mi scuser&amp;ograve;, sei fuori strada,&amp;rdquo; dice, interrompendo il contatto visivo per riprendere a sistemare sul tavolo. Stavolta ripone dei fogli in un faldone e attraversa la stanza per metterlo in una libreria. &amp;ldquo;Io non sono dispiaciuto per come sono andate le cose.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Io lo seguo con lo sguardo, perch&amp;eacute; oggettivamente non so se non si rende conto che sta dicendo cose per le quali dovrei picchiarlo. Sembra tranquillo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Certo,&amp;rdquo; continua, &amp;ldquo;non sono qui a ridere come un invasato al pensiero di aver ferito Bill ma non me ne faccio neanche una colpa. Ognuno prende le cose come vuole e non &amp;egrave; una mia responsabilit&amp;agrave; se lui ha deciso di prenderle cos&amp;igrave;.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Io sono senza parole. Dico davvero. Uno pu&amp;ograve; anche decidere di farsi due piani di scale malridotte di corsa, pu&amp;ograve; infilarsi in testa di prendere quest'uomo e sbatacchiarlo un po' dovunque per vedere se da quella testa tonda esce qualcosa. Dico, io queste cose le ho pensate e le penso ancora, ma di fronte alla naturalezza con la quale mi dice che se Bill adesso sta male &amp;egrave; perch&amp;eacute; ha deciso di prenderla in un modo piuttosto che in un altro, io resto basito. Ho ancora voglia di farlo a pezzi, ma per il momento sono basito e basta. &amp;ldquo;Tu sei un pezzo di merda,&amp;rdquo; dico. E mi esce cos&amp;igrave;, nemmeno come un'esclamazione. E' un dato di fatto, tipo. Non lo so. Lo sto solo informando di quello che dovrebbe essere oggettivamente riconosciuto dall'universo, quindi suppongo anche da lui.&lt;br /&gt;Cio&amp;egrave; lui &lt;i&gt;deve&lt;/i&gt; sapere che &amp;egrave; un pezzo di merda. Io non tollero l'idea che lui non lo sappia.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Forse,&amp;rdquo; dice lui, scorrendo le dita tra altri faldoni in cerca di uno in particolare. &amp;ldquo;O forse no. Forse sono solo uno che vuole delle cose e quando non pu&amp;ograve; ottenerle si arrangia.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Si gira a guardarmi e mi trova sulla porta, perfino con la bocca un po' aperta credo, non lo so, perch&amp;eacute; tutto mi aspettavo tranne che sentirlo dire queste cose da genio del male. &amp;ldquo;Io volevo te. Non ti ho avuto e mi sono arrangiato,&amp;rdquo; solleva una spalla. &amp;ldquo;Che cosa dovevo fare? Andare a puttane per il resto della mia esistenza per non spezzare il cuore della povera ragazzina innocente, che per altro mi voleva? Bushido non mi paga abbastanza.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Quand'ero un ragazzino, Bushido mi diceva sempre che ogni uomo ha due interruttori. Uno per quando &amp;egrave; felice &amp;ndash; e quello possono premerlo solo le donne, Patrick. E rideva come un cretino, fin quasi a soffocarsi, con la birra che gli usciva dal naso &amp;ndash; e uno per quando s'incazza. Sta qui, mi diceva spingendomi forte con due dita sulla pancia. Sta in fondo allo stomaco. E quando scatta, non ce n'&amp;egrave; pi&amp;ugrave; per nessuno anche se spesso, non sai nemmeno bene perch&amp;eacute;.&lt;br /&gt;Ecco, il mio &amp;egrave; appena scattato. E non so il perch&amp;eacute;, di preciso, tra tutte le stronzate che gli stanno uscendo di bocca. So solo che sono pi&amp;ugrave; incazzato di prima. &amp;ldquo;No, tu non volevi me, cazzo! Tu volevi un buco qualsiasi in cui infilarti&amp;rdquo; Sbraito, avvicinandomi.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Se vuoi vederla cos&amp;igrave;...&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non cercare di passare per quello deluso che c'&amp;egrave; magari stato anche male, perch&amp;eacute;-&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Perch&amp;eacute; cosa, Fler?&amp;rdquo; E la sua voce rimbomba. Me la sogno, io, un urlata a quei livelli. &amp;ldquo;Eri forse nella mia testa? Sai per caso come mi sono sentito a venirti dietro per settimane e non ottenere un cazzo di niente? Sai cosa pensavo o cosa provavo?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Io non rispondo mentre lui mi si avvicina. Sono arrabbiato e spiazzato. Okay, sono pi&amp;ugrave; spiazzato che arrabbiato. Queste non sono parole da genio del male. Forse lo preferivo prima.&lt;br /&gt;Si ferma di fronte a me e per una volta il fatto che mi arrivi a malapena ad una spalla non conta molto, perch&amp;eacute; in faccia c'ha un'espressione cos&amp;igrave; sofferente che mi chiedo dove sia andato l'ometto di prima che diceva che era colpa di Bill se Bill stava male. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non solo sono pronto a scommettere che non lo sai,&amp;rdquo; si risponde da solo, &amp;ldquo;Ma scommetto anche che non te lo sei nemmeno chiesto. Non t'importava proprio. Perci&amp;ograve; Vaffanculo! Non provarci nemmeno a farmi la morale!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Ora io potrei stare qui a raccontarvi del sole che picchiava attraverso il vetro della finestra senza tende di questa topaia, dritto sul testone lucido di quest'uomo e di come l'ho picchiato finch&amp;eacute; non ha chiesto piet&amp;agrave; e ha promesso di chiedere perdono a Bill. Potrei, dico, la fantasia non mi manca. Ho inventato tante di quelle balle nel corso della mia vita, che potrei benissimo scriverci un romanzo e sarebbe pure credibile. Il punto &amp;egrave; che non ha senso arrivare fino a qui e poi raccontarvi la fine di qualcun altro. La verit&amp;agrave; &amp;egrave; che io Chakuza non l'ho menato. Lo inchiodato alla libreria, ho fatto cadere i faldoni e gli ho infilato la lingua in bocca. E sul perch&amp;eacute;, che il cielo mi perdoni, ci devo ancora ragionare. Il punto &amp;egrave; che non mi viene tanto bene mentre rotoliamo sul pavimento. Lui mi sta artigliando gli avambracci ai quali si &amp;egrave; aggrappato mentre lo tiravo gi&amp;ugrave; e ora &amp;egrave; un gran miscuglio di gambe e di braccia mentre pi&amp;ugrave; che baciarlo lo mordo e lui pi&amp;ugrave; che stringermi graffia.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Il tuo problema,&amp;rdquo; ringhio mentre lo inchiodo sul pavimento e non so pi&amp;ugrave; nemmeno dove ho le mani. &amp;ldquo;E' che sei un cretino.&amp;rdquo; Sento le sue mani scorrermi sullo stomaco e poi sulla schiena. Stamattina, quando mi sono svegliato, non avevo idea che sarei finito ad avere i pollici di un uomo nell'ombelico. &amp;ldquo;Avresti dovuto aprire bocca e parlare,  invece di saltarmi addosso.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non ti sta dispiacendo,&amp;rdquo; fa lui e m'infila un ginocchio tra le gambe. Nel farlo mi fa male, cazzo, quindi si becca un morso.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Sono stato io a saltarti addosso ora,&amp;rdquo; puntualizzo.&lt;br /&gt;Lui ghigna. &amp;ldquo;Io te l'avevo detto che lo volevi anche tu.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Quest'uomo &amp;egrave; senza pudore e mentre su questo pavimento sembriamo fare a cazzotti, pi&amp;ugrave; che scopare &amp;ndash; e io non l'ho detto davvero &amp;ndash; il pudore lo perdo anch'io, perch&amp;eacute; mi attacco alla sua maglietta e la strattono. Sono sempre pi&amp;ugrave; convinto che quest'uomo emani feromoni di qualche tipo. Ed &amp;egrave; per questo e solo per questo, che io sono qui disteso sul pavimento di questo studio dimenticato da Dio e gli permetto cose.&lt;br /&gt;Cose del tipo che sono disteso su di lui e lui ha una mano nei miei pantaloni. &amp;ldquo;Ti ho forse dato il permesso?&amp;rdquo; Sibilo e cerco di farlo sembrare un ringhio virile, non una specie di mugolio perch&amp;eacute; le sue dita mi stringono abbastanza bene da chiedersi se quest'uomo non abbia passato gli ultimi mesi a masturbarmi nel sonno, per conoscermi tanto bene.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Io non chiedo il permesso.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Gli allontano la mano tanto forte che batte il dorso in terra. &amp;ldquo;Beh, impara a chiederlo perch&amp;eacute; potrei farti del male, altrimenti,&amp;rdquo; lo minaccio a due centimetri dal viso. Grave errore.&lt;br /&gt;Lui m'infila una mano dietro la nuca e mi tira gi&amp;ugrave;. &amp;ldquo;Sta zitto,&amp;rdquo; sibila, per poi baciarmi.&lt;br /&gt;Quest'uomo non dovrebbe davvero poter fare di queste cose, non dovrebbe potermi schienare, non dovrebbe potermi togliere tutto quello che ho addosso ed entrarmi dentro. Non dovrebbe essere cos&amp;igrave; eccitante quando lo fa, anche se fa male e vorrei pestarlo. Stringo le dita intorno al tappeto che si arriccia contro le mie falangi mentre le sue spinte si fanno pi&amp;ugrave; forti e so, anche senza vederlo, che quel poco di cervello che ha gli si &amp;egrave; spento dieci minuti fa. &amp;ldquo;Ti dispiace darti una controllata?&amp;rdquo; Sbraito.&lt;br /&gt;Lui in risposta mi morde una spalle e un dolore copre l'altro. Pi&amp;ugrave; o meno.&lt;br /&gt;Quando scende a toccarmi penso che ho sofferto dolori peggiori in passato, cos&amp;igrave; appoggio la fronte al tappeto, inspiro ed espiro mentre mi accarezza. L'ultima pensiero coerente prima dei nostri grugniti quasi contemporanei &amp;ndash; ma non del tutto, perch&amp;eacute; non siamo affatto perfetti &amp;ndash; sono io che mi chiedo come abbia potuto col suo unico neurone mantenere la coordinazione e fare tutto quanto discretamente bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Siamo su questo tappeto da, non so, ore credo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Nano, che ore sono?&amp;rdquo; Chiedo, sovrappensiero.&lt;br /&gt;E' tutto arricciato contro la mia schiena, cos&amp;igrave; riesce bene a tirarmi una ginocchiata dietro una gamba. &amp;ldquo;Vaffanculo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Che ore sono?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non ne ho idea,&amp;rdquo; commenta. &amp;ldquo;Non ho pi&amp;ugrave; neanche l'orologio.&amp;rdquo; La risata che gli scappa dalla bocca mi vibra per tutta la spina dorsale. Sorrido anch'io.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Potrebbe entrare qualcuno?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Molto probabile,&amp;rdquo; dice calmo.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E la cosa non ti turba, immagino.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Scuote il capo rotondo. &amp;ldquo;Nemmeno un po'.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Devono essere abituati a trovarti nudo come un verme sul tappeto.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non con un uomo,&amp;rdquo; rimane disteso mentre io mi siedo, alla ricerca della mia maglietta.&lt;br /&gt;Mi vesto in silenzio, poi gli lancio un'occhiata. &amp;ldquo;Senti ma....&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;A cena,&amp;rdquo; mi ferma subito lui e quando aggrotto le sopracciglia &amp;egrave; l'ora che finalmente si tira su anche lui e smette di mostrarmi la mercanzia che non sono ancora abituato a vedere. Non &amp;egrave; che ci sia venuto a patti con quest'idea. &amp;ldquo;Facciamo che ne parliamo a cena. Ti va?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;E penso che questo sia un invito, credo.&lt;br /&gt;Mi va, penso. Ed &amp;egrave; tutto l&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Un'altra delle mie certezze che se ne va.&lt;br /&gt;Ed &amp;egrave; colpa di Bushido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;La genesi di questa storia &amp;egrave; molto complicata e anche totalmente assurda. Tutto inizia da un cavallo, che per&amp;ograve; non c'&amp;egrave;. E dalla mano di Chakuza, che in sostanza c'&amp;egrave;, ma non come inizialmente era stata pensata. Il tutto doveva poi proseguire con Chakuza che picchiava Bill, e questo c'&amp;egrave;. Quindi mi &amp;egrave; stato chiesto che finisse in Flerkuza. E questo &amp;egrave; quanto. Il nesso logico che sta dietro a tutte queste cose non lo so quale sia, ma tant'&amp;egrave;...&lt;br /&gt;Un grazie a Liz per il titolo e per aver aiutato Chakuza ad avere delle motivazioni. Un grazie a Fedy perch&amp;eacute; si &amp;egrave; sopportata la piaga, cio&amp;egrave; io. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>[German rap] Faida [PG-13]</title>
    <published>2009-12-08T19:40:47Z</published>
    <updated>2009-12-08T19:48:41Z</updated>
    <category term="fanfiction"/>
    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Faida&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Drammatico, Introspettivo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG 13&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; no&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvisi: &lt;/strong&gt;no&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prompt:&lt;/strong&gt; #2 (Occhiali) della &lt;a href="http://www.criticoni.net/criticombola/bando" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Criticombola&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note:&lt;/strong&gt; no&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &amp;quot;&lt;em&gt;I suoi occhiali da sole a terra sono la cosa che mi resta pi&amp;ugrave; impressa.&lt;/em&gt;&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;b&gt;FAIDA&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;I suoi occhiali da sole a terra sono la cosa che mi resta pi&amp;ugrave; impressa. &lt;br /&gt;Sono caduti durante la rissa, anche se non ricordo di aver visto il momento esatto in cui &amp;egrave; successo. Ricordo per&amp;ograve; di averli visti poi dopo, quando era gi&amp;agrave; tutto finito e la folla si era diradata. Se n'era gi&amp;agrave; andata perfino l'ambulanza. Non mi hanno fatto salire, forse &amp;egrave; per questo che poi mi sono trovato l&amp;igrave; in piedi, nel punto esatto in cui era stato lui un secondo prima, e lo sguardo mi &amp;egrave; caduto sugli occhiali da sole storti e sulla lente caduta l&amp;igrave; di fianco.&lt;br /&gt;E' successo tutto in fretta, come di solito succedono le cose quando vanno davvero male.&lt;br /&gt;Eravamo sul palco un attimo prima e poi c'&amp;egrave; stato l'assalto, non abbiamo materialmente fatto in tempo a difenderci. Bushido non lo hanno neanche fatto girare, la coltellata gliel'hanno tirata alla schiena, gli animali.&lt;br /&gt;E dire che lo sapevamo che sarebbe successo. Voglio dire, eravamo stati avvertiti, avremmo potuto non presentarci oppure organizzare le cose in maniera diversa. Il punto &amp;egrave; che Bushido &amp;egrave; uno orgoglioso, uno che non ci sta a farsi limitare la vita dal primo stronzo che passa. Cos&amp;igrave; quando Ercan lo ha minacciato di tirare su un casino se si fosse esibito a K&amp;ouml;ln, lui l'ha presa come una sfida e invece di prepararsi &amp;ndash; invece di &lt;i&gt;ragionare&lt;/i&gt; per una volta, di valutare i fatti per quelli che erano e non per quelli che lui pensava che fossero &amp;ndash; &amp;egrave; salito sul palco allargando le braccia.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Sono qui,&amp;rdquo; ha detto, sfidando la folla di fronte a s&amp;eacute;, come a dimostrare che lui non ha paura di niente. E la folla ha, tipo, ruggito e lui si &amp;egrave; un sacco esaltato per questa dimostrazione di forza.&lt;br /&gt;Quello che &amp;egrave; successo dopo, &amp;egrave; soltanto colpa di Arafat e non appena sar&amp;ograve; tornato a Berlino, sar&amp;agrave; con me che quell'uomo dovr&amp;agrave; vedersela.  Voglio che paghi, non m'interessa come.&lt;br /&gt;E' stato lui a scatenare &lt;i&gt;questa&lt;/i&gt; faida, ben sapendo che poi non sarebbe stato lui a pagarne le conseguenze. Lui lo sa che Anis si crede invincibile e che non ha paura di nulla, lo sa cos&amp;igrave; bene che sono vent'anni che lo manda in giro al posto suo a rischiare le coltellate. Quand'eravamo piccoli, si trattava di droga, ora &amp;egrave; pi&amp;ugrave; sottile. Ora Arafat spara merda sulla gente e poi tocca ad Anis allargare le braccia e dire &lt;i&gt;Sono qui, coraggio! Colpite!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Sul palco erano in tre, il viso coperto, lo hanno assalito mentre cantava. Io ero dalla parte opposta, non ho neanche fatto in tempo ad avvicinarmi prima che quelli si gettassero in mezzo alla gente con il coltello sollevato per fare paura e non essere fermati.&lt;br /&gt;La lama &amp;egrave; andata a fondo, l'ho visto subito. Non ho avuto neanche il tempo di sperare che lo avessero preso di striscio: c'era sangue ovunque. Qualcun altro ha chiamato l'ambulanza, non io.&lt;br /&gt;Io ce l'avevo addosso quand'&amp;egrave; arrivata. Mi ha guardato un secondo solo prima di svenire, non ce l'ha fatta a dirmi niente, anche se credo che, se ne avesse avuto la forza, l'unica cosa che mi avrebbe detto sarebbe stata una stronzata. Come sempre. &lt;i&gt;Quel coglione non aveva mira, eh?&lt;/i&gt; Oppure, &lt;i&gt;Non &amp;egrave; niente, Pat, tranquillo, &amp;egrave; solo un graffio.&lt;/i&gt; Come se una coltellata al fegato fosse una passeggiata. Ma lui &amp;egrave; Bushido, convinto che niente possa davvero fargli del male.&lt;br /&gt;Mi siedo sul bordo del palco e aspetto una chiamata dall'ospedale.&lt;br /&gt;Ci siamo promessi che non moriremo in una sala operatoria, quindi io mi aspetto che quel deficiente si svegli e venga a riprendersi gli occhiali che ha lasciato.&lt;br /&gt;Mi siedo e aspetto.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;Note dell'autrice:&lt;/b&gt; La storia nasce da &lt;a href="http://www.hiphop.de/magazin/news/detail/2009/12/04/bushido-von-koelner-bedroht/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;questo articolo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, in cui si dice che un certo Ercan S. auto-proclamatosi padrino di K&amp;ouml;ln, abbia "sconsigliato" a Bushido di presentarsi in citt&amp;agrave; per la promozione del nuovo cd, pena ritorsioni. E questo perch&amp;eacute; Arafat aveva parlato male di lui (o almeno, questo era a grandi linee quello che sembrava dire la traduzione di google =P). La storia si &amp;egrave; praticamente scritta da sola. Io la trovo abbastanza dignitosa. Spero piaccia anche a voi &amp;lt;3&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>[Twilight] Il leone, l'agnello e il lupo [R]</title>
    <published>2009-12-06T22:34:09Z</published>
    <updated>2009-12-08T19:47:57Z</updated>
    <category term="fanfiction"/>
    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Il leone, l'agnello e il lupo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Commedia, Parodia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; R&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Bella/Edward/Jacob&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvisi: &lt;/strong&gt;Threesome, Lemon, What if&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prompt:&lt;/strong&gt; #37 (Threesome) della &lt;a href="http://www.criticoni.net/criticombola/bando" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Criticombola&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note:&lt;/strong&gt; &lt;b&gt;spoiler sui primi tre libri&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &amp;quot;&lt;em&gt;Il vampiro sospir&amp;ograve; e si fece pi&amp;ugrave; vicino, chiedendosi ancora una volta per quale oscura ragione avesse accettato di farsi coinvolgere in questo suicido di massa.&lt;/em&gt;&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;IL LEONE, L'AGNELLO E IL LUPO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando aveva detto di essere un vampiro, si era aspettato una certa reazione.&lt;br /&gt;E la sua non era un'ipotesi campata in aria, era una certezza, quella che una volta mostrati i canini e spiegato con le parole più semplici ma meglio grammaticalmente composte che gli riuscisse di trovare che era una creatura della notte, lei avrebbe senza dubbio dato di matto. Questo perché anche dopo quasi duecento anni di letteratura gotica, il genere umano non era ancora pronto ad accettare l'esistenza di creature soprannaturali o, più propriamente, il cervello del genere umano aveva le serrande ancora così ben inchiodate tra loro da rifiutare l'esistenza di una creatura soprannaturale anche quando questa si presentava nella sua vera natura e, a scanso equivoci, spiegava tutto nel dettaglio.&lt;br /&gt;Lui sapeva, per una questione di statistica, che nel novanta percento dei casi la reazione era di tipo violento, con urla, strepiti e gente che si strappava i capelli e, in alcuni dei casi più isterici, perfino gli occhi. Era, per così dire, preparato a dover arginare le conseguenze peggiori di una pessima notizia presa male. &lt;br /&gt;Ora, quando hai centotre anni e hai infranto tutte le leggi della fisica e della chimica morendo, per poi risorgere, per poi campare senza respirare,  finisci per aggrapparti saldamente con le unghie e con i denti a qualsiasi cosa tenda a rimanere un minimo costante nel corso dei secoli. Edward aveva scoperto che la paura atavica degli esseri umani per i vampiri era una di queste.&lt;br /&gt;Insieme al fatto che le belle ragazze giovani fossero aggraziate e volessero sposarsi.&lt;br /&gt;Bella Swan, da Phoenix Arizona, aveva infranto tutte le sue certezze nel giro di tre anni. E questo era estremamente seccante.&lt;br /&gt;Punto primo, la sua reazione: di fronte alla scoperta che lui era un vampiro, Bella non aveva gridato. Non era fuggita. Non si era strappata niente. Le avesse detto che faceva la maglia, forse si sarebbe scandalizzata di più. E, sebbene queste reazione avrebbe potuto essere attribuita alla natura docile e intrinsecamente un po' semplice di Bella, era stato comunque un gran colpo per Edward, il quale aveva fatto una gran fatica a mantenersi composto e soprattutto a non saltarle alla gola subito, giacché lei era la sua cantante e il suo sangue profumava come niente al mondo.&lt;br /&gt;Per altro, la sequenza di azioni che lo avevano costretto a rivelarsi era stata alquanto rocambolesca, quindi un po' d'isteria nel momento della rivelazione sarebbe stata perfettamente in tema. &lt;br /&gt;Seconda cosa: la grazia. Bella non era aggraziata. Bella non era capace nemmeno di stare ferma in piedi senza che qualcosa andasse storto e le si accavallasse il nervo sciatico, per dire. Quindi no, niente grazia.&lt;br /&gt;E per finire, come se già questo non fosse abbastanza, non ne voleva sapere di sposarsi, ma nemmeno per idea. E questo perché sua madre aveva fatto l'errore di sposarsi con suo padre – quella buonanima di Charlie – e metterla al mondo, per poi divorziare poco tempo dopo. E allora Bella si era messa in testa, o lo aveva promesso a Reneè, sinceramente Edward non ricordava, di non commettere gli stessi errori della madre. Come se rischiare costantemente la propria vita o, a scelta, la propria anima stando con un vampiro non fosse un errore. A questo punto, pensava Edward, sua madre avrebbe forse preferito per lei un matrimonio in giovane età e anche tre o quattro figli. Meglio sposata che morta, alla fine.&lt;br /&gt;In definitiva, Bella gli aveva rovinato l'esistenza più di quanto lui l'avesse rovinata a lei. In fondo lei non doveva fare altro che inciampare ogni tre passi, arrossire quando la guardava e, tuttalpiù, mentire più e più volte ad entrambi i suoi genitori per volare casualmente in Italia di tanto in tanto. Niente che un qualsiasi adolescente moderno non facesse anche senza un fidanzato vampiro.&lt;br /&gt;Lui invece, da parte sua, aveva dovuto risolvere una serie di problemi non indifferenti. Prima fra tutte la questione della cantante, che era un handicap di una certa portata.&lt;br /&gt;Un conto era vivere ignorando il richiamo del sangue umano per poi buttarsi a fauci aperte sul primo grizzly di passaggio in una stradina di montagna, su a seimila metri. Un altro era passeggiare mano nella mano con la giugulare perfetta e, fra le altre cose, evitare anche i suoi tentativi di sedurti infilandoti la lingua in bocca. Erano stati due anni molto complessi a livello ormonale.&lt;br /&gt;In più sua sorella Rosaline non aveva fatto altro che rompere le palle con la storia che Bella era umana e li avrebbe portati tutti alla rovina; che poi in sequenza, dopo l'arrivo di Bella, si erano abbattuti sulla famiglia: James, Victoria, Laurent e i Volturi e non era stato proprio facilissimo guardarla in faccia e non darle ragione. Bella era, in effetti, una gigantesca calamita per bestie assetate di sangue, ma insomma... se ne stavamo fermi a fare la famiglia perfetta da troppo tempo, un po' di moto non gli aveva fatto che bene. Il baseball durante i temporali non era poi questo gran divertimento, alla fine. &lt;br /&gt;E poi c'era Alice, naturalmente, che con l'arrivo di Bella si era scatenata, decidendo che il guardaroba di chiunque dovesse essere rivoluzionato per ogni singola festa, picnic, pranzo della domenica, merenda delle quattro che casualmente decidevano di organizzare. Edward non era più riuscito a mettere lo stesso vestito due volte, che era una frase molto intrigante da dire alla tua bella giovane umana quando si accorgeva delle tue seicento camicie la settimana, ma nella pratica era una situazione ai limiti del vaffanculo, quando lasciavi un secondo un paio di scarpe lucide a punta quadrata per camminare scalzo sul tappeto da seicento mila dollari del salotto, così per sfizio, e quando tornavi ci trovavi un paio d'infradito e Alice era già pronta con i tuoi nuovi bermuda azzurri a fiorelloni. Erano stati due anni di sofferenza anche a livello famigliare.&lt;br /&gt;Certo aveva avuto dei tentennamenti, questo non poteva negarlo. D'altronde presentare la ragazza a genitori e parenti è sempre un po' complicato, soprattutto se questi rischiano di saltarle alla gola. Letteralmente. Uno non si sente mai a proprio agio se sa che la cenetta intima in famiglia potrebbe trasformarsi in un bagno di sangue. Edward faceva sempre l'esempio del diciottesimo compleanno di Bella quando lei, dando sfoggio di una notevole inadeguatezza alla vita, si era tagliata con la carta di uno dei regali, mandando Jasper ai pazzi.&lt;br /&gt;Risultato: Edward che la schiantava di peso contro un muro fracassandole un braccio e Jasper che ringhiando e sbavando veniva portato via a braccia. Assolutamente inappropriato per un Cullen.&lt;br /&gt;Ora, Jasper era uno con un po' di problemi e, sostanzialmente, uno a cui ancora non bastavano i grizzly. Edward, che era un ragazzo molto sensibile, si era immediatamente posto delle domande quando gli era toccato rompere un'ulna alla sua ragazza per salvarla da suo fratello. Si era chiesto che razza di futuro li aspettava tutti, almeno due volte l'anno – per il compleanno di Bella e per Natale, almeno – se le cose stavano in questo modo. Certo avrebbero potuto presentare a Bella dei regali non incartati, ma di certo lei avrebbe trovato il modo di farsi uscire il sangue battendo troppo forte le mani. A quel punto, ad Edward era sembrato che non ci fosse soluzione. Si era fatto violenza e con un lungo panegirico inconcludente in mezzo alla foresta aveva deciso che il miglior modo per proteggere Bella da tutti i pericoli che la circondavano e dai quali, in pratica, solo lui avrebbe potuto salvarla nel caso si fossero presentati – vedi Victoria, i Volturi e suo fratello –  la cosa migliore da fare era andarsene per sempre e fare come se non fosse mai esistito. Ad una più attenta analisi la logica dietro questa sua scelta era poi apparsa confusa anche a lui, ma il punto non era quello. Il punto era che aveva fatto una scelta difficile che gli era costata moltissimo e non solo a lui ma alla famiglia intera. Roba che per convincere Rosaline a non cavarle gli occhi, staccarle la testa e poi ballarci intorno come una menade c'era voluto lo Xanax. &lt;br /&gt;Ovviamente andarsene non era servito perché Bella si era prima strutta in un dolore inconsolabile, che si era poi dimostrato parzialmente consolabile da Jacob Black e poi aveva finito per buttarsi da una scogliera nel tentativo di farsi venire le visioni, quando drogandosi, per dire, ci avrebbe messo molto di meno. Alice lo aveva visto in una delle sue visioni e Rosaline non aveva trovato niente di meglio da fare che riferirlo ad Edward, il quale strutto dal suo dolore personale – stavolta nient'affatto consolabile da Jacob Black - aveva deciso di suicidarsi, correndo nudo in piazza dei Priori a Volterra nella speranza di incorrere nelle ire di Aro che, giustamente, avrebbe anche avuto le sue ragioni per dargli fuoco all'istante. Era stato un anno molto duro anche a livello di profilo pubblico.&lt;br /&gt;In conclusione, il suo fidanzamento con Bella era, sotto ogni punto di vista, uno sforzo non indifferente. Che poi lui fosse totalmente e incondizionatamente innamorato di questa ragazza acqua e sapone con l'encefalogramma illeggibile che non aveva paura di nulla – o che non aveva ancora capito di dover avere effettivamente paura ogni tanto – era indubbio. In tutta la sua vita Edward non aveva mai conosciuto nessuno che lo turbasse in questo modo su ogni livello dello scibile umano. In tutti questi anni di eterna adolescenza, la pubertà aveva deciso di coglierlo proprio con questa ragazza umana che era l'equivalente del suo piatto perfetto, ed era forse più proficuo soffermarsi sulla metafora dell'agnello che s'innamora del leone, piuttosto che rendersi conto di quanta sfiga ci fosse in una situazione simile.&lt;br /&gt;Per lei si era sacrificato e si sacrificava, per lei si struggeva di amore imperituro e passava la notte a guardarla fissa mentre dormiva fingendo che fosse una cosa divertentissima. Perfino più divertente del baseball durante i temporali. Ma Edward Cullen aveva un limite.&lt;br /&gt;E quel limite poteva essere descritto come un aitante giovane diciassettenne che occasionalmente tendeva ad assumere le sembianze di un lupo sotto anfetamine.&lt;br /&gt;Jacob Black rappresentava tutto ciò che Edward odiava o doveva odiare: sarebbe presumibilmente cresciuto e diventato adulto – sempre che non si ammazzasse in moto o non lo ammazzassero i vampiri -, aveva ancora un'anima e anche se andava in giro nudo – cosa che per altro non si esimeva dal fare – non brillava come fosse ricoperto di colla e porporina. In più era un mutaforma, particolare che glielo rendeva automaticamente antipatico per questioni ataviche di sindacato. I lupi avevano il loro territorio, i vampiri il loro e al massimo ci si poteva incontrare sul confine, giusto per tirarsi due insulti, ma non è che Edward ne fosse molto entusiasta visto che Jacob sapeva di cane bagnato e dal momento che era stato colto dalla sua personale versione della pubertà nel pieno della vera pubertà umana, era anche un rompicoglioni di prima categoria e lui, a centotre anni suonati non aveva tempo di stare dietro ai ragazzini. Bella a parte.&lt;br /&gt;Ora, la questione di Jacob era anche un tantino delicata perché era palese a tutti quanti che se il cane era entrato a far parte della vita di Bella in modo così prepotente, parte della colpa era da ricondurre ad Edward stesso; che poi Bella avesse deciso di cercare un po' di conforto invece di accartocciarsi come una foglia e morire, era un altro discorso. Non è che la si potesse proprio biasimare. Edward non la biasimava, infatti. Edward non biasimava nessuno visto che dedicava parte della sua esistenza ad addolorarsi perché era un mostro assassino e quel che restava ad addolorarsi perché avrebbe potuto uccidere Bella – mentre Bella andava a fare shopping con sua sorella, per altro. Comunque, Edward non se l'era presa con la sua ragazza se era divisa fra la bestialità e la necrofilia, ma non poteva certo evitare di avercela con Jacob. Due maschi alfa nello stesso branco non possono mai convivere d'altronde. Ed era se non altro molto ironico che nel caso di Jacob la definizione fosse anche vera.&lt;br /&gt;In sostanza, lui non c'era e Jacob aveva pensato bene di allungare le sue zampe pelose su Bella e quand'era tornato, Jacob non si era assolutamente fatto da parte. Edward non aveva neanche avuto il tempo di affrontare questo problema perché Victoria aveva trovato il modo di farsi viva con un esercito di vampiri neonati alla ricerca, ovviamente, di Bella per smembrarla e spargere parti del suo corpo fino in Papuasia. Per evitare questo aveva dovuto mobilitare la sua famiglia – che ora si muoveva abbastanza di sua spontanea volontà, con l'esclusione della sola Rosaline che si sarebbe probabilmente offerta di fare lei il lavoro, risparmiando a Victoria le spese del viaggio – ma anche il branco di Jacob perché i Cullen erano forti, ma un esercito di giovani vampiri pazzi e con la super-forza poteva ben devastarli tutti fino all'ultimo.&lt;br /&gt;Ci si era dunque dovuti abbassare ad una tregua e anche ad una collaborazione, solo che Edward non era troppo sicuro che oltre alla perlustrazione della foresta da parte di entrambe le specie, l'accordo prevedesse anche Jacob nudo dentro una tenda.&lt;br /&gt;Ora, il ragazzo tendeva ad essere nudo molto spesso per via della trasformazione – e del fatto che se la tirava tantissimo, a detta di Edward, per quei due addominali messi in croce che aveva lì – ma non era mai capitato che fosse nudo vicino a Bella, quand'era nuda anche lei. Senza contare il fatto che Edward Bella nuda non l'aveva mai vista giacché anche solo baciarla senza aggredirla era uno sforzo da superuomo, figurarsi cosa non sarebbe successo a portarsela a letto. Quindi era disturbante che questa cosa dovesse succedere dentro una tenda, alla presenza di Jacob che, a quanto pareva, non correva nessun rischio di aggredire Bella e, per tanto, poteva lasciarsi andare senza un solo pensiero al mondo.&lt;br /&gt;“Fermi,” esclamò Edward, allontanando gentilmente Bella prima che lei riuscisse a coordinare i movimenti abbastanza a lungo per gattonare fino a lui e appoggiargli una mano sul petto. “Questa non è una buona idea.”&lt;br /&gt;Il lupo sbuffò e si lasciò andare seduto mentre Bella lo guardava. “Edward...”&lt;br /&gt;“No, dico davvero,” insistette. “Potrebbe finire molto male.”&lt;br /&gt;“Allora puoi uscire e lasciarci soli,” commentò Jacob, con un sorrisetto. “Sapremo cavarcela anche senza di te.”&lt;br /&gt;Edward lo fulminò con lo sguardo, soprattutto perché Jacob aveva preso a pensare parolacce a caso in modo che lui potesse leggerle. “Quella parola nemmeno esiste,” commentò Edward.&lt;br /&gt;“E' Quileute,” si giustificò Jacob.&lt;br /&gt;“No, è ignoranza,” puntualizzò Edward. “E, tra le altre cose. E' &lt;i&gt;pederasta&lt;/i&gt;, con una T sola.”&lt;br /&gt;“Quello che è,” ringhiò Jacob. &lt;br /&gt;“Ragazzi?” Bella li guardò entrambi, ancora più pallida del solito, per via delle temperatura fuori da quella tenda. “Potremmo piantarla? Ho freddo.”&lt;br /&gt;Jacob guardò Edward con un sorriso di trionfo, quindi strinse Bella tra le braccia, avvalendosi dei suoi quaranta gradi di temperatura corporea.&lt;br /&gt;“Edward, vuoi avvicinarti per favore?” Gli chiese Bella, gentilmente.&lt;br /&gt;Il vampiro sospirò e si fece più vicino, chiedendosi ancora una volta per quale oscura ragione avesse accettato di farsi coinvolgere in questo suicido di massa.&lt;br /&gt;Innanzi tutto, Bella era la sua ragazza, quindi al solo sentir parlare del tentativo avrebbe dovuto dare di matto, ammazzare Jacob Black e poi decidere se fosse il caso di ammazzare o meno anche Bella per alto tradimento. Poi, anche se la sua relazione con Bella fosse stata un dettaglio trascurabile – cosa che non era – lui sapeva bene che una cosa a tre era infattibile se i tre erano loro. Nella migliore delle ipotesi lui avrebbe perso la testa mordendo Bella e Jacob avrebbe morso lui di rimando. Oppure lui avrebbe finito per attaccare la giugulare di Jacob per il solo fatto che era un licantropo e la lotta che ne sarebbe seguita avrebbe probabilmente ferito Bella. Nessuno ne sarebbe uscito vivo. E nessuno avrebbe scopato, per altro. Questa era l'idea più assurda che fosse mai venuta ad uno di loro tre. &lt;br /&gt;Bella decise di porre fine alle sue paranoie baciandolo, cosa che lo costrinse a concentrarsi al punto da non poter pensare a nient'altro.&lt;br /&gt;“Tu sei un vampiro, lui un lupo,” sospirò la ragazza. “E io sono del segno della vergine, non fa alcuna differenza. Lo capisci?”&lt;br /&gt;Avrebbe voluto dirle che c'era della differenza nel suo essere del segno della vergine, dal momento che né lei né le bilance mordevano la gente, ma non lo disse.&lt;br /&gt;Si chinò a baciarla, ignorando Jacob e le mani che le lasciava scorrere sul corpo. Cercò di ricordarsi perché avevano deciso di fare questo tentativo e soprattutto perché lui aveva deciso di accettare. L'idea era stata di Jacob, naturalmente, non che ci fosse da dubitarne. Il lupo sosteneva che a Bella servisse un incentivo per capire chi dei due amasse di più, ma naturalmente nessuno dei due aveva voluto lasciare il passo prima all'altro e così Bella aveva aperto bocca senza accendere il cervello: “Non c'è bisogno che vi cediate il passo a vicenda!” Aveva detto. Qualunque fosse il significato intrinseco delle parole di Bella – perché Edward voleva credere che non fosse sua intenzione scatenare questa cosa a tre – era stato completamente oscurato dall'entusiasmo di Jacob che in meno di dieci minuti aveva trasformato quella tenda sul picco della montagna in una specie di boudoir. Vederlo quasi scodinzolare senza effettivamente avere la coda era stato inquietante. Edward aveva provato a fargli notare che erano su quel monte in attesa di Victoria e che solo il cervello di un canide avrebbe potuto pensare ad una cosa del genere, ma Bella gli si era buttata fra le braccia senza un briciolo di cautela, come al solito, e lui aveva dovuto decidere se trattenersi dall'ammazzarla o trattenersi dal farsela. E a livello di priorità, la prima contava di più. Che poi rischiasse di ammazzarla lo stesso era un dettaglio che il suo cervello improvvisamente prosciugato del sangue e invaso dagli ormoni non poteva permettersi di analizzare.&lt;br /&gt;Bella gli si mosse addosso, rabbrividendo ogni volta che lo sfiorava. Edward avrebbe voluto gioire del fatto che il corpo della ragazza stesse incollato a quello di Jacob ma cercasse costantemente il suo. La temperatura era tutto ciò che il ragazzino potesse vantare, a quanto pareva.&lt;br /&gt;Dopo che Bella si fu distesa sui sacchi a pelo sbattendo la testa contro un sasso e poi torcendosi un dito nel tentativo di massaggiarsi il bernoccolo, ne seguì fra lui e Jacob fu un teatrino di “spostati!”, “muoviti” e “lascia!”, mentre cercavano di evitarsi a vicenda, giocando con le dita sull'ombelico di lei. Il tutto mentre Bella cercava disperatamente di zittirli entrambi, meglio che poteva.&lt;br /&gt;Edward le lasciò scivolare le labbra lungo il mento  e poi appena sotto l'orecchio, giù fino al collo dove il sangue pulsava più forte e dove l'odore del cane, che il cielo per una volta avesse pietà di lui anche se aveva estinto delle vite umane, era così concentrato da dargli la nausea.&lt;br /&gt;Si spostò più in basso, lungo la clavicola, cercando le tracce dell'odore di Bella, ma sembrava sparito. “Potresti...” sibilò tra i denti al lupo, “... farti un momento più in là? Il tuo odore è sconfortante.”&lt;br /&gt;“Ti assicuro che neanche a me la puzza di morto dà i brividi,” replicò Jacob, recuperando terreno e accarezzando i fianchi di Bella, per infilare le mani tra le sue gambe.&lt;br /&gt;Bella mugolò qualcosa che poteva essere un richiamo ad entrambi, un segno di apprezzamento per le dita di Jacob che l'accarezzavano, o poteva anche darsi che si fosse fatta male di nuovo mordendosi un labbro troppo forte, in ogni caso i due si guardarono in cagnesco e poi Jacob prese a baciarle il collo mentre Edward ne seguiva il profilo col naso.&lt;br /&gt;Edward non sapeva cosa provasse Bella, non nel senso che fosse immobile come un ciocco di legno – anzi! – ma non potendo leggerle nel pensiero, stava andando alla cieca. Le uniche informazioni che gli arrivavano, per altro non volute, era la telecronaca che Jacob si stava facendo da solo.&lt;br /&gt;“Devi commentare ogni volta che raggiungi una base?” Ringhiò.&lt;br /&gt;“Io almeno le raggiungo,” puntualizzò il lupo.&lt;br /&gt;“Non ho bisogno di sapere dove metterai le mani prima che tu lo faccia.”&lt;br /&gt;“Allora smetti di leggermi nel pensiero,” commentò il lupo, senza nemmeno la decenza di alzare il muso dal seno di Bella.&lt;br /&gt;“Lo farei se potessi,” sibilò Edward. “Ma...”&lt;br /&gt;“Allora, già sei morto e, permettimi, non è che questo aiuti il romanticismo qui,” lo interruppe Jacob, tirandosi su a sedere, “ma se poi ti metti pure a fare conversazione, io non so come...”&lt;br /&gt;“Okay, adesso basta!” Bella se li scostò entrambi di dosso, o meglio cercò disperatamente di spingerli via entrambi finché, per pietà, Jacob non si accucciò lì di fianco con le orecchie metaforicamente basse e Edward si fece da parte, lanciandole uno sguardo decadente da vampiro di inizio secolo . “Mi pare ovvio che non può funzionare,” concluse.&lt;br /&gt;Edward guardò Jacob trionfante.&lt;br /&gt;“Con nessuno dei due, Edward.”&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;Bella recuperò a caso vestiti dal pavimento. “Sono stata cieca, molto, finora,” continuò. “Lo siamo stati tutti quanti. Qua non c'entrano niente le leggende Quileute delle donne che si sacrificano per il bene comune e le razze. E i vampiri e i licantropi...”&lt;br /&gt;“Bella, stai vaneggiando.”&lt;br /&gt;“Dev'essere l'ipotermia,” commentò saggiamente Jacob.&lt;br /&gt;Bella li guardò, prima l'uno e poi l'altro, nudi come mamma o madre natura – o qualunque entità fosse che regolava i vampiri e i lupi mannari – li aveva fatti. “E' come Romeo e Giulietta,” commentò alla fine con un sorriso assolutamente privo di ogni logica razione. “Io qua non c'entro assolutamente niente.” Tirò una pacca sulla testa di Jacob e spolverò quei due granelli di polvere che si erano erroneamente posati sulle spalle di Edward pensandolo una statua.&lt;br /&gt;Quando Victoria arrivò con il suo esercito di neonati, li trovò ancora lì, a guardarsi nelle palle degli occhi e a chiedersi cosa diavolo avesse voluto dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note dell'autrice:&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Per la realizzazione di questa fanfiction nessun vampiro è stato maltrattato. E quasi niente è stato inventato, dal momento che la Mayer aveva già pensato a parodiarsi da sola. Credo che questa sarà la prima e l'ultima storia che scriverò mai sull'argomento, ma è stato divertente! :3&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Ghetto-drama - Schmetterlingseffekt</title>
    <published>2009-12-06T00:50:15Z</published>
    <updated>2009-12-06T00:50:15Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img height="111" width="400" src="http://img76.imageshack.us/img76/4128/schmetterling.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Postate nelle ultime (diecimila) settimane le seguenti shot della saga:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;spin off 10. &lt;a href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/SE_Spinoff/Missing.html"&gt;&lt;strong&gt;Missing&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Tabata&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, Triste.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG-13&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Coppia:&lt;/strong&gt; Bill/Bushido.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &amp;quot;&lt;em&gt;Miami non &amp;egrave; la citt&amp;agrave; per me, non &amp;egrave; la citt&amp;agrave; di uno che viene da Berlino e ama Berlino come la amo io. Non lo &amp;egrave; soprattutto il ventitr&amp;eacute; dicembre, quando sulla mia veranda ci sono trentadue gradi e sono costretto a girare in bermuda e infradito.&lt;/em&gt; &amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LTP15. &lt;a href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/SE_Originale/Walls.html"&gt;&lt;strong&gt;Walls Fall down&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Tabata&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; R&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Coppia: &lt;/strong&gt;Bill/Bushido.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvisi:&lt;/strong&gt; Slash.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;&amp;quot;Era cos&amp;igrave; abituato ad avere libero accesso con me, che quando chiudevo la porta ci sbatteva contro senza neanche vederla.&lt;/em&gt; &amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;spin off 11. &lt;a href="http://poly.our-cross.net/thingsgo.htm"&gt;&lt;strong&gt;The way things go&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; lisachan&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Comico, Generale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG-13&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Coppia:&lt;/strong&gt; Bill/Bushido, Bill/Chakuza.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvisi:&lt;/strong&gt; Slash.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &amp;quot;&lt;em&gt;Quello che dico io &amp;egrave;: se muori, muori.&lt;/em&gt;&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;spin off 12. &lt;a href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/SE_Spinoff/ByHisSide.html"&gt;&lt;strong&gt;By his side&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Tabata&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, (in parte) comico.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG-13&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Coppia:&lt;/strong&gt; Bill/Bushido, Bill/Chakuza.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvisi:&lt;/strong&gt; Slash.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &amp;quot;&lt;em&gt;Se Bill fosse stato anche solo un po' pi&amp;ugrave; stronzo di com'&amp;egrave;, si sarebbe risparmiato un sacco di rogne.&lt;/em&gt; &amp;quot;&lt;/div&gt;</content>
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    <title>[Paranormal Parisienne] Aggiornamento di Maggio</title>
    <published>2009-05-04T10:22:47Z</published>
    <updated>2009-05-04T10:58:32Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a target="_new" href="http://meltinglullaby.altervista.org/Par-Par/"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img border="0" alt="Believe" src="http://meltinglullaby.altervista.org/_altervista_ht/Link.jpg" style="width: 88px; height: 31px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Siamo in ritardo e abbiamo saltato un mese. Purtroppo s&amp;igrave;. E ci dispiace molto, ma abbiamo avuto delle difficolt&amp;agrave; tecniche (= Tab ha avuto una crisi isterica e ha minacciato di buttare il capitolo a 2 ore dalla pubblicazione). Ad ogni modo, ecco a voi &lt;b&gt;&lt;a target="new" href="http://parpar.altervista.org/Episode04.html"&gt;Un magnifique Carnage&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, dove si ride, prevalentemente. Oh, e No&amp;euml;l &amp;egrave; etero. Un grazie a Ruka che ha betato il titolo. E ai commentatori presenti e futuri, naturalmente. &lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;a target="_new" href="http://meltinglullaby.altervista.org/Par-Par/"&gt;&lt;img border="0" alt="Believe" src="http://meltinglullaby.altervista.org/_altervista_ht/Link.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>[Fanfiction] [Spin off di SC] Happy Bloody Christmas [PG 15]</title>
    <published>2009-04-28T19:38:33Z</published>
    <updated>2009-04-28T19:41:11Z</updated>
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    <content type="html">&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo: &lt;/strong&gt;Happy Bloody Christmas&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Tabata&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG 15&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Coppia:&lt;/strong&gt; /&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvisi:&lt;/strong&gt; Violenza, sangue.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note:&lt;/strong&gt; Piccolo spin-off  autoconclusivo di &lt;a href="http://www.servicecode.altervista.org/"&gt;&lt;strong&gt;Service's Code &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;di Zu, che se non avete letto, dovete leggere perch&amp;eacute; non potete non fare la conoscenza di Tears e Sin Eirdar e poi andare a dormire felici. Quindi, appena finito qui, di corsa sul sito. Comunque, questa shot si colloca nel passato, rispetto alla linea temporale. Natale 2005 o 2006. Fate vobis.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto: &lt;/strong&gt;&amp;quot;&lt;em&gt;I profughi hanno un odore particolare, una specie di retrogusto metallico appena accennato. &lt;/em&gt;&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img border="1" alt="" src="http://www.servicecode.altervista.org/_altervista_ht/ServicesBannerbig.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Before you begin:&lt;/b&gt; Quello che state per leggere &amp;egrave; uno spin off. Forse non conoscete i personaggi ma potrebbe servirvi comunque ad incuriosirvi. Magari, arrivati alla fine, potreste decidere di saperne di pi&amp;ugrave;. Consideratelo un trailer ;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;HAPPY BLOODY CHRISTMAS&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono cinque anni e quattro mesi che siamo in questa dimensione.&lt;br /&gt;E' questo quello che penso mentre mi aggiro tra i negozi di Busto Arsizio adocchiando le vetrine una ad una con poco interesse: non c'&amp;egrave; niente di veramente bello quest'anno. Neanche al Centro Commerciale. Le uniche cose anche solo vagamente interessanti le ho gi&amp;agrave; tutte nelle buste che tengo in mano, forse sar&amp;agrave; il caso di tornare.&lt;br /&gt;Annuisco da solo alla mia immagine riflessa. Sono sempre bellissimo, il passaggio di dimensione mi ha quasi giovato direi; niente a che vedere con le occhiaie di mio fratello che secondo me si sta stancando un po' troppo. Per questo il suo regalo di Natale quest'anno sar&amp;agrave; un week-end in un centro benessere. Non che ce lo veda molto immerso fino al mento nelle acque termali, ma sicuramente io - che lo accompagno - star&amp;ograve; benissimo.&lt;br /&gt;Attraverso la strada e premo il pulsante sul portachiavi, l'auto si apre con un beep discreto e un lampeggiare brevissimo di luci. Apro la portiera posteriore per appoggiare le mie buste sul sedile ed &amp;egrave; l&amp;igrave; che lo sento.&lt;br /&gt;I profughi hanno un odore particolare, una specie di retrogusto metallico appena accennato. Sono i residui dimensionali che ti restano addosso quando compi il salto, ci vogliono giorni per levarteli di dosso. Anche senza vederlo posso dire con una certa sicurezza che si tratta di un coglione: primo perch&amp;egrave; si trova sottovento, e secondo perch&amp;eacute; &amp;egrave; a meno di duecento metri da me. Il che fa di lui carne morta, se sono buono. Carne a pezzi se mi fa girare le palle. Mi aspetto la chiamata di Shelv da un momento all'altro, cos&amp;igrave; mi appoggi con un braccio alla portiera ancora aperta e tiro fuori il cellulare che squilla un secondo dopo che l'ho stretto tra le dita.&lt;br /&gt;&amp;quot;Non &amp;egrave; la mia giurisdizione,&amp;quot; dico immediatamente. Mi guardo intorno. Il parcheggio esterno dietro le lenti scure degli occhiali da sole &amp;egrave; quasi violaceo. L'odore metallico &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; forte ma non lo vedo ancora.&lt;br /&gt;&amp;quot;Per questo sorvoler&amp;ograve; sul fatto che sei fuori zona, Eirdar,&amp;quot; commenta l'elfo dall'altra parte della cornetta.&lt;br /&gt;Sorrido. Appoggio anche l'altro braccio sulla portiera e mi ci schiaccio contro mentre continuo a perlustrare la zona. Quando passi da una dimensione all'altra sei disorientato e confuso, soprattutto se ti capita di farlo senza la supervisione di qualcuno pi&amp;ugrave; in alto di te che controlli le coordinate e le emissioni magiche. Soprattutto se lo fai di corsa, saltando da una parte all'altra come faresti per superare un burrone se fossi inseguito da una mandria di demoni: non sai se il tuo salto sar&amp;agrave; abbastanza lungo o meno, lo fai e basta perch&amp;eacute; i demoni sembrano pi&amp;ugrave; pericolosi. Quando io e mio fratello siamo arrivati qui la prima volta tutto ci sembrava assurdo e ci muovevamo molto guardinghi, facendo attenzione ad imitare gli esseri umani. Cos&amp;igrave; adesso, nel parcheggio, cerco qualcuno fuori posto, la nota stonata. &amp;quot;Un povero diavolo non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; nemmeno libero di andare a fare le compere di Natale?&amp;quot; Chiedo intanto a Shelv.&lt;br /&gt;&amp;quot;Non al di fuori della tua zona.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Non sto facendo niente di male,&amp;quot; insisto.&lt;br /&gt;&amp;quot;Non ancora.&amp;quot;&lt;br /&gt;Shelv mi conosce bene. Conosce mio fratello, in realt&amp;agrave;, quello che sa di me gli arriva dalle parole di Tears che, per quanto scontroso, non fa che parlare di me. Quando Nakiri Shelv dimostra di conoscere particolari sulla mia persona so che pu&amp;ograve; averglieli detti soltanto Tears e mi sento lusingato all'idea di loro due seduti in un ufficio di design che parlano di me. Sono un meraviglioso argomento di discussione. &amp;quot;Che cos'&amp;egrave;?&amp;quot;&lt;br /&gt;Non &amp;egrave; una domanda da poliziesco, vero? Di solito si chiede com'&amp;egrave; fatta una persona, o che faccia abbia. Io, prima di tutto, ho bisogno di sapere di che razza stiamo parlando.&lt;br /&gt;&amp;quot;Un drow.&amp;quot;&lt;br /&gt;Impreco. Odio i drow perch&amp;egrave; non hanno paura di niente, non si fermano mai e, a meno che tu non gli infligga ferite mortali, quelli continuano a correre; e questo significa che dovr&amp;ograve; inseguirlo per tutta la citt&amp;agrave; a trecento all'ora - o peggio ancora a piedi - per chiss&amp;agrave; quante ore. &amp;quot;Un faccia-nera dovrebbe essere ben visibile,&amp;quot; commento, guardando meglio ora che so cosa cercare. Di solito i drow non escono di giorno, ma sono le quattro del pomeriggio del ventidue dicembre. In Lombardia. Il sole non c'&amp;egrave;.&lt;br /&gt;&amp;quot;Le immagini del satellite sono poco chiare, ma dovrebbe avere un berretto scuro e una sciarpa che gli copre met&amp;agrave; viso.&amp;quot;&lt;br /&gt;A guardarsi intorno sono tutti vestiti cos&amp;igrave;. &amp;quot;Un particolare che mi aiuta,&amp;quot; commento sarcastico. E poi espiro. &amp;quot;Seguir&amp;ograve; l'odore.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Sin, vorrei che fosse una cosa pulita.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Io non sporco in giro.&amp;quot;&lt;br /&gt;Ne segue un silenzio che sarebbe divertente se io non fossi alquanto punto sul vivo. &amp;quot;Le budella di quel demone sulla statua del sindaco la scorsa settimana non sono state colpa mia. Tears me lo ha lanciato sulla spada!&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Non voglio casini. Abbiamo gi&amp;agrave; cancellato la memoria a troppa gente, per colpa tua.&amp;quot;&lt;br /&gt;Sbuffo, questo mi toglie tutto il divertimento. &lt;br /&gt;Riattacco senza commentare oltre perch&amp;eacute; c'&amp;egrave; qualcuno che ha catturato la mia attenzione. E' molto alto per essere un essere umano, diciamo quanto Tears, ed &amp;egrave; incredibilmente magro nonostante indossi un piumino. Il cappellino &amp;egrave; nero e le ciocche che s'intravedono sono bianche-argentee anche a questa distanza. I drow sono come gli elfi - di una bellezza spaventosamente inumana e di una magrezza che in questo mondo rasenta l'anoressia grave -  solo che sono carbonizzati. Neri come la pece, con i capelli bianco neve. Non ho idea di cosa sia venuto a fare in un Centro Commerciale, ma ci rimarr&amp;agrave; per poco.&lt;br /&gt;Chiudo la portiera e rimetto l'antifurto, quindi mi stringo nella mantella fingendo un freddo che non ho mai sentito da quando sono qui e mi avvio nella sua direzione. Appena dietro di lui l'odore &amp;egrave; cos&amp;igrave; forte da nausearmi. Non si rende conto di me, ovviamente: a volte mi chiedo che cosa spinge dei novellini a fare cose simili. Lo sanno che ci siamo noi qui, lo sanno che li faremo fuori.&lt;br /&gt;M'infilo con lui in cinque negozi diversi, lo osservo mentre scruta gli esseri umani nel loro mondo e cerca di replicarne le azioni. Solleva gli oggetti, li guarda, quando nessuno lo vede li annusa. La profumeria lo confonde, sente profumi di fiori che non vede. La cosa lo turba. In tutto questo, non si accorge di me e io la trovo una cosa quasi tenera.&lt;br /&gt;Il Centro Commerciale &amp;egrave; affollato di gente in preda alla frenesia degli acquisti natalizi; se voglio dar retta a Shelv, e voglio dargli retta perch&amp;eacute; altrimenti chi lo sente poi Tears stasera?, ho bisogno di uscire dalla folla. La katana da sola ocupa molto spazio una volta fuori dal fodero e quando la brandisco posso affettare qualunque cosa  nel raggio di due metri dalla mia persona. Di usare la pistola non se ne parla neanche in questo casino. Esce di nuovo e s'infila dal parrucchiere. Una delle ragazze lo intercetta poco dopo la soglia e non fa una piega nel vedere la sua pelle nero pece, probabilmente pensa che venga dallo Zimbawe. Gli chiede se pu&amp;ograve; aiutarlo e se aveva in mente un taglio particolare. Lui non osa parlare, indietreggia e lo vedo che scuote il capo. Mi chiedo se capisca e conosca la lingua umana o se non sappia neanche quello. Io conosco il drow, comunque, potrei fargli da interprete. &lt;br /&gt;Quando esce indietreggiando dal negozio, io lo sto aspettando seduto sullo schienale della panchina che si trova proprio l&amp;igrave; davanti. Quando si volta e mi guarda negli occhi lo capisce subito che cosa sono. Se in un mondo alieno trovi qualcuno come te, lo riconosci dallo sguardo.&lt;br /&gt;&amp;quot;Ora ti giri molto lentamente e ti avvii verso l'uscita di sicurezza,&amp;quot; gli dico nella sua lingua, con un sorriso. &lt;br /&gt;Lui rimane perplesso e sgrana gli occhi, ma non si muove.&lt;br /&gt;&amp;quot;E' il mio accento, vero?&amp;quot; Arriccio il naso. &amp;quot;Non mi &amp;egrave; mai riuscito di perfezionarlo.&amp;quot;&lt;br /&gt;Scosto la mantella e gli mostro la katana che porto al fianco, quindi gli faccio cenno di muoversi e questa volta lui lo fa. Lo seguo a ruota. &lt;br /&gt;&amp;quot;Sai, il tuo errore &amp;egrave; stato non nasconderti subito,&amp;quot; continuo mentre lui preme il maniglione antipanico. &amp;quot;E' sempre questo il vostro errore. Arrivate qui e vi mettete a camminare fra la gente, senza pensare che vi noteremo subito. Il che, nel tuo caso, &amp;egrave; una cosa piuttosto ingenua, non trovi? Sei alto due metri, hai i capelli argentati e le orecchie a punta. Un p&amp;ograve; fuori standard per un essere umano.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Chi sei?&amp;quot; Mi chiede. Ha una voce molto bassa e profonda, direi quasi sexy. Io per&amp;ograve; non mi faccio i drow, &amp;egrave; una questione di denti. Non mi fido.&lt;br /&gt;&amp;quot;Oh questo mi ferisce, pensavo che io e mio fratello fossimo piuttosto conosciuti. E invece c'&amp;egrave; ancora qualcuno che mi chiede il nome.&amp;quot; Sospiro in maniera molto teatrale. &amp;quot;Sin Eirdar.&amp;quot;&lt;br /&gt;Lo sento trasalire. Non lo tocco nemmeno ma lo vedo, &amp;egrave; una reazione di cui mi compiaccio sempre, anche dopo anni. &amp;quot;Quell'Eirdar?&amp;quot; Chiede.&lt;br /&gt;&amp;quot;Ti ha detto proprio male, eh?&amp;quot; Commento. &amp;quot;E tu faccia-nera come ti chiami?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Drizzt.&amp;quot;&lt;br /&gt;Siamo nel parcheggio sotterraneo e non c'&amp;egrave; nessuno, cos&amp;igrave; mi prendo tutto il tempo di girarlo per una spalla e di schiantarlo contro un muro. &amp;quot;Oh, andiamo!&amp;quot; Sono senza parole. Dico, &amp;egrave; tanto chiedere a questa feccia dimensionale di non prendermi per il culo? &amp;quot;Drizzt?&amp;quot;&lt;br /&gt;Lui mi guarda senza capire e mi rendo conto che di R. A. Salvatore lui non sa un bel niente.&lt;br /&gt;&amp;quot;Okay... Drizzt,&amp;quot; mi viene da ridere. &amp;quot;Tu lo sai qual'&amp;egrave; la procedura, non &amp;egrave; vero? Fosse per me non staremmo neanche avendo questa discussione ma ai piani alti ci tengono ad essere formali, quindi beh... tu non potevi passare la barriera, io vengo pagato per fermarti. Quindi adesso ti far&amp;ograve; fuori qui sul posto. Ultimo desiderio?&amp;quot;&lt;br /&gt;Come al solito parlo troppo, Tears me lo dice di continuo. Mi guarda dal basso in alto e mi dice: &lt;em&gt;Sembri una suocera, parli parli parli. Tu i Profughi li ammazzi di noia.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il problema &amp;egrave; che mi piace il suono della mia voce. Ad ogni modo Drizzt scatta in avanti e sotto quel piumino dell'anno scorso ha una specie di para-avambraccio con una lama incastrata sopra. Mi scanso giusto un secondo prima che mi apra in due la mantella, cosa che mi avrebbe fatto irritare non poco. Atterra qualche metro dietro di me, accovacciato in terra come un animale e io ho il tempo di estrarre la katana prima che mi sia addosso di nuovo. Mi correggo: ha due para-avambracci, non uno, e li muove discretamente bene, &amp;egrave; feroce. &lt;br /&gt;Di solito prima di gettarmi in un corpo a corpo cos&amp;igrave; serrato, mi piace giocarci con i miei avversari, ma lui non me ne d&amp;agrave; il tempo. Sferra un attacco dietro l'altro, ad una velocit&amp;agrave; assurda e sfrutta i piloni del parcheggio per darsi lo slancio e venirmi addosso. La sua agilit&amp;agrave; &amp;egrave; impressionante e mi eccito all'istante all'idea di scontrarmi con uno cos&amp;igrave;. Mi scanso dopo l'ultimo attacco e salto all'indietro atterrando sul cofano di un'auto, lui mi segue a ruota e non mi prende per poco - esageratamente, meravigliosamente poco. Una volta a terra blocco il suo ennesimo attacco con la katana in orizzontale e lo vedo che ringhia con i denti bianchissimi e luccicanti sotto le labbra nere. Esclama cose molto poco carine sul conto di mia madre, che per altro non conosco quindi, per quanto ne so, potrebbe pure avere ragione lui. Solo che &amp;egrave; una questione di principio: non puoi offendere mia madre.&lt;br /&gt;Sblocco la situazione di stallo con un semplice gioco di polso, prova a sfuggirmi ma non ci riesce, vedo le scintille partire dall'avambraccio sinistro e una lama &amp;egrave; andata.&lt;br /&gt;&amp;quot;Odio questa parte,&amp;quot; sospiro, mentre si lancia indietro e corre, cercando di crearsi uno spazio d'azione. &amp;quot;Per&amp;ograve; devo dirtelo lo stesso: se ti arrendi ora possono rispedirti indietro senza un graffio.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Col cazzo,&amp;quot; mi dice lui.&lt;br /&gt;Alzo gli occhi al cielo. Non si arrendono mai, quindi mi chiedo per quale motivo siamo obbligati a dirglielo. E' agile ma corre lento, gli elfi silvani sono pi&amp;ugrave; veloci, forse perch&amp;egrave; hanno spazio per correre mentre i drow vivono nelle cave e c'&amp;egrave; poca voglia di correre in mezzo al carbone. Gli sono addosso dopo poco e lo getto a terra, lui rotola sulla schiena e para un fendente della katana con l'unica lama che gli &amp;egrave; rimasta. Sono seduto a cavalcioni su di lui, cos&amp;igrave; pu&amp;ograve; anche evitarsi di provare a farmi fuori le palle con una ginocchiata. Tears andrebbe ai pazzi se mi vedesse cos&amp;igrave;, lo so. &amp;quot;In un'altra occasione questa potrebbe essere una posizione interessante,&amp;quot; dico con l'ennesimo sorriso. Impreca di nuovo e mi dice cose poco gentili. Vere, anche queste. Per&amp;ograve; nessuno - a parte Tears - ha il diritto di commentare chi mi scopo quando non sto ammazzando gente. Non posso sollevare la spada, perch&amp;egrave; non ho abbastanza spazio cos&amp;igrave; estraggo il coltello che porto negli stivali; prima che io possa puntarglielo alla gola, per&amp;ograve;, fa una cosa meravigliosa che io devo imparare a fare. Gli sto seduto sullo stomaco eppure questo non gli impedisce di sollevare una gamba e tirarmi una ginocchiata di prepotenza tra le scapole. Non lascio la presa sul coltello ma rimango senza fiato abbastanza perch&amp;eacute; lui possa ribaltarmi e fuggire. Tossisco e cerco l'aria che mi ha tolto, quindi lo vedo correre verso l'uscito. &amp;quot;Eh no, non ho nessuna intenzione di rincorrerti per tutta Busto.&amp;quot;&lt;br /&gt;Mi sollevo da terra e mentre gli corro dietro recupero al volo la spada che mi &amp;egrave; caduta di mano dopo il colpo alla schiena. Mi getto sul primo pilone a destra e poi su quello subito davanti, dalla parte opposta. Salto e atterro al contrario sul soffitto, continuando a corrergli dietro. Lui si volta, non mi vede e - come il coglione che &amp;egrave; - si ferma confuso. A quel punto mi lascio andare a terra. L'idea &amp;egrave; quella di aprirgli lo stomaco in due, ma faccio male i conti perch&amp;egrave; lui, tipo, si piega e quello che finisce sotto la mia lama &amp;egrave; direttamente il collo. E il collo &amp;egrave; un macello, cazzo. Il fiotto di sangue mi prende in pieno in faccia, sulla mantella, su tutto ci&amp;ograve; che indosso. Quando il corpo dello stronzo finalmente cade a terra, sono ricoperto di viscidume rossastro dalla testa ai piedi. &amp;quot;Cazzo,&amp;quot; sibilo. &amp;quot;Cazzo, cazzo, cazzo.&amp;quot;&lt;br /&gt;Sono cos&amp;igrave; schifato che rimango l&amp;igrave; immobile per quasi due minuti. Ho i capelli appiccicati alla fronte da quella schifezza. Alla fine mi rendo conto che qui &amp;egrave; un macello, quindi tiro fuori il telefono con due dita e li chiamo perch&amp;egrave; vengano a ripulire. Poi faccio un'altra telefonata perch&amp;eacute; non ho intenzione di sporcare gli interni della mia macchina.&lt;br /&gt;Tears arriva quasi un quarto d'ora dopo la squadra di ripulitura. Nakiri &amp;egrave; venuto di persona e ha fatto recintare il parcheggio sotterraneo, il direttore del Centro Commerciale sa che c'&amp;egrave; una fuga di gas. Io sono il primo operatore dell'ENEL ricoperto di sangue.&lt;br /&gt;Uno degli uomini di Nakiri mi sta tatuando i miei punti sul braccio; la maglia abbiamo dovuto tagliarla.&lt;br /&gt;Tears cammina sul lago di sangue come niente fosse, per&amp;ograve; si guarda intorno curioso. &amp;quot;Che diavolo hai combinato?&amp;quot; Mi chiede, avvicinandosi. Il tipo che mi sta tatuando lo saluta con un cenno della testa.&lt;br /&gt;Io lo guardo torvo. &amp;quot;Secondo te?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Non lo so,&amp;quot; si stringe nelle spalle. &amp;quot;Hai dissanguato una mucca?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Drow,&amp;quot; correggo.&lt;br /&gt;&amp;quot;Quanti?&amp;quot; Chiede lui, con l'occhio un po' sgranato.&lt;br /&gt;Sollevo un solo dito.&lt;br /&gt;&amp;quot;Uno?&amp;quot; Bercia, come suo solito. &amp;quot;Sin, qua c'&amp;egrave; sangue per dieci persone! Cosa diavolo gli hai fatto?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Niente!&amp;quot; Protesto. &amp;quot;Volevo aprirlo in due ma quello si &amp;egrave; abbassato.&amp;quot; Mimo la scena e il tatuaore mi dice di stare fermo.&lt;br /&gt;&amp;quot;La testa? Lo hai preso alla testa?&amp;quot; Sbraita mio fratello. Lo sapevo che questa sarebbe arrivata, arriva sempre. La ramanzina sulla testa. &amp;quot;Quante volte devo ripetertelo? E' la prima regola. Se vuoi una cosa pulita, non mirare alla testa.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Non ho mirato alla testa,&amp;quot; ripeto. &amp;quot;Si &amp;egrave; chinato lui.&amp;quot;&lt;br /&gt;Tears bestemmia per altri dieci minuti e intanto lo vedo che mi controlla centimetro per centimetro per assicurarsi che un po' di quel sangue non sia anche mio. Sorrido. &amp;quot;Con cosa sei venuto?&amp;quot; Chiedo.&lt;br /&gt;&amp;quot;Ho chiesto un'auto in prestito ad Electra, immaginavo che non volessi sporcare la tua e non avevo intenzione di farti sporcare neanche la Leon.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Ero fuori a far compere di Natale, sai?&amp;quot; Lo informo, mentre il tatuatore finisce. Il tatuaggio &amp;egrave; magico, ed &amp;egrave; brillante appena fatto, poi la luminosit&amp;agrave; si attenua e si uniforma a quelli che ho gi&amp;agrave;. Ricopro il braccio con i brandelli di camicia che ora &amp;egrave; fredda e viscida e mi fa ancora pi&amp;ugrave; schifo di prima.&lt;br /&gt;&amp;quot;Natale? Sin, noi non crediamo al Natale,&amp;quot; mi fa notare lui. &amp;quot;Ges&amp;ugrave; e Babbo.. coso, Natale l&amp;igrave;, sono tutte cazzate.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Oh lo so, ma le vetrine sono luccicanti in questo periodo,&amp;quot; batto le mani.&lt;br /&gt;&amp;quot;Sei una gazza ladra,&amp;quot; commenta lui e fa scattare l'antifurto di un catorcio di macchina cos&amp;igrave; malridotta che non so nemmeno che marca sia. La guardo perplesso e sotto il mio sguardo cade il paraurti.&lt;br /&gt;&amp;quot;Beh?&amp;quot; Commenta lui. &amp;quot;Non ti aspettavi mica che Electra ci prestasse una Limousine.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;E' un catorcio.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Lo sei anche tu, in questo momento.&amp;quot;&lt;br /&gt;Lo guardo torvo e lui si mette a ridere.&amp;quot;Sali, forza.&amp;quot;&lt;br /&gt;Mentre apro la portiera mi viene a mente che ho lasciato i regali e gli addobbi in macchina. &amp;quot;Mi riaccompagni qui, dopo? Le mie cose sono in macchina.&amp;quot;&lt;br /&gt;Tears inizia ad imprecare mettendo in moto e finisce solo quando spegne l'auto di fronte all'enorme parete esterna scorrevole di casa nostra.&lt;br /&gt;Immagino che questo non sia che l'inizio di una lunga serie di imprecazioni, soprattutto considerando che cosa gli ho regalato per Natale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note:&lt;/b&gt; Quello che avete appena letto era il mio regalo di natale per Zu, se non l'ho postato prima &amp;egrave; perch&amp;eacute; prima avrebbe spoilerato la storia sul sito originale [&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.servicecode.altervista.org/"&gt;QUI&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;]. Ad ogni modo, spero che sia piaciuta e, soprattutto, spero che abbia invogliato qualcuno a leggere Service's Code &amp;lt;3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>[Fanfiction] Battle for the Couch - Oneshot - [PG-13]</title>
    <published>2009-04-23T09:33:49Z</published>
    <updated>2009-04-23T09:34:22Z</updated>
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    <content type="html">&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Battle for the Couch&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Tabata&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Comico&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG-13&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Coppia:&lt;/strong&gt; Bill/Bushido&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avvisi:&lt;/strong&gt; Slash&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &amp;quot;Quella del divano, in casa Kaulitz, era una faccenda complicata.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Before you begin:&lt;/b&gt; Indovinate un po'? Questa storiella non ha la pretesa di mostrarvi Tom Kaulitz, Bill Kaulitz e Anis Youssef Mohamed Ferchichi (Bushido) per come sono perch&amp;eacute; non li conosco e - a dire il vero - neanche me ne frega qualcosa di indovinarne i caratteri. Anche se in altra sede ci ho probabilmente preso alla grande. La storia non &amp;egrave; stata scritta a fini di lucro, pertanto, ricapitolando, questi non sono davvero loro e io non ci prendo una lira. In nome del grande dio del fnagirling, amen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;BATTLE FOR THE COUCH&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella del divano, in casa Kaulitz, era una faccenda complicata.&lt;br /&gt;Non che lo fosse &lt;i&gt;prima&lt;/i&gt;. Lo era diventata &lt;i&gt;dopo&lt;/i&gt;. C&amp;rsquo;era stato un tempo in cui il divano, come mobile atto a poggiare il culo di fronte alla televisione, non era affatto argomento di grandi discussioni. L&amp;rsquo;oggetto in questione, bello, di pelle nera e lucida, era abbastanza grande per ospitare entrambi i gemelli Kaulitz senza grossi problemi, tantopi&amp;ugrave; che ai gemelli, per dire, stare su quel divano in due, annodati come calzini spaiati in lavatrice, era anche piaciuto per un certo periodo. E questo era appunto il &lt;i&gt;prima&lt;/i&gt;. A seguire era arrivato Bushido che, di per s&amp;eacute;, col divano non aveva niente a che fare. Non era suo, il divano. N&amp;eacute; era sua la casa. N&amp;eacute; tanto meno i gemelli Kaulitz. Uno s&amp;igrave;, magari, ma l&amp;rsquo;altro non era affar suo. Nonostante questo, come sempre succedeva quando c&amp;rsquo;era lui di mezzo, dopo il suo arrivo, era cambiato tutto. E questo era appunto il &lt;i&gt;dopo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Come si evince, dunque, un prima e un dopo c&amp;rsquo;erano ed erano anche importanti, per la questione in oggetto, che poi era il divano. &lt;br /&gt;Bushido in casa Kaulitz c&amp;rsquo;era entrato per vie piuttosto comuni. La richiesta pubblica di sesso orale non c&amp;rsquo;entrava niente. Bill nemmeno l&amp;rsquo;aveva considerata, quella, gli era entrata da un orecchio per poi uscire dall&amp;rsquo;altro, senza nemmeno sballottare un po&amp;rsquo; nella cassa di risonanza creata da un cervello spesso assente. Cos&amp;igrave;, escluse tutte le porcate da scandalo televisivo, come le proposte di matrimonio, oppure lui stesso medesimo che si leccava tutte le dita con aria poco fraintendibile, Bushido aveva dovuto faticare e guadagnarselo, il ragazzino, a furia di orologi costosi, di scarpe ancora pi&amp;ugrave; care e di un numero incalcolabile di biglietti d&amp;rsquo;aereo. Bushido in quella casa c&amp;rsquo;era entrato dalla porta, dopo un corteggiamento da primi del novecento, senza vedere le grazie di Bill nemmeno da lontano. Nemmeno per sbaglio. Cos&amp;igrave; quel divano era diventato la sua unica possibilit&amp;agrave; di allungare le mani. Come un ragazzino, stendeva il braccio con noncuranza sulla spalliera del divano e appoggiava le dita sulla spalla di Bill, ci provava almeno, e se quello non si muoveva, allora stringeva la presa. Se lo tirava anche un po&amp;rsquo; addosso magari, ecco, tanto per sentire la pelle calda attraverso la stoffa. Si consolava cos&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Il divano era il massimo che potesse chiedere a Bill, che ogni tanto si dimenticava le regole e gli si spalmava addosso durante i film romantici e tra un bacio e l&amp;rsquo;altro ci stava anche una palpatina, una soltanto, perch&amp;eacute; a darne di pi&amp;ugrave; Bill si ricordava che dovevano fare le cose con calma. Bushido si chiedeva ancora se questa calma sarebbe mai diventata fretta, un giorno. Uno qualsiasi, ma un giorno, per Dio, s&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Il punto, e qui si tornava alla disquisizione sul divano, era che la casa era appunto dei Kaulitz, che erano indubbiamente in due. Tom non aveva preso bene il passaggio tunisino dal prima al dopo. Improvvisamente, da un giorno ad un altro, aveva sviluppato un amore tale per quel divano da negare categoricamente di poterlo lasciare libero ai due innamorati.&lt;br /&gt;- Devo vedere la tv, - era la scusa pi&amp;ugrave; usata, in genere. C&amp;rsquo;era sempre un film interessante, che non poteva assolutamente perdere. Cos&amp;igrave; si piazzava ad un&amp;rsquo;estremit&amp;agrave; del divano, e relegava gli altri due all&amp;rsquo;altra e quelli, ovviamente, non &amp;egrave; che potessero fare pi&amp;ugrave; di tanto, se non guardare il film.&lt;br /&gt;Bushido inizialmente aveva preso la cosa con filosofia, forte dei suoi trent&amp;rsquo;anni e del proprio autocontrollo. Aveva riso, si era tirato contro il suo fidanzatino di inizio secolo e aveva guardato il film. Questo per le prime dodici volte. Poi i suoi trent&amp;rsquo;anni gli avevano fatto notare che non scopava da mesi, lui che aveva medie non propriamente comuni, e quindi aveva cominciato  ad irritarsi. Lo aveva fatto ancora di pi&amp;ugrave; rendendosi conto che Bill nemmeno si era accorto della presenza del fratello. A lui bastava accoccolarsi al suo fianco con i suoi dolcetti, le sue caramelle o i suoi pop corn e vedersi il film. Tom non era per lui di nessun ingombro. E dire che Bushido faticava a capire come non si potesse trovare ingombrante un essere di un metro e ottanta che ti guarda cos&amp;igrave; male da farti un foro nella testa col solo sguardo. &lt;br /&gt;Quella era una di quelle sere. Bushido era arrivato, era stato salutato dagli urletti festosi del suo fidanzato in ghingheri e quindi si erano sistemati sull&amp;rsquo;unica met&amp;agrave; di divano che Tom gi&amp;agrave; non avesse colonizzato con i suoi chilometri di arti. Ora, Bushido si era preparato un lunghissimo discorso per spiegare a Bill che la situazione non era pi&amp;ugrave; sostenibile, che le cose dovevano cambiare &amp;ndash; per la miseria &amp;ndash; e che se gli voleva un po&amp;rsquo; di bene -  neanche tanto, bastava un po&amp;rsquo;, giusto l&amp;rsquo;affetto che rivolgi ad un essere umano quando questo, palesemente, ti venera, - bisognava che parlasse con suo fratello e che i due venissero a patti in qualche modo. Bill non voleva forse accontentarlo un pochino? Bushido non chiedeva nemmeno del sesso &amp;ndash; cio&amp;egrave; lo chiedeva, per Odino e tutti gli Dei Nordici, ma non era questo il punto della questione. Ora come ora gli sarebbe bastato poter avere un cazzo di divano per intero su cui sopportare due ore di film e annusare Bill di sfuggita. Insomma, era gi&amp;agrave; abbastanza castrante non poterselo portare a letto, che per lo meno gli si concedesse la possibilit&amp;agrave; di limonarselo con un po&amp;rsquo; di riservatezza. Quindi, aveva preparato questo discorso ma Bill era gi&amp;agrave; in stato euforico zucchero-indotto quindi parlarci era pressoch&amp;eacute; impossibile. Quando il numero degli zuccheri di Bill superava quello delle cellule neuronali, il moro non capiva niente che non fossero cose incredibilmente stupide per le quali entusiarmarsi senza ritorno, il che poteva includere alternativamente, o anche tutte insieme, le seguenti cose: bambini, cuccioli, alberi, fiori, casette, cartoni animati e Nena. Quindi introdurre la spinosa questione di un fratello da traslocare altrove era fuori discussione. Per altro, era fuori discussione anche parlare con Tom, perch&amp;eacute; quello di lui non ne voleva sapere. &amp;ldquo;Tunisia, forse non hai capito,&amp;rdquo; lo aveva apostrofato un giorno, tornando a sedersi sulla sua met&amp;agrave; di divano con una lattina gigante di coca e una ciotola di pop corn nella quale suo fratello, nemmeno cinque minuti dopo, avrebbe infilato tutta la testa. &amp;ldquo;Io con te non ci parlo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Bushido aveva avuto due possibilit&amp;agrave;: far buon viso a cattivo gioco e sorridere, oppure massacrarlo di botte finch&amp;eacute; di lui non fosse rimasta che una poltiglia di ossa e sangue. Siccome la seconda opzione avrebbe posticipato le riprese del suo film di quasi dieci anni, diciamo, aveva preferito ripiegare sulla prima. Questo era successo molto tempo prima e da allora Tom aveva tenuto fede alle sue parole, limitandosi a salutarlo quando entrava e, soprattutto, quando usciva.&lt;br /&gt;Dopo una lunga riflessione, durata quasi tutta la scena iniziale del film che stavano guardando e del quale gli era sfuggito pure il titolo &amp;ndash; d&amp;rsquo;altronde Bill si era limitato a sventolargli davanti la custodia del DVD molto velocemente, per poi proseguire ancheggiando in un paio di pantaloni di pelle che, a detta di Bushido, erano di per s&amp;eacute; un&amp;rsquo;autorizzazione per lui a fargli qualunque cosa &amp;ndash; aveva deciso che per ottenere quello che voleva, doveva agire.&lt;br /&gt;Tom aveva occupato ben pi&amp;ugrave; di met&amp;agrave; divano con le gambe quasi distese. Bushido fece altrettanto. Allung&amp;ograve; le gambe fin quasi a mettergli i piedi in bocca e, tanto perch&amp;eacute; non gli venisse in mente di calciarlo via, si tir&amp;ograve; Bill in braccio, sfidando Tom a far cadere suo fratello.&lt;br /&gt;Tom ringhi&amp;ograve;  per qualche minuto, poi allung&amp;ograve; una mano e di scatto, come i prestigiatori con le tovaglie sui tavoli apparecchiati, tir&amp;ograve; via da dietro la schiena di Bushido entrambi i cuscini.&lt;br /&gt;Bushido recuper&amp;ograve; il terzo che rimaneva e glielo tir&amp;ograve; in faccia, nascondendo poi la mano quando Bill si gir&amp;ograve; sbattendo gli occhioni con aria interrogativa. &amp;ldquo;Non preoccuparti, amore, non &amp;egrave; niente,&amp;rdquo; cinguett&amp;ograve;, baciandolo sul naso. &amp;ldquo;Ti piace il film?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; stupendo!&amp;rdquo; Comment&amp;ograve; Bill, tornando a guardare lo schermo un attimo prima che Tom sollevasse la sua lattina di coca cola e la posizionasse sopra la giacca di Bushido, adagiata sulla spalliera del divano. Il tunisino scosse la testa, Tom non avrebbe osato farlo.&lt;br /&gt;Tom ghign&amp;ograve;, quindi rovesci&amp;ograve; il liquido che col&amp;ograve; lungo l&amp;rsquo;abito di sartoria, sotto gli occhi sconvolti di Bushido. &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Vado in bagno!&amp;rdquo; Annunci&amp;ograve; il moro, voltandosi verso entrambi. I due lo guardarono amorevolmente, nessuna traccia d&amp;rsquo;odio sui loro volti, che tornarono due maschere da incubo una volta che Bill fu sparito nel corridoio.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Comincia a pregare,&amp;rdquo; sibil&amp;ograve; Bushido.&lt;br /&gt;Tom ghign&amp;ograve;. &amp;ldquo;Prima le signore&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;attimo dopo, Tom lo aveva riempito di pop corn e Bushido aveva letteralmente divelto la visiera di uno dei cappellini del ragazzo, appoggiato sul pavimento.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Tu sei un mostro!&amp;rdquo; Sbraitarono in coro.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Questa me la paghi.&amp;rdquo; All&amp;rsquo;unisono.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E piantala di ripetere.&amp;rdquo; In tandem.&lt;br /&gt;Bushido rimase a guardare Tom incagnito per qualcosa come due minuti. Centoventi secondi di troppo, dal momento che aveva trent&amp;rsquo;anni e non poteva &amp;ndash; culetto di Bill o meno &amp;ndash; scendere al livello di un ragazzino di diciannove anni. Era umiliante. &amp;ldquo;Senti, Tom, ne ho abbastanza.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Anche io. Perch&amp;eacute; non ti alzi, prendi la tua giacca, la tua auto e non te ne torni a casa?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non potremmo trovare una via di mezzo?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;L&amp;rsquo;unica via di mezzo plausibile &amp;egrave; che tu non poggi il culo su questo divano.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Bushido sospir&amp;ograve;. &amp;ldquo;E dove starebbe la via di mezzo?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Sta tra me che accetto che tu stia qui, assolutamente impossibile, e io che ti denuncio per pedofilia, aggravata da circonvenzione di incapace. La via di mezzo &amp;egrave; che tu non poggi il culo su questo divano, ma te ne stai seduto che so, sulla poltrona. Nell&amp;rsquo;ingresso. Sulla tua auto&amp;hellip; a casa tua?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Cos&amp;rsquo;ha di importante questo divano per te?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Niente, mi fa anche schifo.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;E allora?!&amp;rdquo; Bushido sollev&amp;ograve; entrambe le mani in preda all&amp;rsquo;isteria.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Mio fratello ha deciso di non dartelo&amp;hellip; non fare quella faccia, lo so che non te lo ha dato perch&amp;eacute; me lo ha detto. Mi dice tutto quello che fate, anzi, solo per questo il divano andrebbe cambiato,&amp;rdquo; puntualizz&amp;ograve; il ragazzino. &amp;ldquo;Comunque, se lui non te lo d&amp;agrave; e passa il tempo con te a guardare film, significa che l&amp;rsquo;unico luogo in cui tu tenterai di allungare le mani con lui &amp;egrave; questo. Ergo non ti voglio su questo divano.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Io e tuo fratello stiamo insieme.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Lo so.Un problema alla volta.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Di che problema state parlando?&amp;rdquo; Chiese Bill di ritorno dal bagno, sbattendo gli occhioni ambrati. &lt;br /&gt;Tom gli sorrise angelico. &amp;ldquo;Niente di grave, Bushido se ne stava andando.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Eh?&amp;rdquo; Gli occhi del tunisino divennero due scodelle.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ma si, non fare complimenti, &lt;i&gt;Anis&lt;/i&gt;, se tua madre ha l&amp;rsquo;influenza sono certo che Bill non ti tratterr&amp;agrave; qui,&amp;rdquo; continu&amp;ograve; Tom.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;No, certo che no! Povera signora Louise Maria!&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Gi&amp;agrave;, povera signora Louise,&amp;rdquo; Tom si alz&amp;ograve; e aiut&amp;ograve; Bushido ad indossare la giacca umida, battendogli anche una mano sulla spalla  con fare compassionevole mentre l&amp;rsquo;uomo tentava di nascondere i ringhi di fronte a Bill. &amp;ldquo;Vai pure a casa. Vi mettete sul divano, una bella coperta, un bel film&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Bill, che era ormai tutto un chiocciare preoccupato, lo accompagn&amp;ograve; fino alla porta, assicurandosi che Bushido avesse intenzione di prendersi cura della sua povera mamma malata, nemmeno fosse Cappuccetto Rosso e Bill stesse per spedirlo nella foresta con il lupo cattivo. Gli chiuse bene perfino il cappotto, tanto per essere sicuri. &amp;ldquo;E non preoccuparti, d&amp;rsquo;accordo? A me far&amp;agrave; compagnia Tomi..&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Gi&amp;agrave;,&amp;rdquo; sibil&amp;ograve; tra i denti Bushido.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;A tal proposito, Anis&amp;hellip;&amp;rdquo; mormor&amp;ograve; un po&amp;rsquo; imbarazzato il ragazzino, lisciandogli distrattamente il risvolto della giacca.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;S&amp;igrave;.?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non so se l&amp;rsquo;hai notato,&amp;rdquo; continu&amp;ograve; abbassando la voce. &amp;ldquo;Ma credo che Tom si senta a disagio quando stiamo, sai, sul divano, ecco.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Si?&amp;rdquo; La giornata forse stava volgendo in meglio. Adesso Bill gli avrebbe detto che sarebbe stato pi&amp;ugrave; carino nei confronti di suo fratello trovarsi in un posto pi&amp;ugrave; appartato. Magari in camera sua.&lt;br /&gt;&amp;ldquo;.. ecco. Magari sarebbe pi&amp;ugrave; carino, nei confronti di Tom, se quando vieni qui&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;S&amp;igrave;?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;&amp;hellip; ti sedessi sulla poltrona.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Note dell'autrice:&lt;/b&gt; Questa breve storiellina era stata iniziata cinque milioni di anni fa (tra un dinosauro e l'altro) e mai finita. Poi ieri me la sono ritrovata per caso tra le mani e pur di non scrivere ci&amp;ograve; che in realt&amp;agrave; devo scrivere, l'ho finita. La storia &amp;egrave; collocabile in qualsiasi mese, di qualsiasi anno, in quasi tutti gli universi paralleli ed &amp;egrave; valevole anche per qualsiasi altro personaggio in circolazione (ma questi tre erano pi&amp;ugrave; bellini). E insomma, non che ci sia molto da dire. E' una cosina cos&amp;igrave; xD&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>[Fanfiction] La cena per farli conoscere  - [PG-13]</title>
    <published>2009-03-10T12:15:12Z</published>
    <updated>2009-03-10T12:15:12Z</updated>
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    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; La cena per farli conoscere&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Tabata&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Commedia, temo. Boh.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating: &lt;/strong&gt;PG-13&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Coppia:&lt;/strong&gt; (citazioni di) BillxBushido; EkoxValezka&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto: &lt;/strong&gt;&lt;i&gt;In fondo Bill non era poi cos&amp;igrave; difficile da accontentare.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Before you begin:&lt;/strong&gt; Le solite cose. L'EGJ, l'AB e tutti i rapper ad esse legati non mi appartengono, non li conosco e, di conseguenza, non ci prendo nemmeno un centesimo tantopi&amp;ugrave; che, a ben pensarci, se tipo, Chakuza o Fler, o anche Eko, mi consoscessero mi querelerebbero. La questione di Eko, Savaas e Valezka &amp;egrave; un po' rimaneggiata perch&amp;eacute; a me serviva cos&amp;igrave;. Amen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;center&gt;LA CENA PER FARLI CONOSCERE&lt;/center&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;entrata del pub era lurida.&lt;br /&gt;La porta di legno era ricoperta di un tale strato di morchia e di unto che c&amp;rsquo;era da aver paura a metterci anche sopra la mano. Questo significava grossi guai.&lt;br /&gt;Eko Fresh aveva imparato molto tempo prima a distinguere le discussioni dai luoghi in cui si sarebbero svolte. Le persone avevano svariate abilit&amp;agrave;, quella era la sua. Certo ce n&amp;rsquo;erano di migliori, ma c&amp;rsquo;era poco che lui potesse fare a riguardo. La sottile arte di interpretare i luoghi pubblici l&amp;rsquo;aveva sviluppata con il tempo, e soprattutto con Bushido, il quale aveva il brutto vizio di scegliere la bettola in cui ubriacarsi a seconda di quanto forte, pesante e imbarazzante dovesse essere l&amp;rsquo;ubriacatura. C&amp;rsquo;era una bella differenza, infatti, tra sedersi in un bel bar elegante, di quelli che pretendevano da Eko un completo che doveva farsi prestare da suo fratello, e sorseggiare qualche bicchiere di un costosissimo vino francese che non sapeva nemmeno pronunciare, e ridursi uno straccio, in un locale di Templehof che per raggiungerlo rischiavi di venir derubato quattro volte.&lt;br /&gt;Erano due stati mentali diversi. Nel primo caso non si trattava di una vera e propria ubriacatura, quanto del tentativo di allontanare i problemi con stile. Nel secondo caso era la volont&amp;agrave; di annegare il problema sotto un litro di birra e poi rivomitarlo il pi&amp;ugrave; lontano possibile da casa.&lt;br /&gt;Questo, ovviamente, era il secondo caso. Bushido lo aveva chiamato con la voce gi&amp;agrave; un po&amp;rsquo; impastata e gi&amp;agrave; lamentandosi della piaga di turno, che poi non cambiava mai, da sei mesi a questa parte, ed era sempre Bill.&lt;br /&gt;Eko Fresh era consapevole che il loro mondo di duri era stato ribaltato da un ragazzino, che aveva capovolto tutto senza nemmeno tanto sforzo, per altro. Giusto quel paio di occhioni languidi, la vocina e il suo modo di chiederti le cose come se gli dispiacesse disturbarti, che poi mica era vero ma ci cascavi sempre. La crew era tutta impazzita per Bill. Un branco di uomini adulti agli ordini di un diciannovenne sessualmente confuso che era entrato di prepotenza non solo nella vita di Bushido, ma anche nella loro, e non aveva chiesto il permesso a nessuno. Quando l&amp;rsquo;universo si era ribaltato per esaudire i suoi desideri, Eko Fresh aveva fatto in modo di trovarsi un posticino ai margini della galassia dal quale potesse vedere, ma dove nessuno sarebbe venuto a chiedergli niente. Non voleva finire come Chakuza, lui, che era ormai asservito a Bill senza ritegno. Gli faceva da autista e da accompagnatore, ogni volta che Bushido non c&amp;rsquo;era, tanto che avevano finito per prenderlo in giro. E le prese in giro erano state cos&amp;igrave; allusive che Bushido e Bill ci avevano fatto due o tre litigate sull&amp;rsquo;argomento, perch&amp;eacute; il tunisino era diventato molto geloso, tanto da toglierglielo quell&amp;rsquo;autista, finch&amp;eacute; Bill non gli aveva dato del coglione deficiente &amp;ndash; proprio cos&amp;igrave;, coglione deficiente &amp;ndash; e Bushido era stato costretto a scusarsi e a notare come Chakuza, per quanto con Bill ci si trovasse tanto bene, aveva un&amp;rsquo;agendina piena di donne e preferiva di gran lunga continuare a scoparsi quelle. &lt;br /&gt;Non che fosse l&amp;rsquo;unico disgraziato della crew, comunque. D-Bo, per dire, non aveva pi&amp;ugrave; un minuto di pace da quando, una sera, per sbaglio, si era lasciato sfuggire che gli piaceva The Notebook. Adesso non c&amp;rsquo;era un mese che Bill gli risparmiasse la visione del film. La vita di Kay One era sostanzialmente finita quando Bill aveva scoperto che gli piacevano i giochi da tavolo. Sotto sua precisa richiesta, Saad e Nyze stavano tentando di insegnargli le regole del calcio da almeno quattro mesi, senza successo. L&amp;rsquo;unica cosa che Bill riuscisse ad imparare erano i nomi dei giocatori, e solo se erano belli, altrimenti nemmeno quello. In compenso conosceva per filo e per segno tutte le case di moda per le quali avevano posato.&lt;br /&gt;Ecco perch&amp;eacute; Eko adorava il suo posticino ai margini della galassia, l&amp;igrave; Bill non poteva raggiungerlo con le sue manine ungulate. Evidentemente questo non era sufficiente a stare fuori dai guai, dal momento che dove non arrivava la Principessa, arrivava il re.&lt;br /&gt;E questo spiegava il bar lurido, Bushido buttato ad un tavolo con la faccia come uno straccio e lui che si sedeva con un sospiro e chiedeva cos&amp;rsquo;era successo stavolta.&lt;br /&gt;- C&amp;rsquo;&amp;egrave; che questa volta lo butto fuori di casa &amp;ndash; rispose il tunisino, che non aveva bevuto tantissimo ancora, ma era come se lo avesse fatto, a giudicare dall&amp;rsquo;espressione.&lt;br /&gt;Eko non si scompose. Da quando Bill era arrivato, Bushido aveva minacciato di buttarlo fuori di casa almeno quaranta volte, senza mai farlo. Non che in effetti Bill ci vivesse davvero nella Casa Gialla, ma ci passava una considerevole quantit&amp;agrave; di tempo, tanto che lo si poteva pure buttare fuori con cognizione di causa. Solo che Bushido non aveva mai il coraggio di farlo davvero.&lt;br /&gt;- E perch&amp;eacute;? &amp;ndash; Chiese Eko, facendosi portare una birra. Se proprio doveva stare a sentire, voleva ubriacarsi un po&amp;rsquo; anche lui.&lt;br /&gt;Bushido agit&amp;ograve; la birra tenendola per il collo. &amp;ndash; Ha passato il limite, - disse, con una certa convinzione. Eko conosceva quella convinzione cos&amp;igrave; bene da sapere che era la stessa con la quale due mesi prima Bushido aveva giurato che non ne poteva pi&amp;ugrave; e che sarebbe andato con la prima che avesse trovato per strada, tanto non aveva certo bisogno di pregarle le donne, lui. Era finita che lui e Bill erano andati via in vacanza insieme per una settimana e Bill era tornato indietro con un sacco di storie non volute sulla loro vita sessuale.&lt;br /&gt;- Certo, - annu&amp;igrave; comunque Eko, dando un&amp;rsquo;occhiata nel locale fumoso, che era pieno di quel tipo di gente che non vorresti mai incontrare. La situazione doveva essere davvero, davvero grave. &amp;ndash; E che cos&amp;rsquo;ha fatto di preciso? -&lt;br /&gt;- Quello che non doveva fare, - fu la risposta. Molto esplicativa.&lt;br /&gt;La birra arriv&amp;ograve; con un bicchiere lurido che Eko decise di ignorare, dedicandosi alla bottiglia. Si tolse il cappuccio, quindi bevve un sorso. &amp;ndash; Dal momento che non sei ancora cos&amp;igrave; ubriaco da non comporre frasi coerenti, ti dispiacerebbe essere pi&amp;ugrave; chiaro? &amp;ndash;&lt;br /&gt;Bushido dovette trovarla una richiesta ammissibile, perch&amp;eacute; annu&amp;igrave;. &amp;ndash; Ricordi che la settimana scorsa si &amp;egrave; messo in testa di rivoluzionare la mia vita perch&amp;eacute;, a detta sua, c&amp;rsquo;erano cose che andavano assolutamente sistemate pena le ritorsioni del karma, o qualche altra cazzata simile? &amp;ndash;&lt;br /&gt;Eko, sfortunatamente, ricordava. Non c&amp;rsquo;era stato niente che gli permettesse di dimenticare la settimana appena trascorsa, durante la quale Bill si era messo in testa di rivestirli tutti da capo a piedi, e di insegnare loro a non imprecare cos&amp;igrave; tanto, e mille altre cose che li avrebbero portati alla pazzia se, da un giorno all&amp;rsquo;altro, Bill si fosse stancato di loro per dedicarsi - a quanto pareva &amp;ndash; interamente a Bushido. &amp;ndash; Ha di nuovo spostato tutti i mobili di casa tua secondo le leggi del Feng Shui? &amp;ndash;&lt;br /&gt;- No. -&lt;br /&gt;- Ti ha di nuovo stirato il muscolo di una spalla, convinto di saper fare i massaggi? &amp;ndash;&lt;br /&gt;- No. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Ha tentato ancora di farti il Kebab, fondendoti il frigorifero? &amp;ndash; Chiese Eko, quasi con orrore. La faccia da topo si contorse in una smorfia e gli occhi pallati divennero ancora pi&amp;ugrave; tondi.&lt;br /&gt;Bushido aggrott&amp;ograve; le sopracciglia. &amp;ndash; Eko, Bill non ha mai tentato di preparare il Kebab per me, che diavolo vai dicendo? - Comment&amp;ograve; guardandolo perplesso. &lt;br /&gt;Eppure Eko era sicuro che fosse successo, comunque non gli sembrava il caso di insistere. Evidentemente non era questo il punto. &amp;ndash; Ok, allora dimmelo tu che cos&amp;rsquo;ha combinato stavolta. Non &amp;egrave; che posso passare tutta la serata a giocare agli indovinelli. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Hai altro da fare, Eko? - &lt;br /&gt;Magari anche s&amp;igrave;, benedetto iddio, pens&amp;ograve; Eko. Magari voleva starsene a casa sua a guardare un film stupido. O magari era la volta buona che telefonava a Valezka. Erano mesi che si riprometteva di farlo. Gli occhi di Bushido, comunque, contenevano gi&amp;agrave; la risposta giusta. &amp;ndash; Ovviamente no, - rispose con un sospiro rassegnato. &amp;ndash; Avanti, Atze, spiegati. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Ha chiamato Fler. -&lt;br /&gt;Eko si ritrov&amp;ograve; a sputare la birra appena ingerita. &amp;ndash; Ha fatto cosa? &amp;ndash;&lt;br /&gt;Bushido bevve un secondo sorso per darsi coraggio, o per togliersi lucidit&amp;agrave;. &amp;ndash; Dice che questa guerra &amp;egrave; stupida, che &amp;egrave; scoppiata per un motivo imbecille e che non risolverla &amp;egrave; assolutamente da idioti, - spieg&amp;ograve;. &amp;ndash; Quindi ha deciso di prendere lui in mano la situazione. &amp;ndash; &lt;br /&gt;Dal momento che la rottura con l&amp;rsquo;Aggro Berlin lo riguardava, l&amp;rsquo;intera questione lo colse sul vivo e si ritrov&amp;ograve; a pensare che forse Bill avrebbe dovuto limitarsi a prendere in mano altra roba, piuttosto che la questione in oggetto. La guerra non era scoppiata per un motivo imbecille, era scoppiata per Valezka. E Valezka non era affatto un motivo imbecille. &amp;ndash; E quindi ha chiamato Fler , - ripet&amp;eacute;, con voce apatica.&lt;br /&gt;- Non solo, - continu&amp;ograve; Bushido, preso bene dalla discussione. &amp;ndash; Bill sostiene che basterebbe parlarsi. Parlarsi! No dico, ti pare che a furia di diss non ci siamo parlati abbastanza, io e Fler? -&lt;br /&gt;- Infatti, - fu immediatamente d&amp;rsquo;accordo Eko Fresh, come l&amp;rsquo;amichetta del cuore che stava in effetti interpretando. Quella che ti d&amp;agrave; ragione perch&amp;eacute; deve, non perch&amp;eacute; &amp;egrave; cos&amp;igrave;. &amp;ndash; Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; un bel niente da dire, tranne ricoprirlo di merda. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Esattamente. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- E quindi, che cosa pensi di fare? &amp;ndash;&lt;br /&gt;Bushido rimase in silenzio per qualche lungo istante, fissando un po&amp;rsquo; di birra caduta sul tavolo. &amp;ndash; Ci parler&amp;ograve;, - disse alla fine.&lt;br /&gt;Eko sollev&amp;ograve; un sopracciglio: non sapeva se fosse adeguato o meno fargli notare l&amp;rsquo;incoerenza delle sue scelte, per questo opt&amp;ograve; per un neutrale: - Ci parlerai? &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Non ho molta scelta, - comment&amp;ograve; Bushido, palesemente rassegnato. &amp;ndash; Bill ha organizzato una cena. &lt;br /&gt;- Tra te e Fler? &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Tra noi e loro, - precis&amp;ograve; il tunisino. &amp;ndash; Non so da dove gli venga la convinzione che qualche chiacchiera a cena possa risolvere le cose. &amp;ndash;&lt;br /&gt;Eko sapeva da dove gli arrivasse, gli arrivava da quel coglione di Chakuza che venendo da una famiglia bene di Linz, Austria, e non dal ghetto come ci si sarebbe aspettato, non ne sapeva assolutamente niente di guerre tra bande. Eko, tra l&amp;rsquo;altro, questa cosa mica l&amp;rsquo;aveva mai capita. Se non doveva venire dal ghetto, che fosse extracomunitario, almeno, come lui e Saad per dire. E invece no, quello veniva da Linz, 736 km da Berlino. Uno scandalo.&lt;br /&gt;Con ogni probabilit&amp;agrave;, doveva aver ripetuto per la milionesima volta &amp;ndash; come faceva sempre, per altro &amp;ndash; che qualunque questione ci fosse la potevano risolvere di fronte ad un piatto di crauti. Crauti, bah! Se c&amp;rsquo;era una cosa della Germania che a Eko non piaceva erano i crauti. La Turchia era un paese sufficientemente civilizzato per non mangiarli. Comunque, a parte questa cosa dei crauti, Bill doveva aver sentito Chakuza blaterare e doveva aver pensato che se una qualunque bega interna all&amp;rsquo;Ersguterjunge poteva essere risolta con del cavolo, allora lo stesso valeva per la guerra attualmente in corso. Di per s&amp;eacute; l&amp;rsquo;intero ragionamento faceva acqua da tutte le parti, ma Bill era pure convinto che il futuro del mondo fossero i supermercati senza cassieri quindi, insomma, non &amp;egrave; che Eko si stupisse tanto di questo modo di pensare.&lt;br /&gt;- Io non cener&amp;ograve; con Fler, - fu la prima cosa che disse, comunque, tanto perch&amp;eacute; fosse chiaro che da chiunque fosse partita l&amp;rsquo;idea, lui non ci stava.&lt;br /&gt;Bushido, naturalmente, era di tutt&amp;rsquo;altro avviso. &amp;ndash; Fler e Sido hanno accettato l&amp;rsquo;invito, - sibil&amp;ograve;. - Ti rendi conto, s&amp;igrave;, che non posso rifiutare? E che, di conseguenza, nessuno di voi pu&amp;ograve;? &amp;ndash;&lt;br /&gt;Eko, a differenza dell&amp;rsquo;Austriaco in trasferta, le sapeva bene queste cose. La loro unica possibilit&amp;agrave; di salvezza sarebbe stata che Fler e Sido fossero abbastanza seri da non accettare un invito del genere, ma ovviamente Fler e Sido non erano seri proprio per un cazzo e quindi lo avevano accettato. E ora non &amp;egrave; che Bushido poteva dire, Ehi, non ci avrete creduto davvero? Scusate, il mio ragazzino quasi minorenne si diverte a fare scherzi telefonici. Scusatelo, sapete com&amp;rsquo;&amp;egrave;, sono bambini!&lt;br /&gt;Non poteva proprio. Doveva pure assecondarla, questa cosa folle, far vedere che i suoi sottoposti facevano esattamente cosa voleva lui, non che prendevano il telefono e chiamavano i nemici giurati a caso di loro spontanea iniziativa. &lt;br /&gt;- Com&amp;rsquo;&amp;egrave; che quei due hanno accettato? - Chiese Eko, finendo la birra per poi ordinarne subito un&amp;rsquo;altra. Adesso capiva il perch&amp;eacute; della bettola lurida. Voleva arrivare anche lui a casa cos&amp;igrave; marcio da non capire nemmeno come si chiamava.&lt;br /&gt;- Non lo so, perch&amp;eacute;, - sospir&amp;ograve;. &amp;ndash; Probabilmente intendono servirsene dopo. Vuoi mica che vengano l&amp;igrave; a conversare amabilmente su un piatto di pasta. &amp;ndash; &lt;br /&gt;No, sarebbero venuti l&amp;igrave; ad insultare alternativamente tutti quanti, con un interesse specifico per lui, Bushido e la Principessa, quindi uno di loro avrebbe perso la pazienza e ci sarebbe stata la rissa. Forse anche qualche coltellata. Magari il morto. Eko non ci poteva pensare.&lt;br /&gt;- Quando e dove? &amp;ndash; Chiese.&lt;br /&gt;- Gioved&amp;igrave; prossimo, - Rispose Bushido con voce tetra. &amp;ndash; A casa mia. &amp;ndash;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La convocazione per l&amp;rsquo;Ersguterjunge era fissata per mezz&amp;rsquo;ora prima dell&amp;rsquo;ora che Bill aveva detto a Fler questo perch&amp;eacute; Bushido voleva essere certo di averli gi&amp;agrave; tutti in casa quando l&amp;rsquo;Aggro Berlin sarebbe arrivata. Eko, sulla porta di casa, con un dito sul campanello, era molto puntuale e molto se stesso, il che voleva dire che aveva il suo cappellino preferito, la sua maglia della fortuna e un paio di pantaloni nuovi di zecca con il cavallo che gli arrivava magnificamente alle ginocchia.&lt;br /&gt;Ad aprirgli fu Bill che, tipo, riluceva di luce propria. Dal modo in cui sorrideva contento, saltellando un po&amp;rsquo; mentre spalancava la porta, Eko dedusse che dovesse essersi fatto perdonare l&amp;rsquo;alzata di genio, a modo suo. Eko si imped&amp;igrave; di pensare qualunque cosa, a quel punto.&lt;br /&gt;- Eko! &amp;ndash; Cinguett&amp;ograve; Bill, scostandosi per lasciarlo passare. &amp;ndash; Sei il primo sai? -&lt;br /&gt;- Speriamo di non essere anche l&amp;rsquo;unico, - sospir&amp;ograve; il turco, passando alla padrona di casa un vassoietto di Baklava, comprati all&amp;rsquo;ultimo minuto gi&amp;agrave; che era di strada.&lt;br /&gt;Bill ci sbirci&amp;ograve; dentro all&amp;rsquo;istante. &amp;ndash; Devo metterli nel frigo?&lt;br /&gt;- Meglio, s&amp;igrave; &amp;ndash; Eko sospir&amp;ograve; di nuovo. Non era davvero possibile che tutto questo stesse accadendo davvero, era &amp;hellip; inadeguato.&lt;br /&gt;- Se cerchi Anis, si &amp;egrave; chiuso nello studio, - lo inform&amp;ograve; Bill, aprendo il frigorifero gigante della cucina. &amp;ndash; Star&amp;agrave; probabilmente borbottando attaccato al narghil&amp;egrave;. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Non dovresti sorprenderti che lo stia facendo, Principessa, - si lasci&amp;ograve; sfuggire Eko.&lt;br /&gt;Bill riemerse dal frigorifero. &amp;ndash; Ancora con questa storia? Prima di essere rapper siete persone, alcuni di voi, almeno. Sar&amp;agrave; una cena piacevole. &amp;ndash;&lt;br /&gt;Eko prefer&amp;igrave; non commentare oltre, offendere la Principessa non si poteva. Decise che fra le tante cose che invece poteva fare, tipo tagliare la corda, uccidersi o ubriacarsi prima delle nove di sera, quella pi&amp;ugrave; importante era recuperare Bushido dal baratro di autocommiserazione in cui si era isolato, probabilmente in seguito al fatto che Bill se lo era girato di nuovo tra le mani come un calzino facendosi scopare. &amp;ndash; Atze? &amp;ndash; Chiam&amp;ograve;. Dall&amp;rsquo;interno arrivavano i suoni tetri di una qualche ballata tunisina melensa e datata. Qualcuno avrebbe dovuto distruggere quei suoi vinili da mercatino delle pulci prima che la notizia si spargesse in giro.&lt;br /&gt;- Entra. -&lt;br /&gt;Eko lo trov&amp;ograve; come Bill glielo aveva descritto: disteso sui cuscini rossi e dorati, per terra sotto la finestra, abbracciato al narghil&amp;egrave;. &amp;ndash; Atze, hai un aspetto tremendo. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Grazie, Eko. -&lt;br /&gt;- No, dico davvero. Non esiste che ti fai trovare in questo modo, - il turco sospir&amp;ograve; e quindi si apprest&amp;ograve; a tirarlo su, tutti i settantaquattro chili di tunisino che era, e a spolverarlo un po&amp;rsquo;. &amp;ndash; Quelli arriveranno e si attaccheranno ad ogni minimo particolare, non ti puoi mica far trovare con il colletto storto sotto al maglione, che poi, Dio mio, perch&amp;eacute; sei vestito in questo modo? &amp;ndash;&lt;br /&gt;- E&amp;rsquo; stato Bill a scegliere i vestiti, - bofonchi&amp;ograve; Bushido, sistemandosi i polsini.&lt;br /&gt;Eko emise un sospiro talmente esasperato da fare quasi tenerezza. &amp;ndash; Quel ragazzino dev&amp;rsquo;essere una bomba a letto per ridurti in questo stato. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Anche sul divano, la lavatrice, il tavolo della cucina e quello da biliardo gi&amp;ugrave; in taverna, - asser&amp;igrave; il tunisino, con fare un po&amp;rsquo; trasognato. &amp;ndash; Non so neanche se ho firmato qualcosa nel mentre. -&lt;br /&gt;- Prega di non avergli comprato di nuovo qualcos&amp;rsquo;altro, - lo ammon&amp;igrave; Eko. E poi, borbottando tra s&amp;eacute; e s&amp;eacute; aggiunse: - Prima o poi gli cederai l&amp;rsquo;etichetta e ci ritroveremo tutti a cantare canzoni d&amp;rsquo;amore pop insieme a Tar&amp;eacute;&amp;eacute;c.&amp;ndash;&lt;br /&gt;Bushido rise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle nove in punto, quasi spaccando il secondo, Bill apr&amp;igrave; la porta a Sido e Fler, il primo con la maschera addosso, il secondo che sorrise infame l&amp;rsquo;attimo dopo che si fu ritrovato Bill davanti, nella sua scintillante versione Signora Ferchichi. L&amp;rsquo;Ersguterjunge tutta era alle spalle della Principessa, tesa e pronta a saltare alla gola. Pi&amp;ugrave; o meno, Chakuza per dire, era al telefono.&lt;br /&gt;Bill fece evidentemente finta di non vedere niente di tutto ci&amp;ograve;, e anzi li invit&amp;ograve; ad entrare, chiedendo a Sido se la maschera voleva metterla insieme al cappotto o voleva tenerla su, che tanto per lui era uguale. Dietro di lui, l&amp;rsquo;EGJ ringhiava.&lt;br /&gt;- Bushido, mi ricordavo che la cameriera fosse tunisina, - comment&amp;ograve; Fler, guardando Anis dritto negli occhi. Eko avrebbe voluto strangolarlo anche l&amp;igrave;, subito, ma si trattenne, principalmente perch&amp;eacute; c&amp;rsquo;erano regole da seguire e poi perch&amp;eacute; Losensky era alto, tipo, due metri e lui non aveva voglia di farsi ammazzare. Bill intanto, ignaro o finto tale, chiacchierava amabilmente con Sido che, no, non si era voluto togliere la maschera e ad Eko questa cosa non piaceva. In pi&amp;ugrave;, non poteva, quel benedetto ragazzino, smetterla di aggirarsi lontano da loro? Non si riusciva contemporaneamente a tenere d&amp;rsquo;occhio lui e anche Fler. &lt;br /&gt;- Ricordavi bene, difatti ti ha aperto il mio ragazzo, - rispose Bushido. &amp;ndash; Le diottrie che ti mancavano sono aumentate. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Cos&amp;igrave; tante cazzate in cos&amp;igrave; poche parole, Anis, -  annu&amp;igrave; Fler che aveva addosso una catena d&amp;rsquo;oro da un chilo e mezzo. &amp;ndash; Alla fine non sei cambiato un granch&amp;eacute;. &amp;ndash;&lt;br /&gt;Bushido avrebbe voluto rispondere, Eko voleva che rispondesse, ma non ne ebbe il tempo. Bill pass&amp;ograve; tra di loro portando due vassoi, seguito da Chakuza con gli altri tre, entrambi felici come due pasque.&lt;br /&gt;- Fler, potresti smetterla di fare battute sul mio conto e darmi una mano? Grazie, - Bill piazz&amp;ograve; in mano alla punta di diamante dell&amp;rsquo;Aggro Berlin un vassoio pieno di cibo e quindi scaric&amp;ograve; l&amp;rsquo;altro a Bushido. &amp;ndash; Anis-tesoro, tu porta questo. &amp;ndash;&lt;br /&gt;Anis-tesoro avrebbe voluto cambiare nome, stato e lavoro ma prese il vassoio e lo port&amp;ograve; in sala da pranzo, seguito da un Fler molto pi&amp;ugrave; basito di quanto avrebbe voluto.&lt;br /&gt;Eko si era aspettato questo tipo di scenario: loro tutti seduti intorno ad un tavolo a guardarsi in cagnesco in un silenzio tesissimo durante il quale nessuno avrebbe mangiato nemmeno un&amp;rsquo; oliva. Chakuza a parte, ovvio. E poi, come niente, coltelli a serramanico e offese pesanti. Se si perdeva troppo immaginava anche particolari truculenti come D-Bo in terra con una ferita alla gamba e la principessa con la matita tutta rovinata dalle lacrime. Niente di tutto questo, per&amp;ograve;, poteva avvenire se Bill continuava a parlare.&lt;br /&gt;Eko aveva imparato a proprie spese &amp;ndash; leggasi, con la caduta plurima dei propri timpani &amp;ndash; che se Bill iniziava a parlare e decideva di non smetterla, era il male. In questo preciso caso specifico, aveva iniziato a parlare portando i vassoi e non aveva pi&amp;ugrave; smesso. Loro, tutti loro, perfino Sido dietro quella cazzo di maschera, avevano dovuto iniziare a mangiare, per lo meno per distrarsi, perch&amp;eacute; non &amp;egrave; che ti venisse bene di guardare in cagnesco la gente con quel ciarlare continuo di sottofondo.&lt;br /&gt;La tavolata era stata decisa da Bill in persona e, dal punto di vista di Eko, era tutto un amorevole disastro, per dirla come l&amp;rsquo;avrebbe detta Bill, appunto. Bushido era a capo tavola, con alla sua destra il consorte cos&amp;igrave; scintillante da far paura, e alla sua sinistra Fler. Accanto a Fler Chakuza, a seguire tutto il resto dell&amp;rsquo;Ersguterjunge e quindi Sido, seduto preciso preciso di fronte a Eko che se lo guardava storto con grande impegno.&lt;br /&gt;- C&amp;rsquo;&amp;egrave; un modo per spegnerlo? &amp;ndash; Chiese Sido, sembrando non notare tutta la buona volont&amp;agrave; di Eko di interpretare la parte dell&amp;rsquo;acerrimo nemico cattivo.&lt;br /&gt;- No, purtroppo, - rispose Eko sovrappensiero, perdendo il tono quasi subito. &amp;ndash; Ce lo hanno dato senza il libretto di istruzioni. Tempo fa speravamo si scaricasse ma abbiamo raggiunto la conclusione che vada ad energia solare. &amp;ndash;&lt;br /&gt;Sido scoppi&amp;ograve; in una fragorosa risata che interruppe perfino Bill. Il capo dell&amp;rsquo;Aggro Berlin sollev&amp;ograve; una mano. &amp;ndash; Scusa, Bill. &amp;ndash; disse, - continua pure. &amp;ndash;&lt;br /&gt;Bill sorrise adorabile. &amp;ndash; Di cosa ridevate? &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Io ed Eko, qui, ci chiedevamo quando ti saresti fermato per respirare. -&lt;br /&gt;Il moro divenne rosso.&lt;br /&gt;- Eccole, le incredibili doti nascoste di Bill Kaulitz, - comment&amp;ograve; Fler.&lt;br /&gt;Il bello era che lo faceva senza guardare Bill, ma guardando altrove, nemmeno qualcuno lo avesse costretto a dirle queste cose. &amp;ndash; Sono mesi che ci chiediamo com&amp;rsquo;&amp;egrave; che voi due siate finiti insieme. -&lt;br /&gt;- A me sembra,  &amp;ndash; lo apostrof&amp;ograve; Bill, arricciando il naso, - che a questo tavolo siate tutti molto pi&amp;ugrave; bravi di me a trattenere il fiato, visto il genere di canzoni che fate. Devo forse pensare male? -&lt;br /&gt;Fler sbianc&amp;ograve; cos&amp;igrave; di botto che divenne quasi verde. Sido scoppi&amp;ograve; nella seconda risata della serata.&lt;br /&gt;- Sei una sagoma, sai, ragazzino, - comment&amp;ograve;. &amp;ndash; Non ti facevo cos&amp;igrave;. -&lt;br /&gt;- Questo perch&amp;eacute; siete sempre troppo impegnati ad urlarvi tutti contro per vedere come stanno le cose davvero, - comment&amp;ograve; Bill.&lt;br /&gt;- Se ti stai riferendo a me, guarda che &amp;egrave; stato il tuo principe marocchino a cominciare, chiaro? &amp;ndash; Salt&amp;ograve; su Fler, improvvisamente punto sul vivo.&lt;br /&gt;Bushido appoggi&amp;ograve; sul tavolo il bicchiere. &amp;ndash; Sono tunisino, - precis&amp;ograve;, come se fosse una cosa estremamente importante, al momento.&lt;br /&gt;- Quello che &amp;egrave;, - borbott&amp;ograve; Fler.&lt;br /&gt;- E io comunque non ho cominciato un bel niente, - precis&amp;ograve; ancora Bushido. &amp;ndash; Siete stati voi ad offendere Eko. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Ecco! -  Esclam&amp;ograve; il diretto interessato.&lt;br /&gt;Fler lo indic&amp;ograve; a braccio teso. &amp;ndash; Quello si era fatto la donna di Kool Savas! &amp;ndash; Sbrait&amp;ograve;, col tono del ragazzino che si giustifica di fronte alla madre, facendole notare che il fratellino ha fatto un danno maggiore.&lt;br /&gt;- Non mi ero mica fatto la tua! &amp;ndash; Protest&amp;ograve; Eko, con lo stesso tono, per altro.&lt;br /&gt;- Ma che c&amp;rsquo;entra! &amp;ndash; Fler si agit&amp;ograve; tutto, come un&amp;rsquo;aragosta nell&amp;rsquo;acqua bollente. &amp;ndash; E&amp;rsquo; una questione di principio! &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Quale principio? Quello di rompere le balle a me se mi faccio la donna di uno che nemmeno sta nella tua etichetta? &amp;ndash;&lt;br /&gt;Bill si pul&amp;igrave; educatamente la bocca. &amp;ndash; Scusate, ma di cosa stiamo parlando? Chi &amp;egrave; questa donna? &amp;ndash;&lt;br /&gt;Bushido, che per altro non aveva mai smesso di mangiare come tutti gli altri presenti a tavolo, sospir&amp;ograve;, allungandosi per servirsi di altra carne. &amp;ndash; Allora, in due parole. Eko si innamora di Valezka, che &amp;egrave; la donna di Kool Savas. All&amp;rsquo;Aggro Berlin li ricoprono di merda entrambi e io li difendo perch&amp;eacute; i due si amano. Quindi, di rimando, Fler insulta me. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- No, no, un attimo! &amp;ndash; Fler sollev&amp;ograve; un dito, inghiottendo una forchettata di spezzatino e passandosi la lingua sulle labbra. &amp;ndash; Tu hai insultato me, e quindi io mi sono difeso. -&lt;br /&gt;- Il fatto &amp;egrave; che non erano affari vostri! &amp;ndash; Comment&amp;ograve; Eko, tra un pezzo di pane e l&amp;rsquo;altro. &amp;ndash; Dovevo vedermela con Saavas, non certo con voi. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- E Bushido allora? &amp;ndash; Insistette Fler, mentre Bill gli passava il vassoio con le verdure.&lt;br /&gt;- Non sar&amp;agrave; che eri un po&amp;rsquo; geloso del fatto che Bushido si mettesse a difendere uno che conosceva da nemmeno sei mesi, invece che schierarsi dalla tua parte? &amp;ndash; Esord&amp;igrave; Chakuza, cos&amp;igrave; dal nulla, dopo aver finalmente smesso di messaggiare al telefono.&lt;br /&gt;Fler divenne istantaneamente rosso. &amp;ndash; Cazzate, - sibil&amp;ograve;.&lt;br /&gt;- Il punto della questione, - inizi&amp;ograve; Sido.&lt;br /&gt;- Il punto della questione &amp;egrave; che vi siete tutti fatti gli affari miei, - lo interruppe subito Eko, a cui questa cosa non andava gi&amp;ugrave; per diversi motivi. Primo, perch&amp;eacute; lui ancora ci stava male per Valezka. Secondo perch&amp;eacute; quella doveva essere una cena per far ragionare Fler e Bushido che, per quanto avessero litigato in occasione della sua fuga d&amp;rsquo;amore, avevano ben altri motivi per discutere.&lt;br /&gt;Fler sbuff&amp;ograve;, alzandogli occhi al cielo. &amp;ndash; Riesci a stare zitto un momento? &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Riesci a farti un etto di cazzi tuoi? -&lt;br /&gt;- Lo devi ripetere ancora per molto? &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Ragazzi? &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Fin quando non la smetterai. &amp;ndash;&lt;br /&gt;- Ragazzi. &amp;ndash; Questa volta la Principessa si era fatta sentire un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; severa, cos&amp;igrave; si erano girati tutti, sia i suoi uomini che Fler e Sido. &amp;ndash; D&amp;rsquo;accordo, fatemi capire. Eko litiga per una donna, voi tutti vi ci mettete in mezzo e alla fine Bushido lascia l&amp;rsquo;Aggro Berlin? &amp;ndash;&lt;br /&gt;Messa cos&amp;igrave; la cosa sembrava quantomeno stupida. In quattro finirono a grattarsi la nuca con aria molto imbarazzata.&lt;br /&gt;- Non &amp;egrave; proprio cos&amp;igrave;.&lt;br /&gt;- Le cose sono un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; complicate.&lt;br /&gt;Bill per&amp;ograve; non sembrava del loro stesso parere. &amp;ndash; Quindi voi avete continuato a litigare per anni, giocando a scarica barile su chi avesse iniziato per primo? Ma quanti anni avete? Quindici? &amp;ndash;&lt;br /&gt;I ragazzi rimasero tutti in silenzio, non sapendo cosa diavolo dire.&lt;br /&gt;- E poi, scusami, Eko, Valezka che fine ha fatto?&lt;br /&gt;- Abbiamo litigato, - annunci&amp;ograve; Eko. &amp;ndash; Ci siamo mollati.&lt;br /&gt;- No, davvero? Fratello, mi dispiace, - questo era Fler.&lt;br /&gt;- Grazie, - mormor&amp;ograve; Eko.&lt;br /&gt;Bill apr&amp;igrave; la bocca, la richiuse e la riapr&amp;igrave; di nuovo tre volte prima di dire qualcosa. &amp;ndash; Come sarebbe a dire che ti dispiace? Ma se lo hai ricoperto di merda?&lt;br /&gt;- S&amp;igrave; ma che c&amp;rsquo;entra? Quando le donne ti mollano &amp;egrave; sempre uno sbattimento. Quelle fanno sempre le stronze.&lt;br /&gt;- Ma era sempre la stessa, la donna di Kool Savas! &amp;ndash; Bill era sconvolto.&lt;br /&gt;- S&amp;igrave; ma vedi, piccolo, - tent&amp;ograve; di spiegargli Bushido, - sono due questioni diverse. Eko che si fa una donna non sua. E quella donna che molla Eko. &lt;br /&gt;- No che non sono due questioni diverse, - insistette il moro. &amp;ndash; Com&amp;rsquo;&amp;egrave; che lo hanno insultato perch&amp;eacute; ci stava insieme e adesso che quella lo ha mollato&amp;hellip;&lt;br /&gt;- Che ci siamo mollati, - precis&amp;ograve; Eko.&lt;br /&gt;-&amp;hellip; che si sono mollati, a Fler dispiace? &amp;ndash;&lt;br /&gt;Fler si mise a sbucciare una mela. &amp;ndash; Io non l&amp;rsquo;ho mai insultato perch&amp;eacute; si era messo con Valezka, ma perch&amp;eacute; Valezka era la donna di Savas.&lt;br /&gt;- E non &amp;egrave; la stessa cosa?&lt;br /&gt;Bill torn&amp;ograve; a sedersi su un coro di &amp;ldquo;No!&amp;rdquo; e quindi ognuno torn&amp;ograve; alla propria cena come se niente fosse. Quattro ore dopo, sulla porta della Casa Gialla, Eko si ritrov&amp;ograve; a pensare che alla fine la Principessa aveva avuto ragione, per quanto non c&amp;rsquo;avesse capito un granch&amp;eacute;, lei, di tutto quello che era successo. Quella cena era finita con lui che giocava alla playstation con Sido e insieme cercavano un modo per riprendersi Vale. Dal momento che adesso, a Kool, poco importava di lei &amp;ndash; se mai l&amp;rsquo;aveva considerata davvero, cosa di cui Eko dubitava -, Sido e l&amp;rsquo;Aggro Berlin non avevano nessun problema a dargli una mano. Certo avrebbero dovuto farlo di nascosto, perch&amp;eacute; la pubblicit&amp;agrave;, e la politica di mercato, sai Eko&amp;hellip; per Eko non c&amp;rsquo;era problema. A lui bastava riaverla.&lt;br /&gt;Sorrise, salutando la principessa, annoiata, che si spalmava addosso a Bushido nel tentativo di staccarlo dal suo acerrimo nemico senza per altro riuscirci. Era evidente che quella cena gli si fosse ritorta contro ampiamente: Fler e Bushido non si erano pi&amp;ugrave; scollati l&amp;rsquo;uno dall&amp;rsquo;altro, sembravano due ragazzine, seduti sul divano a raccontarsi chiss&amp;agrave; quali segreti.&lt;br /&gt;Salendo in macchina, diretto a casa, Eko non invidi&amp;ograve; affatto il proprio capo per quello che avrebbe dovuto subire, di l&amp;igrave; a qualche ora, quando Bill lo avrebbe costretto a farsi perdonare per averlo ignorato cos&amp;igrave; impunemente. E lui non avrebbe preteso del sesso, no, avrebbe preteso scarpe da centinaia di euro. C&amp;rsquo;era un&amp;rsquo;altra bevuta in arrivo, pens&amp;ograve;. Magari stavolta solo in un bel bar elegante. In fondo Bill non era poi cos&amp;igrave; difficile da accontentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Questo &amp;egrave; il mio regalo di compleanno per Liz, che diventa legale in tutti gli stati.&lt;br /&gt;E come ogni regalo doveva essere una Billshido e non lo &amp;egrave; manco per niente. Perlomeno, stavolta, sono riuscita a non mandarla in Bikuza, il che &amp;egrave; un miracolo, e per farlo ho dovuto fare di Chakuza un cretino. No dico, poi Liz, prova a dire che non ti voglio bene (L). Dunque, Eko narratore, &amp;egrave; la mia nuova fissa, e l'ho amato moltissimo, perch&amp;eacute; &amp;egrave; patato da morire. E s&amp;igrave;, mi sono autocitata. Dovevo farlo, ci stava troppo bene. Se non sapete dov'&amp;egrave; che mi sto citando, tanto meglio, vi sembrer&amp;ograve; pi&amp;ugrave; simpatica :D&lt;br /&gt;Il titolo se l'&amp;egrave; scelto Liz da sola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>[Paranormal Parisienne] Aggiornamento di Marzo</title>
    <published>2009-03-09T12:34:33Z</published>
    <updated>2009-03-09T12:34:33Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://meltinglullaby.altervista.org/Par-Par/" target="_new"&gt;&lt;img border="0" src="http://meltinglullaby.altervista.org/_altervista_ht/Link.jpg" alt="Believe" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Eccoci qua come ogni mese (in ritardo) con un nuovo aggiornamento della vita di questi due disgraziati. A questo giro abbiamo voluto raccontarvi la storia di Bjorn, del quale vi avevamo accennato qualche capitolo fa e del quale, comunque, in questa storia sempre si parla.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://parpar.altervista.org/SP_Bjorn.html"&gt;&lt;strong&gt;Le triangle magique&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (titolo nuovamente messo insieme senza la supervisione di chi il francese lo sa davvero) &amp;egrave; uno speciale, quindi un po' pi&amp;ugrave; breve del solito, ma - crediamo - un po' pi&amp;ugrave; intenso di quanto ci aspettassimo.&lt;br /&gt;Inoltre, prima di chiudere, tre doverosi ringraziamenti: il primo va a Liz che ci ha recensite su &lt;a href="http://www.criticoni.net/"&gt;&lt;strong&gt;Criticoni.net&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (abbiamo preso 9/10 \*O*/ - *momento di orgoglio totale*), il secondo va a Ruka, che ha sistemato alcuni dei titoli in francese. Il terzo va a quelli che commentano, permettendo a Tabata di non uscire fuori di melone. Grazie mille a tutti.&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://meltinglullaby.altervista.org/Par-Par/" target="_new"&gt;&lt;img border="0" src="http://meltinglullaby.altervista.org/_altervista_ht/Link.jpg" alt="Believe" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>[Paranormal Parisienne] Aggiornamento di Febbraio</title>
    <published>2009-02-15T23:28:06Z</published>
    <updated>2009-02-15T23:28:06Z</updated>
    <category term="par par"/>
    <content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a target="_new" href="http://meltinglullaby.altervista.org/Par-Par/"&gt;&lt;img border="0" alt="Believe" src="http://meltinglullaby.altervista.org/_altervista_ht/Link.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Pensavate che fossimo ferme per sempre, nevvero? MALFIDATE! E invece no, eravamo solo in ritardo di due gioiose settimane, per altro del tutto preventivate. Ora, sinceramente, non so se ce la facciamo a darvi un nuovo capitolo per il primo di marzo ma di certo vi arriver&amp;agrave; per la met&amp;agrave; del mese prossimo. O per il mese prossimo in generale, comunque arriva, ecco. Abbiate fede.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Comunque sia, tornaimo a noi e all'aggiornamento di febbraio. Quello di questo mese &amp;egrave; il terzo episodio e s'intitola (in un meraviglioso fanta-francese che spero qualche gentile pulzella ci corregger&amp;agrave; in caso di errore): &lt;a href="http://parpar.altervista.org/Episode03.html"&gt;&lt;strong&gt; Regard &amp;agrave; la base des choses&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, andate, leggete e - nei limiti del possibile - commentate. Io e Yulin ve ne saremo eternamente grate.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un grazie va a tutte le ragazze che fino a questo momento ci hanno seguito e sono state anche cos&amp;igrave; carine da dire la loro. &lt;br /&gt;Grazie, Grazie, Graze &amp;lt;3&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a target="_new" href="http://meltinglullaby.altervista.org/Par-Par/"&gt;&lt;img border="0" alt="Believe" src="http://meltinglullaby.altervista.org/_altervista_ht/Link.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Come vi racconto in breve...</title>
    <published>2009-02-07T14:51:17Z</published>
    <updated>2009-02-07T14:51:17Z</updated>
    <category term="ghettodrama - ekr"/>
    <category term="varie"/>
    <content type="html">Zu &amp;egrave; in ritardo - evento pi&amp;ugrave; unico che raro - quindi ne approfitter&amp;ograve; per raccontarvi un po' di fatti miei. Non che sia successo niente di eclatante, ma qualcosa dovr&amp;ograve; pur dirvela di tanto in tanto. Sia mai che si finisca col pensare che questo bellissimo blog sia stato abbandonato per sempre.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Dunque, il lavoro va discretamente bene. Ancora non mi capacito di alzarmi la mattina e desiderare di passare otto ore fuori da casa mia, di fronte ad un pc a sottotitolare trasmissioni di dubbio gusto e venir pure pagata per questo. Sono sbalordita.&amp;nbsp; Mi sono perfino innamorata di uno dei programmi e quando ci devo mettere sopra le mani, saltello felice.&lt;br /&gt; E dire che non c'&amp;egrave; nemmeno il gusto della suspance di seguire la gara all'interno del programma, visto che so gi&amp;agrave; chi vincer&amp;agrave; alla fine.&amp;nbsp; SpoilerLavorativo!Tab&lt;br /&gt; Comunque spero di riuscire a&amp;nbsp; migliorare in tempi brevi. Innanzi tutto perch&amp;eacute; sono ancora lentissima (nonostante sia gi&amp;agrave; migliorata rispetto a tre settimane fa) e poi perch&amp;eacute; ci sono ancora certe sfumature d'accento che mi impediscono fisicamente la comprensione delle parole. Must workin' on it, I guess.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; La stesura di &lt;strong&gt;Eine Kugel Reicht &lt;/strong&gt;procede a gonfie vele, anche se la storia &amp;egrave; finita. E' un po' come Marion Zimmer Bradley che continua a pubblicare libri nonostante sia morta da un pezzo. Inquietante...&lt;br /&gt; Nell'ultimo periodo abbiamo pubblicato: &lt;strong&gt;EXP + 10%&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Collide&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;I Will&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Schwarze Seite&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt; Le trovate tutte quante [&lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR"&gt;&lt;strong&gt;QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;], tra gli spin-off naturalmente.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ah! Zu mi ha regalato un bicchierino di carta di StarBucks, che &amp;egrave; bellissimo (mi si fa felice con poco!) e credo che ci finiranno dentro le monetine da 1, 2 e 5 centesimi. Anzi, ci sono gi&amp;agrave; finite. Vogliamo scommettere per quanto rimarranno l&amp;igrave; dentro prima di finire per terra insieme al bicchiere, travolte dalla mia proverbiale goffaggine? X'D&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ultimo, ma non per questo meno importante... anzi, ho cambiato stato su FaceBook &lt;strong&gt;&amp;lt;3&lt;/strong&gt;</content>
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    <title>[One Shot] A perfect Santa [PG-13]</title>
    <published>2009-01-10T14:08:16Z</published>
    <updated>2009-01-10T14:08:16Z</updated>
    <category term="fanfiction"/>
    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; A perfect Santa&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Tabata&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Comico&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating: &lt;/strong&gt;PG-13&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Coppia:&lt;/strong&gt; BillxBushido&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto: &lt;/strong&gt;&lt;i&gt;Di due uomini asserviti e di una guerra di vicinato.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://img363.imageshack.us/img363/1/aperfectsantaff3.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;(banner by me stessa medesima &amp;lt;3)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Before you begin...&lt;/b&gt; Bill, Bushido e Chakuza non mi appartengono. Questo testo non &amp;egrave; stato scritto a scopo di lucro, bens&amp;igrave; di fangirling. E i caratteri sono ipotizzati sulla base di quiquiglie e pinzillacchere. Come ogni altro testo. Enjoy!&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;b&gt;A PERFECT SANTA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Di due uomini asserviti e di una guerra di vicinato&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&amp;quot;No, non credo che quello andrebbe bene,&amp;quot; comment&amp;ograve; Bill, da dietro una pila di scatole alta quanto lui. Chakuza  espir&amp;ograve; frustrato ma si guard&amp;ograve; bene dal darlo a vedere e rimise la pallina in vetro di murano blu cobalto dove l'aveva presa. &amp;quot;Vedi se ce n'&amp;egrave; una blu oltremare.&amp;quot;&lt;br /&gt;Gli occhi di Peter Pangerl divennero due noci rotonde con un puntino in mezzo. Cosa cazzo era il blu oltremare, adesso? Si volt&amp;ograve; verso Bill con un sorriso stirato e annu&amp;igrave;. &amp;quot;Ora vedo, Principessa,&amp;quot; sibil&amp;ograve;.&lt;br /&gt;Bushido aveva detto: Chaky, accompagni Bill a comprare gli addobbi natalizi? Che era una domanda senza il &lt;em&gt;per favore&lt;/em&gt;, ossia era un ordine. Chakuza aveva dunque annuito, prendendo il suo incarico molto sul serio: prendere in prestito la macchina del capo, caricarci sopra la dolce met&amp;agrave;, portarla nel centro per la casa pi&amp;ugrave; costoso di tutta Berlino e quindi aiutarlo a selezionare, incartare e impilare quintali di palline, nastrini, fiocchetti e quant'altro.&lt;br /&gt;Lo aveva fatto - Dio gli era testimone - ma erano l&amp;igrave; da quattro ore! Quattro! E Bill si aggirava ancora tra gli scaffali. E tutto perch&amp;eacute;? Perch&amp;egrave; aveva gi&amp;agrave; in mente come, dove e in che modo sistemare le cose a casa... ma gli mancava una fottuta pallina blu. Oltremare, per altro.&lt;br /&gt;Si pass&amp;ograve; le tre enormi buste di decorazioni da una mano all'altra, intanto che frugava tra i cestoni delle palline. Non poteva andarsene lasciandolo qui: uno, perch&amp;eacute; Bushido lo avrebbe pestato a sangue; due, perch&amp;eacute; erano mesi che scarrozzava Bill in giro in lungo e in largo e non c'era stata una volta in cui gli fosse riuscito di piantarlo in asso l&amp;agrave; dov'era.&lt;br /&gt;&amp;quot;Chaku, l'hai trovata?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Si!&amp;quot; Ringhi&amp;ograve;, tirando su una pallina a caso e mostrandogliela.&lt;br /&gt;Bill storse il naso. &amp;quot;Hmm... sai cosa? Magari &amp;egrave; meglio rosso,&amp;quot; ragion&amp;ograve;. &amp;quot;Un bel rosso tiziano, di quelli pieni.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;E se invece tornassimo a casa?&amp;quot; Propose Chakuza, giulivo come un topo morto.&lt;br /&gt;&amp;quot;Ma &amp;egrave; ancora presto!&amp;quot; Piagnucol&amp;ograve; il moro, guardando fuori dalla vetrina dove, nel frattempo, era calata la notte e probabilmente era cambiato anche il millennio, pens&amp;ograve; Chakuza.&lt;br /&gt;&amp;quot;Atze ha chiamato,&amp;quot; s'invent&amp;ograve;, spingendolo frattanto verso le casse.&lt;br /&gt;&amp;quot;Perch&amp;eacute; non me lo hai passato?&amp;quot; Si lament&amp;ograve; Bill con gli occhioni.&lt;br /&gt;&amp;quot;Perch&amp;egrave; eri indaffarato a scegliere gli unicorni per la slitta di babbo natale,&amp;quot; prosegu&amp;igrave; Chakuza, prendendogli sacchetti dalle mani e spostandoli sul nastro trasportatore della cassa.&lt;br /&gt;&amp;quot;Sono renne, Chaku,&amp;quot; brontol&amp;ograve; il ragazzino.&lt;br /&gt;&amp;quot;E' lo stesso,&amp;quot; lo liquid&amp;ograve; in fretta, quindi tir&amp;ograve; fuori la carta di credito che Bushido gli aveva fornito - &lt;em&gt;&amp;quot;Fagli comprare quello che vuole!&amp;quot; &lt;/em&gt;- dalla tasca dei pantaloni e la pass&amp;ograve; alla deliziosa commessa con un sorriso. &lt;br /&gt;&amp;quot;E cos'ha detto?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Che ti vuole a casa immediatamente,&amp;quot; comment&amp;ograve; Chakuza, recuperando carta e scontrino, e caricandosi di tutte le buste mentre Bill saltellava felice al suo fianco, senza un solo pensiero al mondo: soprattutto quello di trasportare a casa i suoi acquisti. Questa cosa degli uomini della crew al suo servizio cominciava a piacergli molto.&lt;br /&gt;Chakuza decise che poteva ben infrangere qualche regola della strada se questo significava togliersi la donna del capo di torno per almeno qualche ora, prima che Bill o Bushido lo richiamassero di nuovo. Col fatto che Bill lo aveva preso in simpatia, il tunisino lo spediva sempre da lui quando c'era bisogno di accompagnarlo da qualche parte.&lt;br /&gt;&amp;quot;Chaku, lo sai che sei passato con il rosso?&amp;quot; Gli fece notare Bill, distrattamente, guardando fuori dal finestrino.&lt;br /&gt;&amp;quot;Non ti preoccupare, sono abituato.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;E perch&amp;egrave; io non posso mai farlo?&amp;quot; Piagnucol&amp;ograve; il moro. &amp;quot;Anis non me lo lascia mai fare.&amp;quot;&lt;br /&gt;C'erano volte in cui Chakuza era pi&amp;ugrave; che sicuro che, se fosse spettato a lui, lo avrebbe lasciato volentieri in mezzo ad un incrocio mentre scattava il verde.&lt;br /&gt;Mezz'ora dopo, parcheggiarono sul vialetto della grande casa gialla e, mentre Chakuza  rimetteva l'auto in garage, Bill afferr&amp;ograve; due buste a caso ed entr&amp;ograve; correndo in casa per far vedere i suoi acquisti. &amp;quot;Anis, tesoro! Sono a casa!&amp;quot;&lt;br /&gt;Anis-tesoro si stava godendo gli ultimi dieci secondi di silenzio prima del loro ritorno, seduto tra i cuscini del suo studio, con in mano il narghil&amp;eacute;. Completamente dimentico delle buone maniere e delle regole che vigevano non scritte tra lui e Bushido, Bill spalanc&amp;ograve; la porta con un tonfo e un broncino da manuale: &amp;quot;Anis, tesoro! Ma dove ti eri cacciato? Non ti trovavo pi&amp;ugrave;!&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;A dire il vero sono sempre stato qui,&amp;quot; comment&amp;ograve; l'uomo, riponendo con pazienza infinita il suo narghil&amp;eacute;.&lt;br /&gt;Bill non lo stava ascoltando. &amp;quot;Ho comprato un mucchio di cose.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Non lo metto in dubbio.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Vuoi vederle?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Posso forse esimermi?&amp;quot; Chiese il tunisino, con un briciolo - ma solo un briciolo - di speranza.&lt;br /&gt;Bill gli lanci&amp;ograve; un'occhiata infuocata. &amp;quot;Non credo proprio.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Appunto.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Dunque,&amp;quot; cominci&amp;ograve; Bill. E quando le sue frasi iniziavano con &lt;em&gt;dunque &lt;/em&gt;significavano ore di monologhi su argomenti di cui a Bushido fregava meno di niente. &amp;quot;Volevo iniziare con le decorazioni dell'albero, ma sono nei sacchetti che sta portando dentro Chakuza, percui passer&amp;ograve; alle decorazioni per la casa.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Per la casa,&amp;quot; annu&amp;igrave; vago l'uomo.&lt;br /&gt;&amp;quot;La scalinata centrale,&amp;quot; illustr&amp;ograve; Bill allargando le braccia, &amp;quot;sar&amp;agrave; tuuuuuutta... no aspetta, vieni ti faccio vedere.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Ma veramente...&amp;quot;&lt;br /&gt;Bill lo prese per mano e se lo trascin&amp;ograve; dietro fino all'atrio dove Chakuza stava facendo il mulo da soma e trasportando - da solo - le decine di sacchetti pesantissimi che Bill aveva magnanimamente lasciato in auto. &amp;quot;Dicevo...&amp;quot; ricominci&amp;ograve; Bill, salendo sul primo gradino della scalinata e allargando le braccia a prenderla tutta, &amp;quot;metteremo dei festoni dorati tutt'intorno ai corrimano e i festoni saranno decorati con delle palline d'argento che ho trovato e che sono un amore. Poi...&amp;quot; saltell&amp;ograve; fino alla finestra pi&amp;ugrave; vicina e la indic&amp;ograve;. &amp;quot;Metteremo neve finta sui rientri delle finestre e anche sui vetri. Adoro la neve finta, ti piace la neve finta?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Suppongo di s&amp;igrave;,&amp;quot; rispose prontamente Bushido che aveva imparato in fretta che se a Bill piaceva qualcosa, allora doveva piacere anche a lui.&lt;br /&gt;&amp;quot;Ma non &amp;egrave; finita qui. Vieni!&amp;quot; Bill se lo trascin&amp;ograve; dietro fino in giardino e fin sotto all'albero pi&amp;ugrave; grosso che c'era. &amp;quot;Ho deciso che questo &amp;egrave; l'albero che faremo in esterno.&amp;quot;&lt;br /&gt;Ho deciso era un'altra di quelle meravigliose formule portatrici di arcano significato. &lt;em&gt;Ho deciso&lt;/em&gt; significava &lt;em&gt;Non puoi ribattere che non vuoi&lt;/em&gt;. Bushido poteva soltanto apprezzare la scelta fatta e soccombere di fronte alla follia del compagno. &amp;quot;Ma Bill, amore,&amp;quot; inizi&amp;ograve; pazientemente. &amp;quot;Quest'albero, che per altro non &amp;egrave; un abete, &amp;egrave; alto pi&amp;ugrave; di 12 metri. Come pensi di decorarlo? Non ho un branco di scimmie ammaestrate da farti usare!&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Sciocco!&amp;quot; Cinguett&amp;ograve; Bill, girando intorno all'albero che aveva un tronco cos&amp;igrave; grosso che non sarebbero riusciti ad abbracciarlo in due. &amp;quot;Useremo un carrello elevatore!&amp;quot; concluse festante.&lt;br /&gt;&amp;quot;Un cosa?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Uno di quegli affari che ci monti sopra e ti tirano su,&amp;quot; spieg&amp;ograve; diligentemente il moro. &amp;quot;L'ho prenotato l'altro giorno. Lo porteranno qui a momenti.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Ma Bill, tesoro,&amp;quot; tent&amp;ograve; nuovamente il tunisino, che era ormai un uomo di un metro e novanta ridotto ad un mucchio di disperazione e fustrazione. &amp;quot;Non pensi che sia un tantino eccessivo come albero di natale? Non potremmo che ne so, farne uno in casa?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Oh ma faremo anche quello,&amp;quot; annu&amp;igrave; Bill con convinzione, aggirandosi per il giardino con la camminata decisa del folle. E Bushido dietro, quasi alle lacrime. &amp;quot;Questo &amp;egrave; per il vicino.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Il vicino, passerotto?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Quell'uomo &amp;egrave; insopportabile!&amp;quot; Decret&amp;ograve; Bill, con una luce omicida negli occhi.&lt;br /&gt;Bushido sollev&amp;ograve; un sopracciglio. &amp;quot;Ma non vi siete mai nemmeno visti,&amp;quot; comment&amp;ograve; un po' basito.&lt;br /&gt;&amp;quot;Non ha importanza!&amp;quot; Esclam&amp;ograve; ovviamente il cantante. &amp;quot;Non ho intenzione di sottostare al suo Babbo Natale da quattro soldi.&amp;quot;&lt;br /&gt;Bushido era un uomo molto paziente, era anche un uomo ragionevolmente disposto a lasciare che il suo ragazzo - carino, dolce, ma soprattutto appena uscito dall'adolescenza - gli riempisse la casa di festoni e neve finta se questo lo divertiva. Era disposto a cercare di capire che cosa gli passasse per il cervello, anche se a volte era del tutto impossibile; per&amp;ograve; in tutto questo proprio non comprendeva quale problema rappresentasse il babbo natale del suo vicino. &amp;quot;Vuoi spiegarti meglio, gioia mia?&amp;quot; Mormor&amp;ograve; esausto.&lt;br /&gt;&amp;quot;Quello!&amp;quot; Ringhi&amp;ograve; Bill inviperito, indicando con malcelato sdegno il tetto della casetta del suo vcino - per altro amabile vecchietto prossimo alla novantina. Sul tetto, in effetti, troneggiava un babbo natale di dubbio gusto alto pi&amp;ugrave; o meno tre o quattro metri che salutava i passanti con un braccio lento e ondulante.&lt;br /&gt;&amp;quot;Mi rendo conto che non sia il massimo del buon gusto, tesoro,&amp;quot; inizi&amp;ograve; cautamente l'uomo, ben sapendo che a dar torto a Bill non ci si guadagnava che crisi isteriche, &amp;quot;ma non posso veramente dirgli niente. E' casa sua, in fondo, pu&amp;ograve; rovinarla un po' come vuole.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;No tu non capisci. Io non posso tollerare che quello abbia decorazioni pi&amp;ugrave; grandi delle mie! Non esiste proprio,&amp;quot; sproloqui&amp;ograve; il moro, arruffandosi tutto. &amp;quot;&lt;em&gt;Io&lt;/em&gt; sto addobbando questa casa. Quindi questa casa non pu&amp;ograve; essere superata da... da... da un babbo natale che fa ciao ciao con la manina!&amp;quot;&lt;br /&gt;Bushido apr&amp;igrave; la bocca, seriamente deciso a dire qualcosa ma fu costretto a richiuderla perch&amp;eacute; non sapeva cosa dire in effetti. Cosa potevi rispondere al tuo ragazzo in piena evidente crisi premestruale che voleva superare le decorazioni del vicino come una casalinga disperata qualsiasi? Niente. Stavi zitto. Stavi zitto e osservavi, anche con un certo interesse, uno degli uomini della tua crew che scaricava la tua macchina da quanto? Mezz'ora?&lt;br /&gt;&amp;quot;Bill, angelo, ma cosa sta facendo Chaky?&amp;quot;&lt;br /&gt;Bill smise di guardare il babbo natale del vicino in cagnesco e si volt&amp;ograve; col musino arrossato dal freddo. &amp;quot;Oh,&amp;quot; batt&amp;eacute; le mani tutto contento. &amp;quot;E' la mia soluzione.&amp;quot;&lt;br /&gt;Chakuza stava imprecando in lingue a lui sconosciute e dimenticate da tempo immemore. Pi&amp;ugrave; che una soluzione sembrava un uomo molto provato.&lt;br /&gt;&amp;quot;E sarebbe, cucciolo?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Questo!&amp;quot; Esclam&amp;ograve; trionfante Bill, con la manina protesa.&lt;br /&gt;Solo a quel punto Bushido vide che aldil&amp;agrave; di Chakuza e sotto degli immensi teli c'era un'enorme slitta - dieci volte una slitta normale - con sopra un babbo natale in proporzione e sei... no sette bestie inqualificabili ricoperte di glitter.&lt;br /&gt;&amp;quot;Una slitta trainata da unicorni?&amp;quot; Chiese un po' basito prima di potersi fermare in tempo. Chakuza prov&amp;ograve; ad avvisarlo, ma non servi a nulla.&lt;br /&gt;&amp;quot;Non sono unicorni!&amp;quot; Sbrait&amp;ograve; Bill. &amp;quot;Vedi forse il corno?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Beh.. quello?&amp;quot; Chiese Anis, anche vagamente spaventato dallo scatto d'ira.&lt;br /&gt;Bill indic&amp;ograve; la testa dell'animale. &amp;quot;Anis, queste sono corna. Due. Plurale,&amp;quot; replic&amp;ograve;. &amp;quot;E' una renna. Sono tutte renne. E' la slitta di Babbo Natale. Chiaro?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Chiaro, pasticcino.&amp;quot;&lt;br /&gt;Ne segu&amp;igrave; un silenzio pesante, durante il quale Bushido rimase in attesa di un possibile secondo scatto d'ira e Chakuza liber&amp;ograve; le ultime renne dai propri teli, dichiarando finito il suo lavoro e dileguandosi in silenzio cos&amp;igrave; com'era arrivato.&lt;br /&gt;Alla fine, quando fu chiaro che Bill non avrebbe pi&amp;ugrave; parlato, Bushido si schiar&amp;igrave; la voce, arrischiandosi a fare la domanda che andava fatta. &amp;quot;E, tesoro,&amp;quot; tent&amp;ograve; di blandirlo. &amp;quot;Che cosa pensavi di farci con questa slitta?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Metterla sul tetto, &amp;egrave; ovvio,&amp;quot; lo liquid&amp;ograve; Bill con un gesto della mano, come se avesse detto una sciocchezza. Quindi strinse il pugno, infiammato dal sacro fuoco della vendetta. &amp;quot;Voglio vedere di chi &amp;egrave; la decorazione migliore!&amp;quot;&lt;br /&gt;Bushido sospir&amp;ograve;, gli occhi al cielo. &amp;quot;Bill posso farti notare che il tetto non  regger&amp;agrave; il peso della slitta e di babbo natale e delle renne? Ce lo ritroveremo in soffitta. E poi come avevi intenzione di portarcela lass&amp;ugrave; tutta questa roba pacchiana?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Col carrello elevatore, che domande fai!&amp;quot; Bill lo baci&amp;ograve; di sfuggita e gli batt&amp;eacute; una mano sulla guancia con fare paternalistico.&lt;br /&gt;&amp;quot;Il carrello elevatore sul tetto. Certo, cosa lo domando a fare,&amp;quot; comment&amp;ograve; l'uomo, ormai rassegnato al proprio destino.&lt;br /&gt;Quattro ore e molte imprecazioni dopo, Bushido aveva decorato l'albero in giardino sotto le direttive di un Bill dispotico e in piena crisi artistica. Con molto sforzo, altre imprecazioni e un paio di telefonate urgenti ai ragazzi della crew, anche la slitta era stata montata sul tetto che ora scricchiolava in maniera preoccupante. Al momento Bushido era disteso nella vasca, l'acqua torbida per il bagnoschiuma gli lambiva lo stomaco, calda e rilassante. Appoggi&amp;ograve; la testa contro il cuscino da vasca e pens&amp;ograve; che poteva passare il resto delle vacanze di natale l&amp;agrave; dentro. Da solo, possibilmente.&lt;br /&gt;La sua pace, manco a dirlo, dur&amp;ograve; si e no dieci minuti. Dopodich&amp;eacute;, Bill entr&amp;ograve; in bagno spalancando la porta con uno schianto devastante e gli si avvicin&amp;ograve; con in mano una spina elettrica.&lt;br /&gt;&amp;quot;B-bill?&amp;quot; Chiese preoccupato il tunisino. L'ultima cosa che si era aspettato era di morire per mano del fidanzato, elettrizzato in una vasca da bagno.&lt;br /&gt;&amp;quot;Appena avr&amp;ograve; attaccato questa,&amp;quot; inizi&amp;ograve; il moro con lo sguardo folle.&lt;br /&gt;&amp;quot;Adesso mettila gi&amp;ugrave;, d'accordo?&amp;quot;&lt;br /&gt;Bill scosse la testa. &amp;quot;Quell'insulso vecchino sapr&amp;agrave; con chi ha a che fare! Ah!&amp;quot;&lt;br /&gt;E detto questo, infil&amp;ograve; la spina nella prima presa disponibile, accompagnato dall'urlo di Anis. &amp;quot;Bill aspetta!&amp;quot;&lt;br /&gt;Un attimo dopo l'intera casa gialla divenne ancora pi&amp;ugrave; gialla, illuminandosi tutta. L'albero dentro casa, l'albero fuori casa, la slitta, le renne, tutto si accese in un'unica soluzione. La casa gialla brill&amp;ograve; per un solo istante. E poi si spense tutto, perfino il generatore di emergenza.&lt;br /&gt;&amp;quot;Anis?&amp;quot;&lt;br /&gt;Bill sent&amp;igrave; un sospiro nel buio, quindi il rumore dell'acqua che sgocciolava lungo il corpo dell'uomo appena fuori dalla vasca. Intu&amp;igrave; che si stava avvolgendo nell'asciugamano, quindi se lo ritrov&amp;ograve; addosso il secondo successivo. Anis lo avvolse in un abbraccio un po' umido, ma ancora tiepido dell'acqua del bagno, nel quale Bill si lasci&amp;ograve; andare, anche se incerto. Bushido gli nascose il viso nel collo, con aria solenne; poi, lentamente, Bill lo sent&amp;igrave; iniziare a ridacchiare.&lt;br /&gt;&amp;quot;Anis?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Tutto...&amp;quot; sbuff&amp;ograve; l'uomo in una risata, che si tradusse in brividi lungo il collo di Bill. &amp;quot;Hai fatto saltare l'intero impianto elettrico.&amp;quot;&lt;br /&gt;Bill si permise un mezzo sorriso confuso. Pi&amp;ugrave; che altro perch&amp;eacute; Anis sembrava ridere.&lt;br /&gt;&amp;quot;Cosa dovrei fare con te?&amp;quot; Gli chiese l'uomo, scuotendo la testa.&lt;br /&gt;A quel punto il sorriso di Bill si fece pi&amp;ugrave; furbo e sicuro. Si gir&amp;ograve; fra le braccia di Bushido e disegno col dito sulla pelle del suo petto. &amp;quot;Per quanto pensi che rimarr&amp;agrave; cos&amp;igrave; buio?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Hmm.. un bel po', temo.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;E come lo vogliamo passare questo tempo?&amp;quot;&lt;br /&gt;Al buio, il sorriso di Anis era bianco perlaceo. E bello. &amp;quot;Io un'idea ce l'avrei.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;E sareb-&amp;quot;&lt;br /&gt;In sequenza ci fu un CRACK. Poi un BANG. E infine qualcosa di simile ad un KATACRASH port&amp;ograve; una delle renne di babbo natale a fare capolino dal soffitto del bagno.&lt;br /&gt;Anis guard&amp;ograve; la renna con estrema intensit&amp;agrave;, quindi torn&amp;ograve; a guardare Bill che sfoder&amp;ograve; un paio di occhioni cos&amp;igrave; tondi, cos&amp;igrave; acquosi, cos&amp;igrave; schifosamente innocenti che Bushido riusc&amp;igrave; a fissarlo male per dieci secondi. Poi scoppi&amp;ograve; a ridere.&lt;br /&gt;&amp;quot;Dio, se sei un danno,&amp;quot; comment&amp;ograve;, baciandolo dolcemente sul collo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;*&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note dell'autrice:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dunque, innanzi tutto questo &amp;egrave; il regalo di Natale per la Liz. O meglio, &amp;egrave; 1/3 del regalo di Natale per la Liz. L'idea originale era quella di scriverle una Billshido felice... e mi &amp;egrave; uscita fuori Misplaced che di felice ha ben poco. E comunque non sarei mai riuscita a finirla per il 25 dicembre. Yulin mi ha quindi suggerito cinguettando: perch&amp;eacute; non scrivi delle drabble?&lt;br /&gt;Buona idea, ho pensato. Questo &amp;egrave; il risultato: quattro pagine. Di stronzate, per altro.&lt;br /&gt;Anche questa doveva essere una Billshido felice e invece: a) ho rischiato di mandarla clamorosamente in Bikuza (il Chaku &amp;egrave; partito in automatico alle prime due righe o.&amp;ograve;); b) &amp;egrave; pi&amp;ugrave; un'allegra cavolata che &amp;egrave; una Billshido. E' tutto quello che sono riuscita a fare, mi dispiace.&lt;br /&gt;Postata in Liebe eoni fa, compare qui solo ora perch&amp;eacute; come al solito mi faceva fatica.&lt;br /&gt;Piccolo appunto sul banner fatto da me stessa medesima. Io lo amo oltre ogni dire e senza un motivo giustificato, tra l'altro. Mi piace quella foto di Bushido e, dal momento che sono riuscita a blendarla, mi piace anche quella foto di Bill (la stavo odiando perch&amp;eacute; non stava appiccata manco a chiederglielo piangendo). E poi mi piace il rosso sul bianco e nero.&lt;br /&gt;Credits per titolo e sottotitolo vanno alla Liz.&lt;/div&gt;</content>
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    <title>Natale con David - One Shot - [PG]</title>
    <published>2009-01-10T13:57:11Z</published>
    <updated>2009-01-10T13:57:11Z</updated>
    <category term="fanfiction"/>
    <content type="html">&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt; Natale con David&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;Autore:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt; Tabata&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;Rating:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paring:&lt;/strong&gt; David/Tom&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;Genere:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt; Comico, Romantico?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;Riassunto:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt; &amp;quot;Questo non &amp;egrave; un albero di natale, David.&amp;quot; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;center&gt;NATALE CON DAVID&lt;br /&gt;... o dell'embrionale senso artistico di Tom Kaulitz.&lt;/center&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Vorrai scherzare!&amp;quot; Fu l'unico commento che usc&amp;igrave; dalla bocca di Tom quando lo chiam&amp;ograve; in salotto perch&amp;eacute; desse il suo giudizio. David proprio non capiva che cos'avesse che non andava il suo albero di natale.&lt;br /&gt;&amp;quot;Questo &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; &amp;egrave; un albero di natale, David,&amp;quot; gli spieg&amp;ograve; il biondo, indicando la preziosa scultura in legno e metallo di cui si era cos&amp;igrave; faticosamente appropriato quella mattina da Muji, sottraendolo - per altro - ad una checca isterica vestita Dolce &amp;amp; Gabbana che lo aveva seguito abbaiando fino alla cassa, deciso a riaverlo indietro. D'altronde non era colpa sua se il tipo era gi&amp;agrave; ampiamente appesantito dal cenone di natale prima ancora del venti di dicembre.&lt;br /&gt;&amp;quot;Ma si che lo &amp;egrave;, guarda!&amp;quot; Esclam&amp;ograve;, intenerito dall'embrionale senso artistico di Tom, ancora troppo acerbo per comprendere l'eleganza di forma e struttura che aveva davanti agli occhi. Lo prese per le spalle e lo spost&amp;ograve; di fronte alla scultura. Indic&amp;ograve; l'oggetto e prese a decantarne le evidenti qualit&amp;agrave;. &amp;quot;Non devi cercare l'immagine dell'albero Tom, ma ci&amp;ograve; che esso rappresenta.&amp;quot;&lt;br /&gt;C'era una base rettangolare in legno lucido e, su di essa, quello che sembrava un brutto gomitolo di grossi fili di metallo. Tra le maglie di questo enorme giocattolo per gatti meccanici era intrecciata una comune trafila di lucine di natale bianche. &amp;quot;Questa &amp;egrave; una palla,&amp;quot; comment&amp;ograve;.&lt;br /&gt;&amp;quot;Guarda meglio.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;David, posso anche guardarlo per ore ma quella &amp;egrave; una palla,&amp;quot; ripet&amp;eacute; il biondino. &amp;quot;Se voleva essere un albero di natale, &amp;egrave; venuto male.&amp;quot;&lt;br /&gt;David sospir&amp;ograve;. &amp;quot;Sei di una superficialit&amp;agrave; imbarazzante a volte,&amp;quot; esclam&amp;ograve;, per poi avvicinarsi alla sua amata scultura. &amp;quot;Questa &amp;egrave; l'essenza dell'albero di natale,&amp;quot; spieg&amp;ograve;, indicando la sfera nella sua totalit&amp;agrave;. &amp;quot;La sfera rappresenta il nucleo primario della festa mentre le luci, bianche e soffuse, ne rappresentano il calore, il senso stesso del natale. Capisci?&amp;quot;&lt;br /&gt;Tom capiva che andava a letto con un imbecille. &amp;quot;E, esattamente, come ce li metto gli addobbi sul nucleo caldo del natale?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Non servono addobbi!&amp;quot; Esclam&amp;ograve; David, entusiasta senza motivo. &amp;quot;E' questo il bello. E' gi&amp;agrave; tutto qui, racchiuso in questa meraviglia.&amp;quot;&lt;br /&gt;Tom avrebbe avuto da ridire sul suo assurdo concetto di &lt;em&gt;meraviglia&lt;/em&gt; ma prefer&amp;igrave; soprassedere visto che al momento aveva problemi decisamente pi&amp;ugrave; urgenti. &amp;quot;Nel tuo sgabuzzino, che per altro &amp;egrave; una piazza d'armi, ci sono adesso tre scatoloni di addobbi natalizi assortiti che ho strappato con le unghie e con i denti a mio fratello che li voleva per addobbare un gigantesco abete nel giardino del suo tunisino, mi segui fin qui?&amp;quot;&lt;br /&gt;David annu&amp;igrave;, non comprendendo.&lt;br /&gt;&amp;quot;Bene. Ora, io non faccio a borsettate con mio fratello per quattro palle, per poi sentirmi dire che non avr&amp;ograve; un albero di natale su cui appenderle.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Ma Tom,&amp;quot; inizi&amp;ograve; l'uomo, con l'occhione ceruleo sgranato. &amp;quot;Questa scultura &amp;egrave; alternativa, capisci? E' qualcosa di nuovo e innovativo, qualcosa che non sia il solito albero di natale.&amp;quot;&lt;br /&gt;Tom lo ascoltava con le braccia incrociate al petto. &amp;quot;Non &amp;egrave; Natale senza un albero di natale,&amp;quot; riispose e, prima che David potesse commentare aggiunse: &amp;quot;E quello non &amp;egrave; un albero di natale. Quindi adesso, o usciamo e andiamo a comprare un albero vero con i rami e la forma da albero, oppure mi trover&amp;ograve; un fidanzato alternativo, possibilmente nuovo e portatore di tecniche innovative. Ci siamo intesi?&amp;quot;&lt;br /&gt;David sospir&amp;ograve;. &amp;quot;E della mia scultura cosa ne faccio?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Gli troveremo un posto, non preoccuparti.&amp;quot;&lt;br /&gt;Quattro ore dopo, nel salotto minimalista in vetro e acciaio di David troneggiava un abete alto tre metri e largo due, ricoperto di palline, festoni e addobbi fin quasi ad esplodere. Per completare questa fiera del pacchiano, Tom aveva comprato un puntale dorato e aveva preteso calze da appendere al camino che David non possedeva. Tom, in quel preciso momento, stava ovviando a questo increscioso inconveniente appendendo le calze ai rientri delle finestre con il nastro adesivo trasparente.&lt;br /&gt;David sospir&amp;ograve;, osservando la scena da un angolo del salotto. Scambi&amp;ograve; con la sua palla d'arredamento, che ora era un costosissimo ferma-porta, uno sguardo tra il rassegnato e l'intenerito, quindi torn&amp;ograve; ad osservare Tom che fischiettava canzoni natalizie in chiave heavy metal, mentre spostava palline colorate con l'occhio critico dell'esperto.&lt;br /&gt;&amp;quot;Contento, adesso?&amp;quot; Chiese l'uomo.&lt;br /&gt;Tom si gir&amp;ograve; con tanto entusiasmo negli occhi che David non pot&amp;eacute; fare a meno di sorridere. Gli si avvicin&amp;ograve;, passandogli una mano tra i capelli per poi lasciarla scivolare sulla sua nuca e stringere affettuosamente. Tom fece quasi le fusa sotto le sue dita.&lt;br /&gt;&amp;quot;Spegni le luci,&amp;quot; gli ordin&amp;ograve;, passandogli il telecomando.&lt;br /&gt;David non fece che premere un tasto e le lampade al neon si abbassarono per poi spegnersi del tutto e lasciare la stanza immersa nella calda luminosit&amp;agrave; delle lucine intermittenti.&lt;br /&gt;Tom gli si sistem&amp;ograve; tra le braccia, con uno dei suoi sorrisi a met&amp;agrave;. &amp;quot;Ora, questo &amp;egrave; quello che io chiamo un &lt;em&gt;albero di natale&lt;/em&gt;,&amp;quot; comment&amp;ograve;.&lt;br /&gt;David si chin&amp;ograve; a baciarlo piano sulle labbra. &amp;quot;L'avevo intuito. Sei un tradizionalista: abeti, palline e festoni...&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Non esattamente,&amp;quot; sorrise il rasta. &amp;quot;E' che avevo bisogno di un posto pi&amp;ugrave; grande dove mettere il mio regalo di natale.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;E che cosa vorresti, sentiamo?&amp;quot;&lt;br /&gt;Tom lo stese delicatamente sul tappeto da troppe centinaia di euro, appena sotto gli ultimi rami e gli scivol&amp;ograve; sopra, con un movimento fluido e collaudato. &amp;quot;Voglio un manager,&amp;quot; rispose in un sussurro. &amp;quot;Pensi che lo ricever&amp;ograve;?&amp;quot;&lt;br /&gt;David gli chiuse le braccia intorno e nicchi&amp;ograve;. &amp;quot;Dipende, sei stato buono?&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;quot;Tu cosa ne dici?&amp;quot;&lt;br /&gt;David chiuse gli occhi e sorrise, perdendosi nel primo di una lunga serie di baci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Note dell'autrice:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Questa &amp;egrave; la storia che ho regalato a Yulin per Natale ma la posto soltanto adesso perch&amp;eacute; prima mi &amp;egrave; pesato il sedere :D&lt;br /&gt;In teoria doveva essere una drabble (ridiamo tutti quanti insieme), in pratica sono 10 drabble insieme. Mille parole circa. Che posso farci? Radical-Gay-Chic!David &amp;egrave; la cosa che preferisco, in assoluto. E credo si veda dal momento che lo infilo veramente da ogni parte. Nient'altro. Spero che vi sia piaciuta ^^v&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Eine Kugel Reicht è finita.</title>
    <published>2009-01-08T12:36:40Z</published>
    <updated>2009-01-08T12:36:40Z</updated>
    <category term="ghettodrama - ekr"/>
    <content type="html">Immagino ne abbiate anche abbastanza di questa storia ma dal momento che questo &amp;egrave; il mio blog...&lt;br /&gt; Ieri sera, dopo circa cinque mesi di lavorazione, &lt;strong&gt;EKR&lt;/strong&gt; &amp;egrave; giunta alla sua naturale conclusione e, sebbene manchino ancora alcuni spin-off, la vicenda pu&amp;ograve; dirsi sostanzialmente conclusa.&lt;br /&gt; L'ultima one-shot della LTP - &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/N1.html"&gt;&lt;strong&gt;Staatsfeind Nr. 1&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp; - &amp;egrave; stata postata in &lt;a target="_blank" href="http://community.livejournal.com/liebeslider/"&gt;&lt;strong&gt;LiebesLieder&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; e il &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/"&gt;&lt;strong&gt;sito ufficiale&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &amp;egrave; ora completamente aggiornato; ma, visto che alcune lettrici non frequentano n&amp;egrave; il sito n&amp;egrave; la community, faccio qui un riassunto di tutte le storie, tanto per fare il punto. E poi chiss&amp;agrave;, chi non ne sapeva niente magari si incuriosisce. Uno ci spera sempre :D&lt;br /&gt; Inoltre volevo scrivere sul blog e non avevo niente di cui parlare, quindi vi beccate il post-sunto dell'opera magna e sfrangia gonadi della sottoscritta e di Liz.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Linea Temporale Primaria (11):&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;&lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/EKR.html"&gt;Eine Kugel Reicht&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/EGJ.html"&gt;Ersguterjunge&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/Verrater.html"&gt;Verr&amp;auml;ter&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/KK.html"&gt;Kalter Krieg&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/Ichhab.html"&gt;Ich hab dich nicht vergessen &lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/Gegen.html"&gt;Gegen meinen Willen&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/SAOMB.html"&gt;Set adrift on memory bliss&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/THP.html"&gt;The Hardest Part&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/CFTI.html"&gt;Cure for the Itch&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/Weird.html"&gt;Weird Carpet Thoughts On A Weirder Night&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/N1.html"&gt;Staatsfeind Nr. 1&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Spin off (11):&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;&lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Spinoff/Chained.html"&gt;Chained to you&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Spinoff/Gunning.html"&gt;Gunning down romance&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Spinoff/Dieser.html"&gt;Dieser Eine Wunsch&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Spinoff/Driving.html"&gt;Driving Bill Kaulitz&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Spinoff/Affirmation.html"&gt;Affirmation&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Spinoff/Eternity.html"&gt;This moment is eternity&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Spinoff/Natural.html"&gt;Natural Disaster&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Spinoff/Sleeping.html"&gt;Sleeping with Ghosts&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Spinoff/Crime.html"&gt;Crime of Passion&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Spinoff/Kein.html"&gt;Es gibt Kein Wir&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Spinoff/Step.html"&gt;One step closer&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Tributi (3):&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Tributi/Prinzessin.html"&gt;&lt;strong&gt;Die Prinzessin stirbt im Fr&amp;uuml;hling&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (RoSs)&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Tributi/IfSilence.html"&gt;&lt;strong&gt;If Silence takes me, then I hope it takes you too&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (RoSs)&lt;br /&gt; &lt;a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=0CYLjZKU9bg"&gt;&lt;strong&gt;Lithium&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (fan video da parte di Meggie del quale non ho ancora avuto modo di parlare. A parte il fatto che bisognerebbe ringraziarla anche solo per l'impegno e il tempo che ci ha dedicato, non vi dico l'emozione di aver visto i personaggi muoversi per EKR. Mi batte ancora forte il cuore. Scriverli e leggerli &amp;egrave; bellissimo, ma vedere che si muovono e vederli nella storia &amp;egrave; stata un'emozione. Quindi, un enorme grazie a Meggie. Vi invito ad andare a vederlo perch&amp;eacute; &amp;egrave; proprio bello! &amp;lt;3)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Noto ora che sono 22 (ventidue) one-shot. E, ad occhio, il famoso morto &amp;egrave; morto (o la sua morte &amp;egrave; stata citata) in ogni singola storia. Lo abbiamo ammazzato 22 volte. Un record? o.&amp;ograve;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Meme Auto-Promozionale</title>
    <published>2009-01-04T14:45:20Z</published>
    <updated>2009-01-04T14:45:20Z</updated>
    <category term="fanfiction"/>
    <category term="meme"/>
    <content type="html">L'anno scorso fare i buoni propositi ha portato sfiga, quindi quest'anno niente.&lt;br /&gt; Piuttosto inauguro l'anno con un Meme preso in giro (l'anno fatto tutti, quindi &amp;egrave; anche un po' inutile dire da dove viene) che nel mio caso &amp;egrave; un po' stupido dal momento che avr&amp;ograve; si e no 40 storie ma tant&amp;eacute;...&lt;br /&gt; Prima di poter fare qualcosa di (in)utile devo digerire il pranzo domenicale della mamma di Yul, quindi ho risposto alle domande seguenti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Stories I wrote (and posted):&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Dunque, dal momento che tutti i tentativi di creare un archivio sono clamorosamente sempre falliti, non ho una pagina da cui andare a pescare e devo andare a memoria. Allora vediamo:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Moscow Intimacy&lt;/em&gt;, longfic vittima del pi&amp;ugrave; lungo flashback della storia (credo). RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;K&lt;/em&gt;, longfic sci-fi. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Disentangle me and you&lt;/em&gt;, longifc disastrata, angst, romantica. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Karen&lt;/em&gt;, one-shot, angst. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;I don't want. I won't do it.&lt;/em&gt;, one shot demenziale. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;E adesso liberami&lt;/em&gt;, one-shot angst, drammatica. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Master of Puppets&lt;/em&gt;, one-shot angst, drammatica. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Calling me,&amp;nbsp; Calling you&lt;/em&gt;, one shot fluff. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Io, mio fratello e il giorno che mi lasciarono solo con l'Anticristo&lt;/em&gt;, one-shot demenziale. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Hable con Ella&lt;/em&gt;, one shot humor. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Guess who's coming to dinner?&lt;/em&gt;, one-shot humor. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;A Perfect Santa&lt;/em&gt;, one-shot, humor, fluff. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;The Same Thing Twice&lt;/em&gt;, one-shot PWP. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;The HIMage of the Kaulitz Twins&lt;/em&gt;, one shot crossover, humor. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Eine Kugel Reicht&lt;/em&gt;, serie di shot angst, romance. RP - Tokio Hotel&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Faint Hallucination&lt;/em&gt;, storia originale di (al momento) 800 pagine, fantasy, humor.&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Paranormal Parisienne&lt;/em&gt;, storia originale composta da episodi autoconclusivi, fantasy (?), romantica.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;My Favourite:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Eine Kugel Reicht&lt;/em&gt;, tutta la serie. Nei suoi eccessi e nei suoi difetti e quella che pi&amp;ugrave; mi diverto a scrivere, nonostate gli scleri. L'esaltazione recicproca pu&amp;ograve; fare miracoli. [&lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR"&gt;&lt;strong&gt;QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;My Best:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Karen&lt;/em&gt;, senza alcun ombra di dubbio. Per struttura, trama, forma e caratterizzazione dei personaggi &amp;egrave; la cosa migliore che ho scritto. [&lt;a target="_blank" href="http://melting-lullaby.livejournal.com/3324.html"&gt;&lt;strong&gt;QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Story Most Underappreciated by the Universe:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Karen&lt;/em&gt;, che ha ricevuto un bel riscontro ma viene dimenticata molto pi&amp;ugrave; spesso di altre cose mie ben pi&amp;ugrave; opinabili, a mio avviso. o.&amp;ograve; [&lt;a target="_blank" href="http://melting-lullaby.livejournal.com/3324.html"&gt;&lt;strong&gt;QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Most Fun Story:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Io, mio fratello e il giorno che mi lasciarono solo con l'Anticristo&lt;/em&gt;, che a mio parere ha dei tempi comici perfetti. [&lt;a target="_blank" href="http://melting-lullaby.livejournal.com/9763.html"&gt;&lt;strong&gt;QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Sexiest Story:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;em&gt;The Same Thing Twice&lt;/em&gt;, probabilmente perch&amp;eacute; &amp;egrave; l'unica che pu&amp;ograve; rientrare nella definizione. o.&amp;ograve; [&lt;a target="_blank" href="http://community.livejournal.com/jostfiction/4921.html"&gt;&lt;strong&gt;QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Story with the Single Sexiest Moment:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;em&gt;Moscow Intimacy, capitolo 04 - Rescue me&lt;/em&gt;. Bill che balla al DNH sotto gli occhi di suo fratello. [&lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/Fanfiction/MI/MI04.html"&gt;&lt;strong&gt;QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Hardest Story To Write:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Non saprei, per me &amp;egrave; sempre una tragedia, quindi sono tutte difficili. Diciamo che la palma d'oro la vincono &lt;strong&gt;Paranormal Parisienne&lt;/strong&gt; [&lt;a target="_blank" href="http://parpar.altervista.org/"&gt;&lt;strong&gt;QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;] per la quale ho delle pretese assurde, e &lt;strong&gt;Eine Kugel Reicht &lt;/strong&gt;[&lt;a target="_blank" href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR"&gt;&lt;strong&gt;QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;] dove ogni shot &amp;egrave; un parto dolorosissimo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Most Unintentionally Telling Story:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Master of Puppets&lt;/strong&gt;, che non era assolutamente prevista (e ne ha soppiantata un'altra per un contest) e mi piace moltissimo &amp;lt;3 [&lt;a target="_blank" href="http://melting-lullaby.livejournal.com/6706.html"&gt;&lt;strong&gt;QUI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;]</content>
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    <title>[Paranormal Parisienne] Aggiornamento di Gennaio</title>
    <published>2009-01-02T17:37:04Z</published>
    <updated>2009-01-02T17:41:01Z</updated>
    <category term="par par"/>
    <content type="html">&lt;p&gt;Volevamo stupirvi con i nostri effetti speciali e aggiornare il primo dell'anno, nonostante il sonno e nonostante i postumi di una cena devastante a base di ravioli di zucca, coniglio arrosto, cotechino e porchetta ma.... ma non ce l'abbiamo fatta. Quindi aggiorniamo oggi con uno speciale, che avrebbe dovuto essere postato il mese scorso ma che non eravamo riuscite a finire in tempo.&lt;br /&gt;S'intitola: &lt;b&gt;&lt;a href="http://parpar.altervista.org/SP_Nat08.html" target="new"&gt;Albert, la vache de No&amp;euml;l&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; ed &amp;egrave; ambientato nel gioioso 2004. Andate e leggete *O*&lt;br /&gt;In pi&amp;ugrave; &lt;a href="http://adern.splinder.com"&gt;&lt;strong&gt;Misako&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; mi ha regalato un &lt;a href="http://parpar.altervista.org/_altervista_ht/Wall_big05.jpg"&gt;&lt;strong&gt;wallpaper &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;meraviglia. Amatelo.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://parpar.altervista.org/"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://meltinglullaby.altervista.org/_altervista_ht/Link.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; BUON ANNO! xD&lt;br /&gt;</content>
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    <title>L'albero di natale</title>
    <published>2008-12-09T16:42:22Z</published>
    <updated>2008-12-09T16:42:22Z</updated>
    <category term="varie"/>
    <category term="convivenza"/>
    <content type="html">E abbiamo fatto anche l'albero di natale, con tradizionale smonta e rimonta delle varie ciabatte per tenere accesi contemporaneamente: l'albero, il pc, il telefono e magari anche il phon. Al momento possiamo ammirare l'albero telefonando mentre giochiamo a tetris con il pc, ma di asciugarsi la testa in tutto questo neanche a parlarne.&lt;br /&gt; Comunque, oltre all'albero e al nostro personalissimo presepe (che consiste in un &lt;em&gt;unico pezzo&lt;/em&gt;) avevamo anche l'accompagnamento musicale, dove la cosa pi&amp;ugrave; natalizia sono stati gli Sturm und Drang (finlandesi). Fate vobis. Per chi &amp;egrave; curioso, ecco la tracklist decisa in autonomia dal mio ipod impostato su brani casuali:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Flaming Telepaths (Blue Oyster Cult)&lt;br /&gt; Staatsfeind n.1 (Bushido)&lt;br /&gt; Map of the problematic (Muse)&lt;br /&gt; Sing for Absolution (Muse)&lt;br /&gt; Forever (Sturm und Drang)&lt;br /&gt; In die Nacht (Tokio Hotel)&lt;br /&gt; You're the reason I'm leaving (Franz Ferdinand)&lt;br /&gt; Black Hole Sun (Soundgarden)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; L'anno scorso, ancora pi&amp;ugrave; natalizi, ci toccarono: i Rammstein, Marylin Manson e i Soft Cell (con Sex Dwarf per altro... lasciamo perdere o.&amp;ograve;).</content>
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    <title>Va tutto bene. E' tutto regolare.</title>
    <published>2008-12-08T20:55:05Z</published>
    <updated>2008-12-08T20:55:05Z</updated>
    <category term="musica"/>
    <content type="html">A questo punto io &lt;strong&gt;pretendo&lt;/strong&gt; il crossover XD&lt;br /&gt; Oppure una collaborazione in cui magari ci dicono che &lt;em&gt;Non c'&amp;egrave; niente di cui preoccuparsi&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;lj-embed id="1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;lj-embed id="2" /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Perché Chakuza è un uomo buono.</title>
    <published>2008-12-06T22:47:17Z</published>
    <updated>2008-12-06T22:47:17Z</updated>
    <category term="ghettodrama - ekr"/>
    <category term="varie"/>
    <content type="html">&lt;p&gt;Dunque, mentre il gran regno viene venduto a meno di un cavallo, io mi faccio prendere a calci dalla vita vera ma anche da quella finta, giacch&amp;eacute; non mi riesce di fare una che-sia-una delle mie cavolate. Tipo scrivere, per dire. O graficare, per dirne un'altra. &lt;br /&gt; Comunque sia, la notizia di stasera &amp;egrave; &lt;strong&gt;Cure for the Itch&lt;/strong&gt; [che trovate &lt;a href="http://community.livejournal.com/liebeslider/31238.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;qu&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;i e poi domani anche sul sito]&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt; nuova shot di &lt;strong&gt;Eine Kugel Reicht&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;targata Liz. Questa &amp;egrave; tremenda, ed &amp;egrave; cattiva. E uno non se l'aspetta ecco.&lt;br /&gt; E siccome io lo so che me lo odierete, vi ho fatto il bannerino. Chaku &amp;egrave; un uomo buono. Ricordatevi che ve l'ho detto. E fidatevi di me.&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img alt="" src="http://meltinglullaby.altervista.org/_altervista_ht/Pro-chaku.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;P.S. Guardate il mio nuovo avatar e amatelo. Non che Fler sia un bel vedere (occhi a parte), ma il suo nome prolungato viene dalla shot ed &amp;egrave; la cosa pi&amp;ugrave; bella che c'&amp;eacute;.&amp;nbsp;Tirate fuori la lingua e dite Fleeeeeeeeeeeeeeeeeer.&lt;/div&gt;</content>
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    <title>... e adesso l'Apocalisse, immagino.</title>
    <published>2008-12-05T21:35:12Z</published>
    <updated>2008-12-05T22:10:53Z</updated>
    <category term="parabola discendente"/>
    <category term="varie"/>
    <content type="html">Il posto vaccata di stasera non sarebbe tanto una vaccata, quindi non so se mi va di farlo.&lt;br /&gt; Quello che so, per certo, &amp;egrave; che la legge di Murphy &amp;egrave; vera: &lt;strong&gt;Se c'e' una possibilita' che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sara' la prima a farlo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt; Io, personalmente, credo - per oggi - di aver avuto abbastanza casini. Di averli scatenati, in un caso, di averli subiti (per volont&amp;agrave; di nessuno, se non di una terza parte illogica che non ho mai visto, non ho mai incontrato e per la quale, direi giustamente, conto meno di niente) nel secondo. Senza poterli arginare, in entrambi i casi.&lt;br /&gt; Un'altra cosa che so &amp;egrave; che in questo momento son svuotata, senza un obbiettivo e - soprattutto - senza un fottuto perch&amp;eacute;. Ne consegue che qualsiasi progetto io avessi in mano, adesso mi sembra del tutto inutile. L'ironia di tutto &amp;egrave; che ho il cervello cos&amp;igrave; vuoto di cose importanti, che le parole fluiscono alla perfezione, incastrandosi come mattoncini del lego. Mi sono fatta qualcosa come 2300 parole in meno di un'ora, che non so cosa significhi per la media di un traduttore professionista ma significa un'enormit&amp;agrave; per me, ve lo assicuro.&lt;br /&gt; Eric Draven diceva che non pu&amp;ograve; piovere per sempre.&lt;br /&gt; Infatti, di solito poi grandina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;EDIT:&lt;/b&gt; Migliorer&amp;agrave;. Facciamo che ci speriamo.&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Fatevi un po' di affari miei :D</title>
    <published>2008-12-04T20:53:14Z</published>
    <updated>2008-12-04T20:53:14Z</updated>
    <category term="fanfiction"/>
    <category term="università"/>
    <category term="ghettodrama - ekr"/>
    <content type="html">&lt;p&gt;Tanto per cominciare, oggi in treno mi sono addormentata. Due volte, andata e ritorno. Quaranta minuti di sonno perfetto in due tappe. Mi sono svegliata a Milano Cadorna con Chakuza che mi parlava di Harry Potter. Dovr&amp;ograve; cercare il testo di quella canzone e capire cosa sta dicendo, perch&amp;eacute; mi sono partiti dei filmini fluff che la met&amp;agrave; bastava. Chi sta pensando al pairing [Chaku/Harry] se lo levi immediatamente dalla testa - per Dio! - non era niente del genere.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Poi, oggi ho fatto tedesco (alla buon'ora, gridano dal pubblico a casa) e, fortunatamente, il professore non era molto pi&amp;ugrave; avanti di dove l'ho lasciato. Questo &amp;egrave; consolante. Per chi fosse interessato, siamo ancora l&amp;igrave; a cercare di capire come declinare Ein, Kein, Mein etc... Anzi, in realt&amp;agrave; stiamo ancora fermi a spiegare a pi&amp;ugrave; di met&amp;agrave; della classe che il nominativo equivale al soggetto (ma cosa insegnano alle superiori?). Quindi, insomma, ne abbiamo di strada ecco... Comunque sia, adesso ho una data per il mini-compito in classe: &lt;strong&gt;18 dicembre&lt;/strong&gt;. Il professore dice che non &amp;egrave; difficile. Io dico che finch&amp;eacute; ci mette &lt;strong&gt;Peter und &amp;Ouml;sterreich&lt;/strong&gt; (per gli amici: Pietro e l'Ostrica) andr&amp;agrave; tutto bene.&lt;br /&gt; Se non mi presento, siete autorizzate a uccidermi in malo modo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Fanfictions. Tanto per far vedere che ci sto lavorando davvero, vi posto un pezzettino di entrambe le storie che sto portando avanti per natale. In realt&amp;agrave;, questa &amp;egrave; una scusa becera per utilizzare il tag &amp;lt;Blockquote&amp;gt; che sogno di usare da una vita e mezzo.&lt;br /&gt; Dunque, questa che segue &amp;egrave; &lt;strong&gt;Misplaced&lt;/strong&gt;. Ve l'ho detto che non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; una one shot? No? Beh, ve lo dico ora. E' diventata una storia a capitoli, che molto probabilmente si tramuter&amp;agrave; in una saga. Non la mia saga epica, per&amp;ograve; - per quello c'&amp;egrave; gi&amp;agrave; EKR &amp;lt;3. Mi dicono sia steampunk, ma pi&amp;ugrave; che altro &amp;egrave; un'accozzaglia di robe diverse. E comunque c'&amp;egrave; Tom con la marsina.&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;La prima cosa su cui Bill apr&amp;igrave; gli occhi fu la citt&amp;agrave; sopraelevata.&lt;br /&gt; Le alti torri della Cattedrale che si stagliavano all'orizzonte appena oltre il nodo confuso dei sovrappassi elevati. Bill chiuse gli occhi e subito dopo li riapr&amp;igrave; di nuovo ma scopr&amp;igrave; che ogni cosa era esattamente uguale a prima. Le stesse due torri, gli stessi palazzi, le stesse strade serpeggianti a mezz'aria. A qualche chilometro da lui, un gigantesco orologio segnava l'ora in maniera alquanto strana.&lt;br /&gt; Quattro lancette percorrevano a velocit&amp;agrave; diverse un immenso quadrante, scandendo il tempo con rintocchi cupi e spettrali.&lt;br /&gt; Le auto volanti, come grossi calabroni, infestavano il cielo con un ronzio contnuo e fastidioso.&lt;br /&gt; Bill era sicuro di essersi addormentato nella cuccetta del tourbus solo qualche minuto prima, come Alice sotto l'albero del giardino della zia, ma palesemente quella non era la tana del Bianconiglio. Evidentemente se eri una ragazzina bionda con un bel vestitino azzurro finivi a giocare a criquet con mazze fatte di fenicotteri vivi insieme alla Regina di Cuori; se invece eri un giovane tedesco in viaggio tra Roma e Berlino, tutto ci&amp;ograve; che ti toccava era una citt&amp;agrave; futuristica probabilmente in guerra.&lt;/blockquote&gt; &lt;br /&gt; Per questa storia ho in mente un banner meraviglioso che non vedo l'ora di fare (queste sono le ultime parole famose. Adesso possiamo stare tutti quanti sicuri che non mi riuscir&amp;agrave; mai). Poi, in prima assoluta, anche un pezzettino di &lt;strong&gt;Underground&lt;/strong&gt; (Haru, questa &amp;egrave; tua). &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;blockquote&gt;Il ragazzo che guarda i campi fuori dal parabrezza del pullmann ha gli occhi scurissimi e allungati di sua madre e di suo padre, emigrati da Beijing vent'anni fa; ma, come tutti quelli della sua generazione, &amp;egrave; anche alto e magro come se l'aria italiana lo avesse stirato.&lt;br /&gt; Si chiama Pao-tzu, Paolo per i professori che non sanno pronunciare il suo nome; Feto, per chiunque fuori da scuola. Feto come embrione di cose future, come essere in divenire. Feto perch&amp;egrave; Pao-tzu non &amp;egrave; ancora niente, ma qualcosa sar&amp;agrave;, un giorno.&lt;br /&gt; Pao-tzu, Paolo, Feto, a volte sembrano troppi nomi per una persona sola. &amp;quot;Fe, cosa facciamo stasera?&amp;quot; Chiede qualcuno, battendogli amichevolmente su una spalla. &lt;br /&gt; Lui si volta e dedica un mezzo sorriso a Luca che va a scuola con lui dalle elementari. Nove dei loro quindici anni li hanno passati insieme, fianco a fianco, passando ogni singola moda. Ora ad esempio sono writers - abiti larghi, maglie colorate e scarpe grandi quattro volte i loro piedi - anche se Pao-tzu &amp;egrave; pi&amp;ugrave; convinto di Luca. Pi&amp;ugrave; dentro. E' lui che gira di notte a taggare i muri con il suo nome, o con la tag della sua crew di appartenenza: i CSC. City Saints Crew.&lt;br /&gt; Il nome l'ha voluto Pao, quando il gruppo si &amp;egrave; formato un anno fa, e gli altri - sono in otto - hanno acconsentito. L'idea di essere Santi faceva gola, anche se di miracoli ne fanno pochi.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt; Per concludere: RoSs ha postato &lt;a href="http://community.livejournal.com/liebeslider/30731.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://ladl.livejournal.com/13486.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; la sua &lt;strong&gt;If Silence takes Me, then I hope it takes You too&lt;/strong&gt;, tributo Bikuza ad &lt;a href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;EKR&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Sono tredici pagine molto intense. Che io ho apprezzato in maniera dolorosissima.&lt;br /&gt; E basta, per oggi.</content>
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    <title>Cercasi nome disperatamente...</title>
    <published>2008-12-04T12:09:20Z</published>
    <updated>2008-12-04T12:53:27Z</updated>
    <category term="par par"/>
    <content type="html">&lt;div style="text-align: left;"&gt;Buongiorno! Post brevissimo per chiedervi una cosa semplice semplice. Conoscete per caso un &lt;strong&gt;nome maschile di origine tedesca che inizi con la lettera D&lt;/strong&gt; e &lt;u&gt;non sia&lt;/u&gt;  David, Daniel, Dominik, Duncan, Dieter, Derek o Dirk (e per l'amor di Dio nemmeno uno di quei nomi da barbaro di D&amp;amp;D tipo Dagobert o Dagomar)? Ci serve per &lt;a href="http://parpar.altervista.org"&gt;&lt;strong&gt;Paranormal Parisienne&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;E s&amp;igrave;, lo so, che un tedesco non deve necessariamente avere un nome tedesco ma tutti gli altri usati lo sono, quindi ci sarebbe piaciuto mantenere la tradizione. In alternativa, valutiamo anche altre possibilit&amp;agrave;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Grazie per i suggerimenti! :D&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://parpar.altervista.org"&gt;&lt;img border="0" src="http://meltinglullaby.altervista.org/_altervista_ht/Link.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;EDIT:&lt;/strong&gt; Lo abbiamo trovato.&amp;nbsp;Un grazie a&amp;nbsp;&lt;span class='ljuser ljuser-name_ruka_nanjou' lj:user='ruka_nanjou' style='white-space: nowrap;'&gt;&lt;a href='http://ruka-nanjou.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif' alt='[info]' width='17' height='17' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://ruka-nanjou.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;ruka_nanjou&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;. ^^v&lt;/div&gt;</content>
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    <title>Der König spricht (e altra roba).</title>
    <published>2008-12-03T23:18:55Z</published>
    <updated>2008-12-03T23:18:55Z</updated>
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    <category term="ghettodrama - ekr"/>
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    <content type="html">&lt;p&gt;Non ho voglia di copiare l'altro post, vi faccio un riassunto:&lt;br /&gt;1. L'orrido tatuaggio di Bill forma una B (ne parla &lt;a href="http://poff.our-cross.net"&gt;&lt;strong&gt;Liz&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;).&amp;nbsp;Billshider di tutto il mondo, fangerliamo.&lt;br /&gt;2. Abbiamo aggiornato &lt;a href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR"&gt;&lt;strong&gt;Eine Kugel Reicht &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;con una nuova shot, intitolata &lt;a href="http://meltinglullaby.altervista.org/EKR/Originale/THP.html"&gt;&lt;strong&gt;The Hardest Part&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. La sorpresa sta nella voce narrante e anche in un paio di altre cose. Dal momento che questa &amp;egrave; una notizia gi&amp;agrave; vecchia, ne approfitto per ringraziare tutte le persone che hanno commentato in tutti i modi possibili, ivi compresi:&amp;nbsp;MSN, Blog e quant'altro. Siete fantastiche.&lt;br /&gt;3. La stesura di &lt;strong&gt;Misplaced&lt;/strong&gt; procede discretamente bene.&amp;nbsp;Sono felice.&lt;br /&gt;4. Il mio coniglio - Mathilda - in Pet Society ha fatto l'albero di natale (costato 850 monete in decorazioni). Son notizie X'D&lt;br /&gt;L'adorabile diapositiva:&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://img360.imageshack.us/img360/7379/mathildauy3.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="Free Image Hosting at www.ImageShack.us" src="http://img360.imageshack.us/img360/7379/mathildauy3.th.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content>
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